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A lezione di… barzellette con Ascanio Celestini

Ospite d’eccezione, l’irriverente autore, attore e musicista Ascanio Celestini che ha messo al servizio della platea, ancora una volta gremita di spettatori, una vera e propria riflessione su come, quando ed in che occasione le storielle vengono raccontate

lunedì 30 Settembre 2019 07:43

di Filippo Ciapini

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Ultimo giorno di Senso del Ridicolo, quello del 29 settembre, e ultimo giorno di risate per i cittadini livornesi che hanno assistito ad una vera e propria lezione di… barzellette. Ospite d’eccezione, l’irriverente autore, attore e musicista Ascanio Celestini che ha messo al servizio della platea, ancora una volta gremita di spettatori, una vera e propria riflessione su come, quando ed in che occasione le storielle vengono raccontate. “Attraverso le barzellette possiamo raccontare di tutto – spiega l’autore romano – più le conosciamo e più possiamo raccontare di vari argomenti, come il sesso, ci sono barzellette razziste, contro donne e uomini, chi non ha mai raccontato una barzelletta?”.
E’ un gioco che, come sottolineato dallo stesso, che va saputo giocare. Paragonato ad una partita di calcio. Chiunque ne ha vista almeno una, chiunque sa le regole, ma non tutti sono calciatori. Ecco il primo punto toccato: il sapersi mettere a servizio del gioco. Moderatore dell’incontro, il solito, encomiabile, Stefano Bartezzaghi che ha accompagnato il protagonista nella dilungazione delle storielle. Tra una battuta e una risata generale sono stati analizzati i vari temi che vertono sulle barzellette. “Ci sono alcuni dettagli che non servono al fine dell’ironia, però contestualizzano la storia – ha scherzato Celestini –  la barzelletta non è solo la barzelletta in sé, ma soprattutto è il momento, se mentre la racconti ti accorgi che non fa ridere, continuatela lo stesso è un gioco, magari aggiungete c’è gente che ride ancora per queste s…”. Ed ancora, temi scottanti e quasi mai toccati nell’immaginario collettivo, la Satira che in televisione è sempre meno presente, le Bestemmie che sono dei lapsus in un territorio difficilmente apribile e Silvio Berlusconi che non le sa raccontare, ma ridi perché te la racconta lui. In mezzo a tutto ciò le domande incalzanti di Stefano Bartezzaghi:” Ci sono delle caratteristiche pruriginose delle barzellette? Per incuriosire devono avere un incipit particolare? Quanto è importante il contesto?”. E tra una risata e uno scrosciante applauso continua il giro di Barzellette “a tema”, da quelle stereotipate sui carabinieri a quelle cattive, perché la barzelletta permette di affrontare qualsiasi argomento, in pieno Senso del Ridicolo. Fondamentale quanto il contesto in cui si racconta, la barzelletta perfetta deve essere dotata di un imprevisto, ed è proprio l’imprevisto ad aver chiuso, perfettamente, l’incontro con Celestini: nel mentre l’artista romano raccontava l’ultima, scomoda, barzelletta, il buio ha fatto da padrone facendo saltare la luce, il sipario si è chiuso, ma la risata e gli scroscianti applausi sono continuati.

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