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Blitz dei carabinieri a Calafuria per “discoteca non autorizzata”. Il titolare: “Festa privata, nessuno ballava”

Disagi nella notte tra mercoledì 1 e giovedì 2 settembre a Precisamente a Calafuria. I carabinieri sono intervenuti e hanno sanzionato il titolare per una serata danzante non autorizzata. La replica di Simone Gonnelli

Giovedì 2 Settembre 2021 — 13:14

di Giacomo Niccolini

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Denunciati anche due giovani per resistenza a pubblico ufficiale a causa di un'aggressione avvenuta nei confronti dei militari che stavano effettuando i controlli fuori dal locale

Erano circa le 2,30 del mattino di giovedì 2 settembre quando i carabinieri sono stati chiamati per intervenire al locale Precisamente a Calafuria a causa di un giovane che stava dando in escandescenze fuori dal locale. Una volta sul posto, spiegano dalla caserma di viale Fabbricotti, i militari hanno trovato una situazione di “discoteca non autorizzata”. Secondo il recente decreto ministeriale infatti, le serate danzanti sono attualmente sospese anche in zona bianca (“restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati”).
I carabinieri parlano di un ritrovo di circa 300 persone intente a ballare come in una vera e propria discoteca. I militari hanno dunque identificato alcuni di questi giovani (tutti di età compresa tra i 18 e i 26 anni, specificano) e hanno invitato loro quindi ad uscire dal locale per non contravvenire al divieto di assembramento. Nei loro confronti al momento nessun provvedimento sanzionatorio sennonché due giovani di circa vent’anni sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale per aver aggredito i militari che erano intenti a controllare la regolarità della serata.
Multa di 400 euro e sospensione di cinque giorni dell’attività invece nei confronti del titolare Simone Gonnelli il quale, interpellato dal nostro quotidiano, ha voluto offrire la sua versione dei fatti.
“Ci sono alcune cose da specificare  – spiega Gonnelli . Si trattava di una festa privata i cui ingressi erano gestiti dall’applicazione che utilizziamo in questi casi, che si chiama Ugo, e che consente di monitorizzare gli ingressi e le prenotazioni. A noi risulta che le persone non fossero 300 bensì 110 come regolarmente censite dai nostri registri digitali. Tutte le persone poi erano regolarmente sedute ai tavoli a godersi la serata. La musica certo che c’era ma nessuno stava ballando come in discoteca. Gli invitati si stavano divertendo ai propri tavoli. Non si trattava di serata danzante o discoteca”.

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