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“Close the Gap”, la campagna per le pari opportunità

"Close the gap - riduciamo le differenze": Coop ha presentato la campagna sul grande tema delle differenze di genere. Prima azione concreta la vendita, dal 6 al 13 marzo, degli assorbenti con l'Iva al 4%

Giovedì 25 Febbraio 2021 — 17:34

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Il presidente Pedroni: "Vogliamo percorrere con maggiore decisione la strada a favore di una cultura della diversità e dell’inclusione, con l’idea di darci obiettivi non di facciata"

Close the gap – riduciamo le differenze” (cliccate qui per il VIDEO) è la campagna promossa da Coop fatta di azioni e impegni concreti attraverso progetti interni, coinvolgendo i fornitori di prodotto a marchio e lanciando una call to action a vantaggio di soci e consumatori. Nessuna pretesa di risolvere un problema come quello del gender gap, differenza di genere, su salario e occupazione, che necessita di molti diversi interventi e che non può essere solo affidato alle singole imprese, ma è la volontà di fare la propria parte che anima Coop. Il primo passo concreto sarà portato avanti dal 6 al 13 marzo, giornate in cui la Coop abbasserà il prezzo degli assorbenti a scaffale vendendoli come se l’Iva fosse del 4% e non del 22%. Con questa iniziativa Coop dà la propria adesione alla petizione “Stop Tampon Tax! Il ciclo non è un lusso” promossa dall’associazione “Onde Rosa” e disponibile su change.org che ha come obbiettivo l’abbassamento del costo degli assorbenti che sono ancora considerati beni di lusso e non di necessità. Anche sotto questo aspetto l’Italia si trova indietro rispetto a molti paesi; in Scozia ad esempio l’accesso agli assorbenti è stato reso gratuito a tutte le donne. Un altro passo di “Close the gap” sarà invece interno e prevede la formazione dei fornitori che vorranno aderire per migliorare la consapevolezza e l’informazione e a marzo 2022 sarà assegnato un premio che incentiverà le buone prassi in ambito equità. Il 29 marzo sarà assegnato un primo riconoscimento alle imprese fornitrici che si sono già impegnate per ridurre il gap.
Durante la conferenza stampa di presentazione hanno parlato Marco Pedroni, Presidente Coop Italia e Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), Maura Latini, AD Coop Italia, Azzurra Rinaldi, economista e docente alla Sapiena di Roma, Silvia de Dea e Agnese Zappalà di Onde Rosa e Fiamma Goretti, responsabile della comunicazione di change.org. Nel corso dei vari interventi è stato ricordato che l’Italia si trova al 76esimo posto al mondo e al 17esimo (su 20) in Europa per quanto riguarda l’equità di genere, secondo lo studio del Global Gender Gap Index, e nel 2020 sui 101.000 posti di lavoro persi a dicembre, 99.000 erano femminili. Analizzando i ruoli di leadership nelle grandi aziende la figura femminile è in netto svantaggio, nonostante studi dimostrino che quando le donne fanno parte della board amministrativa si ha un utile superiore del 6% rispetto alle aziende dove le donne non sono presenti. Anche la situazione di smartworking è controproducente, perché le donne si trovano a lavorare il doppio dovendo anche gestire la casa e i figli. Da questo punto di vista è stato poi aggiunto che in Coop il 70% dei suoi 55.000 dipendenti è donna ed ha una organizzazione di soci dove sono donne più della metà dei soci attivi sui territori. Anche per questo è stato deciso di dar vita a “Close the Gap – riduciamo le differenze”.

Le dichiarazioni – “Vogliamo percorrere con maggiore decisione la strada a favore di una cultura della diversità e dell’inclusione, con l’idea di darci obiettivi non di facciata – spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia e Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – Coop è molto sensibile al tema, il principio dell’integrazione e dell’eguaglianza è parte costitutiva dell’essere cooperativa. I dati in nostro possesso fotografano una situazione migliore della media per quanto attiene ad esempio la composizione dei nostri consigli di amministrazione (oltre il 44% è donna) o la presenza di donne nei ruoli direttivi sul totale degli occupati (oltre il 32%). Inoltre tutte le nostre cooperative contemplano nei contratti integrativi la presenza di Commissioni Pari Opportunità e la presenza di donne è al 50% tra chi frequenta i corsi formazione finalizzati ai posti di responsabilità. In molti punti della nostra rete vendita infine ci affidiamo a personale composto unicamente da donne; nei ruoli di caponegozio e capireparto ci attestiamo su un 43% di presenza femminile. Ma vogliamo fare di più e rendicontarlo, cercando di agire con più determinazione sul versante della leadership femminile che è un importante punto di arrivo anche per noi”.

“La disuguaglianza è generata in primo luogo da elementi strutturali, come per esempio la scarsa rappresentanza di genere che non trasferisce modelli e quindi aspirazioni per le giovani donne, ma inizia anche dalle piccole differenze – dice Maura Latini, AD Coop Italia – come quella che si riscontra tra la tassazione dei prodotti di igiene e cura: gli assorbenti femminili, bene tutt’altro che di lusso, subiscono un’Iva del 22%, al pari di articoli di abbigliamento, sigarette, vino, che non sono considerati di prima necessità. Quella dell’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti non è solo una questione economica, di puro risparmio, ma anche culturale. La scelta di tassare come bene di lusso un assorbente è prima di tutto un errore di valutazione e un messaggio sbagliato, che si traduce in una discriminazione concreta contro la quale vogliamo contribuire ad attivare l’attenzione di donne e uomini. Per questo abbiamo raccolto il messaggio lanciato dalle giovani donne dell’associazione “Onde Rosa” che hanno sollevato il problema; mettiamo a disposizione i nostri punti vendita e la volontà e l’impegno dei nostri soci e dipendenti per segnalare il valore della richiesta, chiedendo che il tema entri nell’agenda pubblica”.

“La campagna di “Close The Gap” rappresenta un passo importante per la storia del “ciclo non è un lusso” – proseguono da Onde Rosa – Quando abbiamo lanciato la petizione eravamo un gruppo di ragazze che cercava di far sentire la propria voce su qualcosa che ci riguardava da vicino e percepivamo come un’ingiustizia. Mai ci saremmo aspettate quello che è successo dopo: ad oggi sono infatti circa 500 mila le persone che hanno firmato su Change.org per dire no alla Tampon Tax e unirsi alla nostra voce. Numeri importanti che ci spingono a continuare a presidiare il tema.  L’impegno politico, l’attivismo, le petizioni e le iniziative come queste hanno un obiettivo: portare un cambiamento, grande o piccolo che sia, nella vita delle persone. L’attenzione di Coop nei confronti di questa tematica e il nostro coinvolgimento in “Close The Gap” sono per noi la conferma che stiamo andando nella direzione giusta: l’auspicio è che tutte queste azioni adesso si tramutino in un risultato concreto per le donne”.

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