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Truffe, in manette livornese di 49 anni. Su di lui un mandato di arresto europeo

Mandato di arresto europeo emesso dalla Germania nel procedimento che lo vede indagato, in quello Stato, dei reati di bancarotta fraudolenta, truffa, falsificazione di documenti ed insolvenza fraudolenta, che avrebbe commesso, tra il 2017 ed il 2021, nello svolgimento di un’attività imprenditoriale

Venerdì 25 Marzo 2022 — 12:18

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I dati relativi alle denunce per truffe nella provincia di Livorno, si legge in un comunciato del 25 marzo, fanno registrare un aumento esponenziale di tale tipologia di reati con un trend in crescita in termini percentuali del 12,60% (anno 2020/2021) e del 26,25% (anno 2021/2022). Nell’ultimo anno ben oltre mille le segnalazioni pervenute alle forze di polizia per raggiri posti in essere sia con le modalità tradizionali, ma soprattutto tramite il web ed in particolare nel mondo dei siti di e-Commerce e dei tanti punti vendita  virtuali ove in rete si possono comprare e vendere prodotti nuovi ed usati, a prezzi appetibili per il consumatore. Solo la polizia postale di Livorno ha rilevato 234 truffe online e 127 frodi informatiche che utilizzano tecniche insidiose note come pishing (mail), smishing (sms) o vishing (telefonate).
Sia che si tratti del truffatore esperto informatico che si avvale di metodi sempre più sofisticati sia che ci si trovi di fronte al venditore “porta a porta”, al finto tecnico del gas, all’automobilista distratto, al falso amico del figlio che si introduce in casa con una scusa, al corriere che si presenta all’improvviso, al giovane distinto che si qualifica come impiegato delle poste mentre si preleva al bancomat e quant’altro. Il consiglio è lo stesso: non lasciarsi attirare da comportamenti in apparenza normali perché credibili, ma in realtà insoliti, diffidare da offerte economiche troppo favorevoli e dalla fretta che il proponente ci prospetta per la conclusione dell’affare e soprattutto “denunciare in modo tempestivo la truffa”, in maniera che l’attività investigativa possa essere avviata  con ogni consentita immediatezza, riuscendo ad individuare i responsabili, come dimostrano i risultati dell’ultimo anno con ben 230 denunciati. Il profilo del truffatore diventa sempre più fantasioso ed ingegnoso, calato nella contemporaneità alla ricerca di possibili fonti di guadagno, come dimostra l’operazione di polizia giudiziaria portata a termine dalla squadra mobile di Livorno, in collaborazione con il Servizio Interpol. Come prosegue il comunicato inviato il 25 marzo nella giornata di giovedì 24 marzo è stato arrestato, ai fini della sua eventuale successiva estradizione, un cittadino livornese di 49 anni, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria della Repubblica Federale di Germania nel procedimento che lo vede indagato, in quello Stato, dei reati di bancarotta fraudolenta, truffa, falsificazione di documenti ed insolvenza fraudolenta, che avrebbe commesso, tra il 2017 ed il 2021, nello svolgimento di un’attività imprenditoriale. L’imprenditore livornese, infatti, in qualità di datore di lavoro, secondo le autorità tedesche, non avrebbe versato dei contributi previdenziali ed avrebbe ottenuto contributi statali per l’emergenza coronavirus a seguito di falsificazione di documenti ed omettendo di dichiarare lo stato fallimentare della sua attività imprenditoriale, in realtà già in crisi prima degli effetti negativi della pandemia.
L’uomo, rintracciato dagli investigatori livornesi, è stato condotto alla Casa Circondariale “Le Sughere” in attesa che l’autorità giudiziaria italiana decida se concedere la sua estradizione in Germania.

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