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Ai Pancaldi la sfida dei robot

Quindici prototipi soft ispirati alle piante e al mondo animale, con braccia (robotiche) di gomma e mani con dita di silicone, si sono sfidati su terreni sabbiosi, passando in varchi e manipolando oggetti fragilissimi. Un "talent” per dimostrare i progressi della ricerca, preludio ai compiti che svolgeranno in scenari reali, dalla biomedicina alla chirurgia all'esplorazione di luoghi insicuri

sabato 28 aprile 2018 12:47

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Quindici robot soffici, realizzati con materiali differenti ma con la caratteristica comune di non essere rigidi, si sono sfidati nella fantastica cornice della sala conferenze dei Bagni Pancaldi per mettere alla prova le loro abilità e le loro capacità. Una specie di “olimpiade” preludio allo svolgimento dei compiti per i quali sono stati progettati, come – per esempio – supportare i chirurghi nel rendere meno invasivi e più precisi gli interventi o sapersi muovere su terreni accidentati, che potrebbero essere quelli di un fondo marino o perfino quelli di un pianeta che non è la Terra (clicca sul link in fondo all’articolo per consultare la fotogalley a cura di Simone Lanari e clicca qui per guardare il VIDEO della competizione tra robot).
RoboSoft2018, la conferenza internazionale che riunisce 300 scienziati da tutto il mondo e che si svolge sotto l’egida della Società scientifica internazionale “IEEE” e, al suo interno, della “Robotics & Automation Society”, in Italia grazie all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si è conclusa con il momento più spettacolare, andato in scena sabato 28 aprile, all’interno della sala conferenze dei Bagni Pancaldi.
I robot soffici si sfidano in una sorta di “giochi senza frontiere” per dimostrare a che punto è arrivata la tecnologia “soffice”, che caratterizza un settore della robotica che ne sta rivoluzionando i paradigmi e che attrae sempre più l’interesse scientifico e che vede aumentare i finanziamenti in arrivo. Gli scienziati che partecipano alla conferenza internazionale stanno concludendo la preparazione dei prototipi in queste ore che precedono la competizione “soft”.

L’ARTISTA FABRIZIO BRESCHI IN POSA ACCANTO ALLA SUA INSTALLAZIONE A TEMA ROBOT

La manifestazione ha avuto un “padrino” d’eccezione: l’artista livornese di fama mondiale Fabrizio Breschi, che ha offerto in mostra alcune sue opere pittoriche e scultoree relative al periodo “Robot” della sua linea artistica degli anni ’70. Presente alla manifestazione Breschi, autore tra le altre cose dell’installazione “V” posizionata nella seconda parte di piazza Attias, si è detto “onorato e felice” di poter esporre alcune sue opere all’interno di questa cornice dedicata alla robotica. Quando arte e scienza si innamorano… non si lasciano più.

  La gara di sabato 28 aprile ha coinvolto 15 prototipi di robot soft sviluppati da istituzioni universitarie e da centri di ricerca italiani (è presente il team di IIT, la Scuola Superiore Sant’Anna in quanto organizzatrice non può partecipare), francesi, inglesi, statunitensi, coreani. Ad attendere i prototipi “soffici” due percorsi pronti a dimostrarne le capacità di locomozione e di manipolazione.

IL TEAM DELL’ISTITUTO DI BIOROBOTICA DELL’ISTITUTO SANT’ANNA DI PISA CHE HA PARTECIPATO AI GIOCHI DELLA SOFT ROBOTICA

In uno scenario costruito su misura, in riva al mare, i robot ispirati alle piante, agli insetti, o soffici come palloncini sono chiamati ad attraversare pavimenti sabbiosi, a rimpicciolirsi per entrare in piccole aperture e a muoversi in maniera delicata tra strutture fragili. In questo contesto e nello stesso tempo, braccia di gomma e mani soffici con dita di silicone hanno il compito di afferrare oggetti assai fragili, di aprire porte e di entrare in spazi dalle dimensioni ridotte. Tutti compiti che presto i robot soft saranno chiamati a portare a termine con successo in scenari reali. L’evento è aperto al pubblico e conclude la prima conferenza internazionale di “soft robotics”, in programma da mercoledì 25 aprile a Livorno.

“Ospitare la prima edizione della conferenza internazionale di Soft Robotics a Livorno – spiega Cecilia Laschi della Scuola Superiore Sant’Anna, coordinatrice scientifica e la prima ad aver realizzato un robot soft ispirato al mondo animale, per la precisione al polpo – è un bellissimo riconoscimento del lavoro svolto in questo settore, una dimostrazione di come l’Europa e l’Italia siano leader nella robotica e nelle sue linee di progresso più innovative, e un ottimo inizio per le attività del Centro di Robotica Marina dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna nella nuova sede dello Scoglio della Regina”.

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