Assolti in appello Lucarelli e Apolloni, parla l’avvocato Cammarata: “Sentenza giusta, ce lo aspettavamo”
Il legale dei due calciatori ripercorre i passaggi chiave del processo dopo il ribaltamento della condanna di primo grado: "Vicenda complessa, ma erano sempre stati convinti della loro innocenza"
A parlare è l’avvocato Leonardo Cammarata, difensore dei calciatori Mattia Lucarelli e Federico Apolloni, assolti in appello dall’accusa di violenza sessuale di gruppo per fatti risalenti al 2022, dopo la condanna in primo grado arrivata nel giugno di due anni fa. Una decisione che ribalta l’esito precedente e che, come sottolinea il legale, rappresenta “il riconoscimento di un percorso difensivo portato avanti con convinzione fin dall’inizio“.
“Diciamo che la sentenza è giusta. Era l’esito che ci aspettavamo, confidando sempre nel fatto che prima o poi le nostre ragioni sarebbero state accolte”, spiega il legale.
I due imputati, fin dall’inizio della vicenda, si sono sempre dichiarati innocenti. “Sempre”, ribadisce Cammarata. “Si sono sempre professati convintamente innocenti e credo che avessero ragione a farlo. Si è trattato di una vicenda molto complessa: non è una questione in cui ha ragione uno o l’altro, ma qualcosa di più articolato rispetto a come è emerso all’esterno”.
Un percorso giudiziario difficile anche dal punto di vista umano: “Sono processi che pesano sulle persone. Ci sono stati mesi di sofferenza, ma questo era l’esito che attendevamo”.
Sulle strategie difensive, l’avvocato invita alla cautela. Cammarata però sottolinea inoltre un passaggio giuridico rilevante già emerso nel primo grado: “Era chiaro fin da subito che non ci fosse stata alcuna costrizione o violenza. Anche la sentenza di primo grado, con il cambio di imputazione dalla costrizione all’induzione, lo riconosce in qualche modo”.
Il nodo centrale resta quindi quello del consenso: “Bisogna capire se si trattasse di un consenso eventualmente viziato da uno stato di incapacità. È un tema giuridico complesso, ma secondo noi era evidente che non lo fosse”. Infine, conclude: “Adesso leggeremo le motivazioni, ma immaginiamo che i punti positivi vadano in questa direzione”.
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