Addio al professor Luigi Bernardi
Foto inviata dalla famiglia che ringraziamo per la disponibilità
“È stato una guida, un faro umano e creativo per intere generazioni. Ci invitava a “salire sui banchi” per osservare il mondo da una prospettiva diversa”. Si è spento a 86 anni lo storico docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il ricordo commosso dei suoi ex studenti
Si è spento all’età di 86 anni Luigi Bernardi, storico professore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e figura indimenticabile per intere generazioni di studenti. La notizia della sua scomparsa ha lasciato un profondo vuoto nel mondo accademico e artistico fiorentino, dove Bernardi era considerato molto più di un docente: una guida autentica, un punto di riferimento umano e culturale. A ricordarlo oggi sono soprattutto i suoi ex studenti, che nel corso degli anni hanno trovato in lui non soltanto un insegnante, ma un uomo capace di accompagnare ciascuno lungo un percorso di crescita personale e creativa. “Luigi Bernardi non è stato solamente un professore – raccontano – Luigi è stato una vera e propria guida per generazioni di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Oggi per tutti noi se ne va un faro, qualcuno che è riuscito a indirizzare i nostri sguardi verso una visione più profonda delle cose, quella visione necessaria ad ogni processo creativo”. Il suo amore per il cinema, per l’arte e per il pensiero critico ha rappresentato per molti un patrimonio prezioso. Bernardi veniva ricordato come un docente fuori dagli schemi, lontano da ogni accademismo sterile e sempre pronto a stimolare il dubbio, il confronto e la libertà di pensiero. “Fuori dalle righe, fuori da un accademismo sovraccarico di aspettative — proseguono i suoi ex studenti — è stato un sincero promotore del pensiero e del dubbio. Ha accompagnato ognuno di noi, senza mai lasciarci davvero, neanche dopo il percorso accademico”. Nei ricordi di chi lo ha conosciuto riaffiora spesso il paragone con il professore de “L’attimo fuggente”: capace di invitare gli studenti a “salire sui banchi” per osservare il mondo da una prospettiva diversa. “Ci ha fatto vedere tutto come in un caleidoscopio — ricordano ancora — un continuo navigare nel postmoderno che lega tutti coloro che hanno avuto l’onore e la fortuna di averlo come professore, come amico e come padre”. Alla famiglia, agli amici e a tutta la comunità dell’Accademia di Belle Arti di Firenze si stringe oggi l’affetto di quanti hanno condiviso con lui un tratto di strada. “Grazie professore — concludono i suoi studenti — noi tutti saremo sempre inevitabilmente con te”.
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