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Ballantini torna a casa come pittore. “Nei miei quadri tutta la mia vita”

Si aprirà il 21 agosto al Museo dei Bottini dell'Olio la personale del poliedrico artista livornese e si concluderà il 20 settembre

Mercoledì 19 Agosto 2020 — 17:03

di Giacomo Niccolini

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La mostra si intitola "Antologica 1980-2020" ed è curata da Massimo Licinio e Annalisa Gemmi. L'artista: "E' sempre un'emozione particolare potersi esibire ed esporre nella propria città"

Dario Ballantini torna a casa e lo fa nella veste più insolita, quella meno conosciuta al grande pubblico: quella di pittore. Una produzione lunga una vita, quarant’anni di tele, disegni, dipinti, colori e tavolozze che l’artista labronico ha deciso di raccogliere nella mostra “Antologica 1980-2020” (curata da Massimo Licinio e Annalisa Gemmi) che dal 21 agosto si aprirà al pubblico in concomitanza con l’opening day di Effetto Venezia e si concluderà il 20 settembre. “E’ sempre un piacere tornare a Livorno – racconta nella video-intervista rilasciata in esclusiva a QuiLivorno.it il poliedrico artista – Questa volta lo faccio con i miei quadri dove ho riversato la mia vita. Il mio tipo di pittura? Molto istintiva. In mostra ad esempio ce n’è uno, intitolato “Passato Presente”, che ho dipinto la notte in cui nacque il mio secondo figlio. Una notte di colori e tela e al mattino la lieta notizia”.
Dario Ballantini, che sarà protagonista inoltre di uno show tutto suo in piazza del Luogo Pio il 29 agosto nel secondo weekend di Effetto Venezia, dove porterà sul palco i suoi “migliori” personaggi (clicca qui per prenotare gratuitamente lo spettacolo), si aggira tra i suoi quadri. “Per questa mia personale – specifica Ballantini – sono state allestite tre stanze al primo piano del Museo dei Bottini dell’Olio in cui saranno proiettate anche tre opere di video arte, tra cui un omaggio a Lindsay Kemp. A chi mi ispiro? Molte le influenze nel mio stile. Dai grandi come Picasso, Modigliani a Sironi ma anche dal mio insegnante Fernando Cocchia, che era un espressionista autodidatta fino a Fernando Farulli che è un pittore che meritava molto più successo di quanto avuto”.

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