Cerca nel quotidiano:

Condividi:

Addio a Ennio: “L’Ancora è stata la sua seconda famiglia”

Domenica 18 Ottobre 2026 — 17:20

Foto inviata dalla famiglia che ringraziamo per la disponibilità

Il figlio Alessio ricorda Ennio Retti, fondatore nel 1994 insieme al socio Francesco del ristorante in Venezia. Per decenni è stato tra i protagonisti della ristorazione livornese, senza mai perdere la sua ironia e la passione per il Livorno calcio

Livorno saluta Ennio Retti, storico ristoratore e socio del ristorante L’Ancora, scomparso all’età di 89 anni. A raccontare chi era, tra ricordi familiari, aneddoti e momenti di una vita trascorsa tra il lavoro e le sue grandi passioni, è il figlio Alessio, che ringraziamo per la disponibilità e per aver condiviso un ritratto così personale del padre. “Babbo era una persona eccezionale, nel senso che gli volevano tutti bene”, racconta Alessio. Poche parole che restituiscono immediatamente il carattere di Ennio: un uomo solare, scherzoso, sempre pronto alla battuta e capace di mettere a proprio agio chiunque gli sedesse davanti. Al ristorante non era soltanto uno dei soci, ma anche un volto familiare per i clienti, molti dei quali tornavano proprio per lui. “Quando arrivavano persone da fuori, lo cercavano a posta per le sue barzellette. Lui intratteneva i clienti al tavolo, era sempre sorridente, un burlone”. Un modo di fare che aveva contribuito a creare un rapporto speciale con chi frequentava il locale, trasformando la ristorazione in qualcosa che andava ben oltre il semplice servizio: un’occasione per stare insieme, parlare e condividere momenti di allegria.

Il lavoro, una passione mai abbandonata

Ennio aveva amato profondamente il suo mestiere. Anche quando l’età aveva cominciato a farsi sentire, continuava a frequentare il ristorante, a servire i clienti e a occuparsi delle attività quotidiane. Soltanto negli ultimi anni aveva iniziato a rallentare, lasciando progressivamente spazio alle nuove generazioni. “Un paio d’anni fa era ancora lì a servire e a stare in cucina”, racconta Alessio. Ennio continuava a sentire l’Ancora come una seconda famiglia. Ogni tanto prendeva la sua bicicletta elettrica a pedalata assistita e andava a trovare i suoi vecchi compagni di lavoro.

Il pugilato, la lotta libera e il cuore amaranto

Accanto al ristoratore e all’uomo di famiglia, c’era anche uno sportivo con un passato importante. Da giovane aveva praticato pugilato e lotta libera, arrivando a conquistare il titolo di vicecampione italiano di lotta libera. Ma se lo sport aveva rappresentato una parte significativa della sua giovinezza, c’era una passione che lo aveva accompagnato per tutta la vita: quella per il Livorno calcio e per la sua città. “Chi gli toccava il Livorno si arrabbiava”, racconta sorridendo Alessio. Un attaccamento viscerale, che non riguardava soltanto la squadra, ma anche l’identità livornese. Ennio era un tifoso acceso, abbonato allo stadio e sempre aggiornato sulle partite degli amaranto. Il figlio ricorda le telefonate durante le gare, soprattutto quando lui si trovava allo stadio. “Io ero in curva e lui mi chiamava alla fine del primo tempo per sapere quanto stavamo. Se gli dicevo che perdevamo, mi rispondeva: ‘Si recupera, si recupera, si riprende!’”. E quando la partita finiva con una rimonta o una vittoria, arrivava puntuale la telefonata di rivincita: “Te l’avevo detto, te l’avevo detto!”. Una scena che si ripeteva spesso, con Ennio sempre pronto a credere nella sua squadra fino all’ultimo minuto. Una passione così forte da accompagnarlo anche nei piccoli gesti quotidiani, come la scelta della cassa da utilizzare per le sue necessità, con la terrazza dello stadio raffigurata e tutto il colore amaranto. Perché il Livorno, per lui, non era soltanto una squadra di calcio, ma un pezzo della propria vita.

L’affetto della famiglia e il ricordo degli amici

Il ricordo di Alessio restituisce anche la figura di un padre presente e di un uomo che sapeva creare legami profondi. “Per la famiglia è stato una persona esemplare, ma lo è stato per tutti”, sottolinea. Un affetto che si ritrovava anche fuori dal ristorante, nelle amicizie costruite negli anni e nei rapporti rimasti solidi nel tempo. Nel suo racconto, Alessio ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare alle persone che gli sono state vicine in questo momento difficile, ricordando soprattutto Antonelli e Paoletti della Svs.

Condividi:

Riproduzione riservata ©

Cerchi visibilità? QuiLivorno.it mette a disposizione una visibilità di oltre 90mila utenti giornalieri: 81.200 su Fb, 16.500 su Ig e 4.700 su X. Richiedi il pacchetto banner e/o articolo redazionale a [email protected] oppure attraverso questo link per avere un preventivo

QuiLivorno.it ha aperto il 12 dicembre 2023 il canale Whatsapp e invita tutti i lettori ad iscriversi. Per l’iscrizione, gratuita, cliccate il seguente link https://whatsapp.com/channel/0029VaGUEMGK0IBjAhIyK12R e attivare la “campanella” per ricevere le notifiche di invio articoli. Ricordiamo, infine, che potete continuare a seguirci sui nostri social Fb, Instagram e X.