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Alberto, da Livorno a uno dei primi istituti oceanografici al mondo

Livornese, classe 1986, Consensi ha una laurea magistrale in ingegneria robotica. "Con la mia storia spero di infondere a tutti i giovani un motivo in più per continuare a studiare e a formarsi"

martedì 08 gennaio 2019 18:56

di Giulia Bellaveglia

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Quando parliamo di giovani e prospettive lavorative la prima parola che ci viene in mente è sempre una: difficoltà nel trovare un posto di lavoro.
Ma a dimostrarci che con studio, impegno e sacrificio si possono invece ottenere risultati lavorativi pienamente soddisfacenti è un nostro concittadino: Alberto Consensi.
Livornese doc, classe 1986, Consensi si è laureato all’Università di Pisa in ingegneria elettronica ed ha successivamente proseguito il suo percorso di studi con una laurea magistrale in ingegneria robotica realizzando una tesi sui sistemi robotici subacquei.
Dopo essersi trasferito nel Regno Unito insieme alla fidanzata, oggi moglie, che già lavorava lì come infermiera, Consensi è riuscito ad ottenere, dopo un colloquio tecnico molto selettivo, un lavoro al National Oceanography Centre (Noc) di Southampton, uno dei primi istituti oceanografici al mondo.
“Quando parlo con i miei amici livornesi delle loro prospettive lavorative avverto sempre un tono di rassegnazione per la realtà che si prospetta loro davanti – racconta Consensi – Tramite la condivisione della mia esperienza spero di infondere a loro e a tutti i giovani ragazzi un motivo per continuare a studiare e a formarsi in vista di una prospettiva lavorativa soddisfacente”.
Consensi fa parte ormai da due anni dell’organico dell’istituto che si occupa di creare sistemi robotici sottomarini dotati di intelligenza artificiale, che consente a questi ultimi di lavorare tra loro come si fa in una vera e propria squadra al fine di studiare l’ambiente marino.
L’obiettivo finale è quello di andare a ridurre i costi delle navi oceanografiche e di studiare e cercare di prevenire i danni degli ormai inarrestabili cambiamenti climatici, soprattutto per quanto riguarda i ghiacciai dell’Antartide. “Naturalmente chi vuole ottenere qualcosa deve studiare ed impegnarsi seriamente – conclude Consensi – Chi lo farà, oltre che dal punto di vista lavorativo, ne trarrà vantaggio anche nella soddisfazione personale per quello che realizzerà per sé e per gli altri”.

Riproduzione riservata ©

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LA REDAZIONE DI QUILIVORNO.IT

9 commenti

 
  1. # Paolo58

    Infatti se vuoi un futuro professionale devi lasciare l’Italia…ormai è una storia nota.

    1. # Slartibartfast

      Se vuoi un futuro professionale devi stare sui libri, poi devi stare sui libri e stare ancora sui libri, laurearti con 110 e lode, magari non in filosofia, e vedrai che non hai bisogno di lasciare l’Italia.

      1. # Ripigliati

        Vuoi lalista completa di ingegneri che sono disoccupati o fanno lavori di ripiego anche con lode in Italia ? E quanti hanno lavori di prestigio all’estero anche senza lode? Voglio vivere nel tuo mondo…..

      2. # luca

        Commento fuori luogo. Trovo vergognoso che un paese come l’italia provi sdegno per giovani interessati alla filosofia e alla scienze umanistiche, e io sono un chimico. Ho una schiera di amici di ingegneri che fanno lavori sottopagati nonostante fossero ottimi studenti e questo perchè semplicemente la politica italiana è strutturata sull’avere i consensi tra quelli che hanno compiuto già 50 anni e che sono concausa del disastro economico.

  2. # Cristina Bernardoni

    Brava Giulia! Anche se io sono di parte, molto di parte 😘

  3. # Livorno 23

    Semplicemente… bravo!

  4. # Dubbioso

    Ormai vedere i giovani che sono stato istruiti dalle nostre università e vanno poi a mettere a frutto le loro conoscenze fuori dall’Italia non è motivo di orgoglio ma di dispiacere…

  5. # StefanoL

    Bravissimo e complimenti . Comunque, gira che ti rigira, devi fuggire dall’Italia. È ver go gno so!

  6. # Frose

    Ormai sono 600.000 gli italiani ad alta scolarizzazione, alta professionalità o semplicemente onesti che hanno lasciato il bel paese…. Forse pensiamo poco agli emigrati preoccupandosi degli immigrati….

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