Addio al dottor Sirio Malfatti, fondatore dell’Associazione Cure Palliative
Malfatti sul palco del Goldoni in occasione del Ventennale dell'Associazione (27 ottobre 2023), foto inviata dall'associazione che ringraziamo per la disponibilità
Il ricordo della presidente Francesca Luschi: "Era un medico apprezzato da tutti. Dotato di grandissima umanità, empatia e generosità. Per noi è stato una colonna portante". E' stato tra i padri fondatori insieme a Nannipieri, Logi e Del Lucchesi
Si è spento all’età di 81 anni il dottor Sirio Malfatti, socio fondatore dell’Associazione Cure Palliative nel 2003 e divenuta negli anni un punto di riferimento per il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie. A ricordarlo con commozione è la presidente dell’associazione Francesca Luschi, che ringraziamo per la disponibilità: “Per noi è stato una vera e propria colonna portante – racconta Luschi – Era un medico apprezzato da tutti, di grandissima umanità ed empatia. Aveva un rapporto con il paziente che andava ben oltre l’aspetto clinico”. L’associazione venne fondata da Sirio Malfatti insieme all’ingegner Massimo Nannipieri, al dottor Giuseppe Logi e a Valdo Del Lucchesi. Malfatti, nato il 3 gennaio 1945, dal 2010 al 2011 ne ha ricoperto anche la carica di presidente, prima di passare il testimone a Francesca Luschi. “Aveva sempre a cuore il paziente – prosegue la presidente – ed è stato molto lungimirante. Insieme agli altri fondatori ebbe l’intuizione dell’importanza di accompagnare la persona non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo psicologico e spirituale”. Una visione che si inserì perfettamente nel percorso avviato con la nascita dell’Hospice nel 2002 e consolidato poi dalla stretta collaborazione con l’associazione fondata l’anno successivo. Anche dopo la fine del suo mandato, non ha mai smesso di seguire da vicino l’attività dell’associazione. “Era sempre presente, veniva spesso a trovarci. Si è sempre sentito il padre dell’associazione e, in effetti, lo è stato davvero. Tutti noi gli siamo profondamente riconoscenti”. La generosità del medico si è manifestata anche al di fuori dell’ambito sanitario. Nel film La prima cosa bella di Paolo Virzì, recitò interpretando se stesso. Il compenso ricevuto per quella partecipazione venne interamente devoluto a Cure Palliative. Nel corso degli anni ha inoltre scritto due libri di racconti ispirati alle esperienze vissute accanto ai pazienti. Anche in quel caso il ricavato delle pubblicazioni fu destinato all’associazione, confermando ancora una volta il suo spirito altruista e la sua attenzione verso chi soffre. “È stata una persona generosissima”, conclude Luschi.
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