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Scoperta una peschiera romana del I secolo d.C. al Gabbiano

L'archeologa subacquea Federica Mazza: "Probabile che questo manufatto appartenesse ad un porto e fosse utilizzato per conservare il pesce appena pescato"

domenica 18 novembre 2018 13:22

di Giulia Bellaveglia

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Nonostante la nostra città risalga all’epoca dei Medici, e quindi al XVI secolo, il territorio, come dimostrano alcuni reperti, era frequentato sin da epoche remote. Un’ulteriore conferma arriva dal ritrovamento di una peschiera romana risalente al I secolo d.C. (nelle foto in pagina) sul fondo del mare nelle vicinanze della spiaggetta del “Gabbiano”.
A raccontarci di questa splendida scoperta è Federica Mazza, nostra concittadina e archeologa subacquea. “La peschiera era un impianto di piscicoltura molto utilizzato dagli antichi romani – spiega Mazza a Quilivorno.it – e serviva per conservare il pesce appena pescato in vasche artificiali, in modo da mantenerlo in vita fino alla consumazione, oppure per conservarlo tramite il processo di salagione”.
La nostra concittadina è occupata da diversi anni nello studio dei resti archeologici presenti nella nostra città, tanto che i reperti studiati sono stati oggetto di una tesi per la scuola di specializzazione in beni archeologici.
“Le peschiere di grandi dimensioni e molto decorate erano spesso annesse ad una villa, poiché contribuivano ad aumentarne la magnificenza, ma quella trovata in questo caso è di piccole dimensioni e senza decorazioni perché molto probabilmente apparteneva ad un porto – racconta l’archeologa – Ciò che conferma l’ipotesi che nella nostra città ci fosse effettivamente un approdo è il fatto che il Rio Ardenza era navigabile in alcuni tratti con piccole imbarcazioni e che non molto distante dal Gabbiano è stato ritrovato un sito che probabilmente era una fornace per la costruzione delle anfore, ma non essendo ancora stato scavato, non possiamo averne la certezza assoluta”.
“Il fatto che la peschiera sia presente sul fondale del mare – conclude l’archeologa – ci dà la certezza che non si tratti di un reperto storico relativamente giovane, ma di uno molto antico, infatti, dal I secolo d.C. ad oggi il livello del mare si è alzato di circa un metro e mezzo. La possibile presenza di una fornace per costruire anfore vicino al mare, infine, non esclude l’ipotesi che il territorio della nostra città fosse in tempi passati una zona industriale molto funzionale”.

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8 commenti

 
  1. # Beppe

    Mi piacerebbe avere qualche informazione in più. È vero che il mare è alzato,ma questo potrebbe significare che il manufatto fosse in secca. Lo avevo già visto in una fase di bassa marea. Da studiare.

  2. # freefree

    a Miramare , per capirsi , dopo l’hotel Rex e davanti ai distributori di benzina c’erano dei campi incolti e abbandonati , (adesso ci sono bagni privati) , che molte persone usavano attraversare per andare al mare sugli scogli , prima di scendere giù agli scogli , avevo notato una cosa che nessuno faceva caso , c’erano in terra dei segni circolari fatti di frammenti di materiale come quello dei mattoni da muratura con un diametro di circa un metro , un metro e mezzo
    Secondo me quelle erano delle vecchie fornaci di chissà’ quale epoca che nessuno si era mai interessato di valorizzare o forse per paura che la zona fosse interesse archeologico con conseguente chiusura dei passaggi per andare al mare .Livorno è ricca di reperti archeologici , anche di materiale preistorico e nessuno si interessa

  3. # Ephraim

    Quelle vasche me le ricordo fin da quando ero bambino… mai avrei immaginato tanto!

  4. # Si ti contatto

    Sogna sogna a Livorno in epoca romana non c’era proprio niente.

  5. # Alessio

    Come vi si può contattare?

  6. # armando

    Ma le “vasche” non sono anche al romito?

  7. # ettoro

    Di questi avanzi storici ce ne sono a migliaia. Ma diamo valore dove c’é, no a queste. Poi se qualcuno ha tempo da perdere va bene…

  8. # Daniele Cordoni

    Le vasche del romito ci sono perché venivano estratti blocchi di arenaria.

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