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Amianto in Villa. Comune: “Agito in tempo”

Gli uffici tecnici replicano: "Tutte le operazioni sono state eseguite con celerità e nel massimo rispetto della normativa, secondo l'iter"

Venerdì 19 Agosto 2016 — 16:43

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Con riferimento all’articolo pubblicato e apparso sulla carta stampata giovedì 18 agosto 2016, sulla questione amianto nel parco di Villa Corridi, secondo cui il Comune di Livorno sapeva già dell’amianto presente all’interno dei cancelli da più di un anno grazie a una relazione di Arpat,  gli uffici tecnici replicano come segue.

Dopo il ritrovamento di schegge di amianto sulla superficie del parco giochi interno a villa Corridi nel giugno del 2015, gli uffici comunali si sono subito attivati, provvedendo all’immediata rimozione dei frammenti individuati e alla contestuale messa in sicurezza del parco di Villa Corridi attraverso la recinzione dell’area interessata (mantenendo peraltro un ampio margine di cuscinetto perimetrale rispetto al resto del parco).
Successivamente gli uffici hanno avviato le procedure per la messa a gara del lavoro di rimozione di materiali contenenti amianto a impresa specializzata, affidato a SEAL nell’aprile 2016.

Solo durante le attività di raccolta manuale dei frammenti da parte di SEAL, eseguita a partire dal’11 giugno scorso, è emerso che l’area contaminata era ben più estesa di quanto previsto inizialmente; a questo punto gli uffici comunali hanno ritenuto necessario informare l’Amministrazione che, con un ordinanza del sindaco, ha immediatamente disposto la chiusura del parco.

Parco Villa Corridi (7)Tutte le operazioni sono state eseguite con celerità e nel massimo rispetto della normativa, secondo l’iter di seguito riportato nel dettaglio.

– Gli uffici tecnici, a seguito del sopralluogo effettuato il 29 maggio 2015 da Polizia Municipale, Protezione Civile e ARPAT per verificare la presenza di materiale composito affiorante nel parco, provvedono a recintare l’area del parco oggetto del rinvenimento quale misura preventiva.
I risultati delle analisi effettuate da ARPAT in quell’occasione confermano, il 5 giugno, che si tratta di amianto.

– Il settore Ambiente del Comune incarica AAMPS di provvedere alla immediata rimozione dei detriti affioranti (avvenuta il 12 giugno 2015 a seguito di ulteriore sopralluogo) e successivamente (12 agosto 2015) di procedere all’analisi del terreno dell’area recintata.
A seguito degli esiti sui campioni di terreno prelevati in cui si evidenziava la presenza di frammenti di materiale edile contenenti amianto, gli uffici comunali provvedono dunque a conservare la recinzione e impedire la fruizione dell’area interessata.

-L’Ufficio Manutenzione Patrimonio Comunale, incaricato di provvedere alla rimozione del materiale edile rinvenuto nel sottosuolo dell’area recintata, programma di inserire l’intervento nell’ambito dei lavori di rimozione di materiale contenente amianto in immobili comunali vari (dell’importo complessivo di 100.000 euro), finanziato a mutuo con delibera del consiglio comunale n.341 del 30/11/2015, in sede di modifica del programma triennale LL.PP.
Con determina n.9506 del 23/12/2015 è avviata la procedura concorsuale negoziata per l’affidamento dei lavori, conclusasi con l’affidamento all’impresa Seal del 14 aprile 2016 (determina n.2530).

Il 7 luglio 2016 SEAL comincia le attività nel parco con una serie di sopralluoghi e la presentazione di un piano di lavoro al Dipartimento della Prevenzione della ASL 6 in cui descrive le procedure operative e di prevenzione che intende adottare per eseguire la raccolta a terra dei frammenti, nonché le ulteriori indagini necessarie a valutare l’estensione dell’area contaminata.

– Durante l’attività di raccolta manuale dei frammenti, eseguita a partire dall’ 11 luglio 2016, l’impresa SEAL rileva che la presenza di frammenti non si limita alle aree indicate inizialmente, ma coinvolge una zona più ampia del parco, pertanto si rende necessaria una valutazione più puntuale, con indagini mirate e l’impiego anche di mini escavatore.

Il Sindaco, avvisato dagli uffici, dispone l’immediata chiusura del Parco (ordinanza sindacale 11.7.2016).

corridiparcoQueste le azioni compiute dal Comune dopo la chiusura del parco:

– Il 25 luglio scorso SEAL trasmette al Comune la relazione conclusiva delle attività, da cui emerge una presenza diffusa di frammenti nel sottosuolo (rilevata mediante il decorticamento del terreno) e, nel contempo, l’assenza di fibre aerodisperse nelle zone indagate (già rilevata mediante analisi specifiche).

– In conseguenza della presenza diffusa di frammenti, il Dirigente del Settore Nuove Opere e Urbanizzazioni, a cui afferisce l’Ufficio Gestione e Manutenzione Verde Pubblico, attiva le procedure previste dal Codice dell’Ambiente in caso di eventi che siano potenzialmente in grado di contaminare un sito, ovvero ad effettuare la notifica agli Enti competenti in materia (tramite la piattaforma digitale SISBON) e avvia il processo di elaborazione di un’indagine ambientale preliminare, da sottoporre all’approvazione degli enti competenti in materia, all’esito della quale saranno decise le ulteriori azioni da intraprendere secondo quanto disposto dal Codice dell’Ambiente, fino a raggiungere il cosidetto “ripristino ambientale”.

Al momento si attendono i risultati delle ulteriori analisi richieste ad ASL (Igiene e sanità pubblica) effettuate mercoledì 17 agosto scorso. Nel caso in cui l’esito confermasse l’assenza di fibre aerodisperse, prima dell’avvio dell’anno scolastico 2016/17, uffici tecnici comunali e ASL adotteranno misure provvisionali atte a interdire l’accesso al parco dalle scuole. Tali misure, al momento in fase di studio, saranno adottate in modo da garantire la massima tutela dei frequentatori del parco e limitare al massimo eventuali disagi legati all’esercizio dell’attività scolastica e alla mobilità.

Il monitoraggio dell’assenza di una situazione di inquinamento da fibre aerodisperse proseguirà anche durante l’esercizio dell’attività scolastica nelle scuole ubicate all’interno del parco, per tutto l’arco temporale, al momento non definibile, che condurrà al cosidetto “ripristino ambientale”.
I lavori sarranno ovviamente effettuati nei periodi di chiusura delle scuole.

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6 commenti

 
  1. # Luca Catone

    Ma in tutta questa vicenda non mi è chiaro chi abbia depositato l’ amianto nel parco. Perchè non si fanno indagini per risalire alle responsabilità?

  2. # PERPLESSO

    E’ VERO MA TUTTO QUESTO AMIANTO SOTTOTERRA O AFFIORATO IN UN’AREA VASTISSIMA ANCORA NON SI CAPISCE BENE DA QUANTO TEMPO C’E’ CHI CE LO HA MESSO ?
    FORSE QUALCUNO A FATTO LAVORI ALLE STRUTTURE INTERNE E INVECE DI SMALTIRLO REGOLARMENTE LO HA SEPPELLITO?
    CHI CONTROLLA , CHI DEVE INDAGARE.
    LA PROCURA FACCIA LE INDAGINI DEL CASO

  3. # Aldo

    Boia 13 mesi per ordinare la chiusura dell’area lo definite “agire in tempo”? Meritate di essere senza rinnovo di contratto da 9 anni!

  4. # nemmeno l'istituto Luce

    complimenti alla Pravda, la notizia dell’amianto alla villa non l’ha data, ma la velina del bomba si, questo e’ informare i livornesi, bravi

  5. # Francesco

    Pare evidente che qualcuno tra i tecnici comunali non ha fatto come si deve il suo dovere…perché non non sono stati subito avvisati i cittadini? Perché è stato tenuto all’oscuro perfino il sindaco (diventato ora capro espiatorio di una vicenda che affonda le sue radici nelle passate gestioni amministrative e su cui mi auguro sarà fatta chiarezza)? Ma questi dirigenti con stipendi stratosferici che li paghiamo a fare? Gli stessi, tra l’altro, difesi stamani dal giornale di partito che invece di fare giornalismo serio, indagando magari sulle origini della faccenda amianto, spende paginate a confezionare articoli contro Nogarin colpevole di aver rilasciato ieri un’intervista al Corriere in cui, peraltro, ha detto solo la sacrosanta verità, cioè chei dirigenti prendono troppo. Invece di berciare sul nulla, facessero un po’ di informazione seria, andando magari a capire chi ha messo quella merda sotto al parco. Ma si sa, quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito, tanto più se quella luna lo foraggia da sempre

    1. # Aldo

      Stai tranquillo, c’è già un fascicolo aperto alla procura della repubblica, per ora contro ignoti, per un reato gravissimo e che appurerà le responsabilità sia dei tecnici che degli amministratori. Poi bisognerebbe aprirne un’altra contro le bombe del Bomba, sempre più lanciato a cercarsi una poltrona a Roma che ad interessarsi di Livorno. Sa bene che finita la carriera di sindaco… dopo farà la fame.