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Addio al papà di Regalgioca

Tommaso Nigiotti inizia a 20 anni come rappresentante per la famosa fabbrica di bambole in vinile dell’epoca, Ratti & Vallenzasca, dove nel tempo diventa dirigente. Nel 1982 apre Regalgioca a La Rosa. Ai 4 figli ripeteva "Il giocattolo è cibo per la mente"

domenica 12 agosto 2018 07:48

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Il mondo del giocattolo ha perso Tommaso Nigiotti, giovedì 9 agosto, a 91 anni, poco prima del suo compleanno. La sua vita è stata caratterizzata dalla determinazione e dalla tenacia sul lavoro che gli ha permesso di ottenere grandi vittorie e grandi soddisfazioni.
Nigiotti era il patriarca di una grande famiglia – quattro figli, ben dieci nipoti e tre pronipoti – che legò rapporti con la “Ratti Bambole” andando così a immettersi nel commercio dei giochi. Mentre il maggiore, Stefano, medico, scelse il ramo dell’odontoiatria, Tommaso lascia il testimone ai figli Luca, Gianni e Guido che a loro volta inseriscono i propri figli nel settore, rafforzando un cognome che nella branca dei giocattoli è una garanzia. Aveva 20 anni quando ha iniziato a muovere i primi passi nel settore del commercio di giocattoli, come rappresentante per la famosa fabbrica di bambole in vinile dell’epoca, la Ratti & Vallenzasca (successivamente Ceppi – Ratti) per diventare nel 1961 direttore della filiale di Firenze. La famiglia ricorda quando Tommaso raccontava della tragica alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, nella quale la Ratti subì gravissimi danni in quanto la filiale era molto vicina al corso del fiume Arno e in cui lui rimase profondamente colpito emotivamente, rivivendolo ogni anno vividamente. Numerosi furono i viaggi di Tommaso, dalla Liguria alla Puglia fino alla Sardegna, a bordo del suo furgone arancione targato Alfa Romeo che talvolta gli giocò brutti scherzi, obbligandolo a riparare le gomme anche sei volte al giorno lungo il tragitto. Una fatica ripagata nel 1975 quando Nigiotti diventa dirigente d’azienda come direttore alle vendite Italia e responsabile agli acquisti nei Paesi dell’Est. Nel 1982, Tommaso decide di fare il salto e aprire nella sua città, Livorno, il negozio di giocattoli a La Rosa, Regalgioca (foto tratta dal profilo Fb), e creare così una nuova attività per i figli maturata grazie alla sua esperienza nel settore. In 36 anni, Regalgioca ha fatto parte della vita di tanti bambini portando a casa i loro sorrisi, vedendoli crescere e a loro volta tornano oggi nel ruolo di padre o madre coi propri figli a comprare altri giocattoli. Regalgioca è aver realizzato un sogno, in cui lui e la moglie Graziella hanno creduto e che è divenuto un punto di riferimento per i piccoli livornesi. Una vita dedicata al mondo dei giocattoli perché “Il giocattolo è cibo per la mente” come sovente Nigiotti ripeteva ai propri figli. Oltre a essere stato un importante imprenditore, Tommaso Nigiotti ha sempre avuto grandi passioni come la caccia e il Tiro al Piattello Skeet, di cui è stato uno dei pionieri a Livorno insieme all’amico Gino Saltarelli. In Italia ed è stato anche arbitro internazionale della stessa disciplina sportiva. Tra i suoi grandi amori c’è stata sicuramente la sua campagna a Riparbella, protagonista di pranzi domenicali con tutta la numerosa famiglia, dove ha potuto coltivare lui stesso la terra e diventare agricoltore.

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4 commenti

 
  1. # Emanuele

    Emozione infinita per noi bambini degli anni ’80, grazie di tutto e dei sogni che ci hai regalato. Le tue vetrine erano per noi bimbi, specialmente della Rosa, come il miele per le api.

    1. # Alex

      Se ne va un pezzo di storia di Livorno, quoto le belle parole di Emanuele, tutte le volte era un’emozione entrare in quel negozio da bambino o fermarsi davanti le sue vetrine. Mi sono emozionato anche quando ci sono tornato a 30 anni e ho ritrovato quel poster in plastica di HE-MAN messo sopra la porta d’entrata, mi è sembrato di tornare bambino.
      Condoglianze a tutta la famiglia e grazie per esserci sempre.

  2. # Pierre

    Partecipo al grande dolore della Famiglia con un Caro abbraccio,

    Roberto Pullerà

  3. # Luca gennai

    Dolorosa perdita non ho parole se non un un abbraccio Luca gennai

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