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Alla scoperta dell’antico faro. Visite sold out

Il faro del porto di Livorno, posto all'interno del cantiere Azimut Benetti, è uno dei più antichi d'Italia. Costruito nel 1300 e distrutto dai tedeschi nel 1944 venne poi ricostruito nel 1956

Domenica 23 Agosto 2020 — 16:46

di Chiara Montesano

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Uno dei più antichi fari d'Italia è stato citato anche da Dante nella Divina Commedia per la sua imponenza

Articolo pubblicato domenica 23 agosto come riporta la data di pubblicazione posta in cima al pezzo

Domenica 23 agosto, e il prossimo fine settimana, sabato 29 e domenica 30, sarà possibile prenotare una visita gratuita al faro di Livorno. La Marina Militare Italiana e l’Associazione il Mondo dei Fari hanno organizzato questi giorni di visita al faro che normalmente non è aperto al pubblico. Ogni 30 minuti un gruppo di massimo 15 persone potrà salire gli 11 piani della costruzione e godersi la vista dall’alto ascoltando la storia di questa costruzione storica. Il faro del porto di Livorno, posto all’interno del cantiere Azimut Benetti, è uno dei più antichi d’Italia. Venne costruito per volere della Repubblica di Pisa nel 1300, dopo che i genovesi distrussero il faro pisano durante la battaglia della Meloria del 1284. Era un faro robusto, così come lo descriveva Dante nel canto V del Purgatorio della Divina Commedia “sta come torre ferma che non crolla giammai la cima per soffiar di vento”, ma seppur robusto il faro venne abbattuto, non dal vento ma dai soldati tedeschi nel 1944, quando fuggendo da Livorno decisero di abbattere il loro deposito di munizioni che si trovava alla base della costruzione che al tempo era su un isoletta staccata da terra.

Livorno è rimasta senza faro per alcuni anni, finché nel 1956 il Rotary Club e l’allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, non decisero di ricostruirne uno identico, la cui unica differenza sta nell’interno in cemento armato e nell’ascensore interno, che lo rende uno dei 5 fari italiani che ne posseggono uno. Durante i tempi d’oro del faro erano presenti 8 faristi, con il tempo sono diminuiti fino ad arrivare all’assenza di questi di oggi. L’ultimo farista ad averci lavorato si chiama Renzo e ci ha spiegato il funzionamento del faro: “Ci sono due fari, uno principale e uno di riserva. Il principale emette 4 luci, poi un momento di buio, e poi un’altra luce con portata di circa 24 miglia marittime. Le navi capiscono di trovarsi nella zona di Livorno o di La Spezia in base al numero di luci che vedono”. Alto 56m, con 297 scalini e 11 piani, il Fanale dei Pisani o Fanale Maggiore doveva essere riaperto al pubblico prima di questa estate, usando l’accesso che si trova al porto dietro alla statua della Madonna, raggiungibile con i battelli. Con le restrizioni da Covid-19 non è stato possibile dare il via progetto ma, insieme al sindaco Salvetti, l’associazione sta lavorando per poter portare avanti l’iniziativa.

L’Associazione il Mondo dei Fari è un’associazione nazionale nata nell’agosto del 2005 e la sua volontà è quella di portare le persone a visitare i fari, come ci racconta il presidente Stefano Gilli, ex Comandante Zona Fari Alto Tirreno. Il faro è visitabile dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30 di sabato e domenica prenotando una visita.

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