Cerca nel quotidiano:


Bagnino salva un bambino e poi il padre svenuto per la paura

In un quarto d'ora al bagno La Ginestra Jorma Cosci ha salvato un bambino e il padre svenuto dalla paura. "Sei il nostro angelo custode" ha detto la madre al bagnino. L'intervista. Corriere.it gli dedica un articolo

Lunedì 17 Agosto 2020 — 17:42

di Tommaso Lucchesi

Mediagallery

"Appena ha visto segni di ripresa nel bimbo, il papà si è accasciato al suolo visibilmente sotto shock e ho eseguito la rianimazione. Per fortuna quando sono arrivate le ambulanze il peggio era passato. Non mi sento un eroe, solo una persona che ha fatto il suo dovere"

Tutto nel giro di quarto d’ora: il sole rovente, le urla strazianti, la paura di non fare in tempo. Domenica 16 agosto, intorno alle 18, al bagno La Ginestra ad Antignano Jorma Cosci (nella foto tratta da sonsoftheocean.it, sito web nonché nome del gruppo di cui fa parte lo stesso Jorma), bagnino livornese di 38 anni, ha salvato un bambino di due anni da un affogamento e il padre svenuto per la paura. “Ho avuto modo di parlare con l’uomo. Stanno bene. Ci incontreremo presto”. QuiLivorno.it ha intervistato Jorma:

Jorma, come ti sei accorto di quello che stava accadendo?
“Ho sentito le urla disperate della madre e del padre che mi hanno immediatamente allarmato. Appena sentito “Il bimbo, il bimbo!” mi sono precipitato fra gli ombrelloni a vedere cosa era accaduto e ho trovato un bambino che non riusciva più a respirare. Il padre in preda al panico me l’ha gettato fra le braccia e ho subito capito che il bambino era in una sorta di apnea. Per circa 10 secondi circa praticamente è come se fosse stato senza vita“.

Cosa hai fatto quando hai capito che non emetteva respiro?
Ho applicato la manovra di Heimlich con due colpi sulla schiena ma ho notato che non si trattava di un corpo male ingerito. A quel punto ho provato a estrargli la lingua che si stava arricciando e quando ha iniziato a tossire e poi a piangere ho capito che ce l’avevo fatta”.

Non solo il bambino ma anche il padre hai soccorso!
“Appena ha visto segni di ripresa nel bimbo, il papà si è accasciato al suolo visibilmente sotto shock e ho eseguito la rianimazione. Nel mentre ho contattato la Misericordia di Antignano e per fortuna quando sono arrivate le due ambulanze il peggio era passato”.

Dopo averli salvati che cosa hai provato?
“Sollievo e liberazione, sicuramente stavo meglio rispetto ai primi secondi in cui ho temuto il peggio tanto più che il bimbo da soccorrere assomigliava paurosamente a mio figlio Noah e lo avevo inizialmente scambiato per lui! Mia moglie ha ammesso che urlavo il suo nome mentre salvavo il bambino ma ho rimosso tutto per lo shock. Dopo la buona riuscita, ho avuto l’ovazione del pubblico presente e i ringraziamenti dello stabilimento e della famiglia. La madre mi ha ricontattato la mattina dopo promettendomi di venirmi a trovare presto. Mi sono emozionato quando mi hanno detto che senza di me ora sarebbero rimasti in due“.

Come ti sei sentito il giorno dopo?
Come tutti i giorni! Faccio il bagnino da 11 anni, amo il mio lavoro e non mi sento un eroe, solo una persona che ha fatto il suo dovere. Inoltre faccio parte del gruppo Sons of the Ocean, un’associazione che salvaguardia l’ambiente e il mare e per me il rispetto e la tutela per la vita in tutte le sue forme è sacro e inviolabile”.

 

Riproduzione riservata ©