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Bus, pochi passeggeri. Male le piste ciclabili. I dati

Lunedì 28 Novembre 2016 — 11:24

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Ecosistema Urbano 2016 è il tradizionale rapporto giunto alla sua edizione numero 23 e realizzato da Legambiente. La ricerca, realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, mira a tracciare una fotografia delle performances ambientali del Paese. Quest’anno, per la prima volta, Ecosistema Urbano non ha proposto solo un confronto con i 12 mesi precedenti bensì ha analizzato un periodo più lungo, valutando l’evoluzione dei valori dei capoluoghi in quattro parametri fondamentali. Smog, acqua, rifiuti e, per quanto interessa maggiormente l’Automobile Club Livorno, anche il settore del trasporto pubblico e della connessa mobilità urbana.

Bus, questo sconosciuto. Per quanto concerne il trasporto pubblico, i numeri forniti da Legambiente fanno riferimento al 2015. Dalle cifre, emerge che Livorno verrà chiamata a fare meglio in futuro: il valore per passeggeri trasportati dai bus annualmente in rapporto al numero di abitanti è 61, un dato che inserisce Livorno ‘solo’ al 21esimo posto sulle 43 città capoluogo di dimensioni medie, secondo il criterio di suddivisione individuato dallo studio. Una cifra che delude anche alla luce dello spiccato crollo registrato dal 2011, quando il valore era di 71 utenti saliti in media a bordo dei mezzi pubblici. Idem per quanto concerne i livelli di servizio offerto dall’azienda di trasporto pubblico locale: 24 è il valore labronico di percorrenza annua km-vetture per abitante (sceso dal 26 dell’anno precedente), che ci inserisce ancora una volta esattamente a metà della speciale classifica.

Ci si sposta meno, almeno in auto. Livorno risulta 43esima anche nella graduatoria per l’Indice Modal Share, basata sulla percentuale (68%, l’anno prima era dell’80%) di spostamenti privati motorizzati, sia su quattro che su due ruote. Questo dato è influenzato al sostanzialmente basso tasso di motorizzazione, almeno per quanto concerne le auto, registrato in città: sono ‘appena’ 54 le vetture circolanti ogni 100 abitanti, un rapporto che fa scalare a Livorno la speciale classifica sino al nono posto tra i capoluoghi più ‘virtuosi’. Ovviamente, sottolineiamo, non sono considerati gli scooter e le moto per cui Livorno è invece una delle città leader in Italia per numero di due ruote circolanti in rapporto al numero di abitanti.

Ancora troppi sinistri. Alle nostre latitudini non va così bene invece sul fronte dell’incidentalità stradale, come confermato di recente anche dal parallelo rapporto annuale stilato da ACI e ISTAT: con un valore di 8,90, nel rapporto tra numero di morti e feriti sulla strada ogni mille abitanti, peggio di Livorno fanno soltanto altre 12 città. Questo anche perché da queste parti si annota soltanto uno 0,24 nell’estensione pro capite della superficie stradale pedonalizzata (metro quadrato per abitante), un dato che inquadra Livorno precisamente a metà tra i top e flop nazionali.

Piange il pedale. Cattivo è anche il dato relativo alla ciclabilità, ovvero la misurazione del livello di infrastrutturazione perle due ruote a pedali: la città resta mestamente sessantesima con 2,70 nel rapporto per metro quadro ogni 100 abitanti. Un valore in crescita rispetto al mediocre 1,90 del 2014 ma ancora non del tutto sufficiente. Specie se posto a confronto, ad esempio, con l’11,70 dei cugini pisani (28esimi in tutta Italia). Livorno è 52esima anche per km totali di piste ciclabili (15,60), escluse quelle inserite nelle aree verdi. Una performance che rimane deludente, sempre rapportando il dato alla vicina Pisa (37esima con 28,70 km).

L’aria che tira. L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria ha coperto cinque principali componenti (aria, acque, rifiuti, mobilità, energia) ed ha permesso di stilare una classifica di ecoperformance generale. Nei dati riferiti al 2014, Livorno è solo 52esima (piazzata esattamente a metà di una classifica composta dai 104 capoluoghi di provincia italiani) nella classifica generale della salute dell’ecosistema urbano. Negli ultimi 5 anni presi in considerazione invece, le medie portano Livorno leggermente più su, in 45esima posizione.
Un piazzamento analogo è quello livornese nel ranking stilato in base alla qualità dell’aria: 47esimo posto per i valori medi annuali registrati dalle centraline sul biossido di azoto (un comunque confortante 30,5, visto che la soglia posta come limite dalla legge per la tutela della salute umana è di 40 μg/mc). Non rilevati i valori di ozono, decisamente meglio si viaggia invece in materia di livelli di pm10: Livorno è la 17esima città capoluogo meno contaminata, con una media annuale di 20,5 microgrammi per metro cubo. Una statistica confortante, con un valore peraltro in costante discesa negli ultimi quattro anni, dal 2011 (quando il valore medio era di 24,5) ad oggi.

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35 commenti

 
  1. # orso

    Facciamone dell’altre piste ciclabili.
    Poi vorra’ dire che,in assenza di ciclisti come sugli Scali,ci si andra’ a giocare a bocce.

    1. # LUANO

      +BICI -AUTO !!!

      1. # orso

        Dove ce l’hai il negozio di biciclette Luano ?

    2. # David

      Ma le piste devono essere usate non solo costruite! La maggior parte dei ciclisti sono sulla strada roba da pazzi neanche apquando ci sono le usano! Il problema è la cultura non esclusivamente le infrastrutture

  2. # Nerd

    Noi cittadini avevamo già presagito l’insuccesso delle piste ciclabili e l’improbabilità che si ritornasse agli anni 60-70 per rivivere il disagio di prendere il bus. Se io vivo ad Ardenza e lavoro in un ufficio in Corso Amedeo potrei prendere il bus,ma la maggioranza dei cittadini lavora in zone non coperte o anche se lo fossero i datori di lavoro non assumano chi non ha la macchina e tutto questo grazie alla flessibilità;in pratica le persone sanno a che ore entrano ma non snno a che ore escono. Per la spesa ed il rilancio del centro era una sconfitta certa quella del bus,io da bambino ricordo la mia povera mamma con noi figli per mano e le buste che gli segavano i polsi alla fermata sotto l’acqua o al sole o al vento e poi il bus pieno,probabilmente chi ha queste idee non ha mai vissuto la realtà pratica o vorrebbe paragonare le città d’arte con una città come la nostra. Nelle prime il bus lo prende il turista per spostarsi da un sito all’altro o per chi lavora in centro ma per il resto basta guardare le tangenziali nelle ore di punta. Riguardo alle ciclabili era prevedibile il loro insuccesso,la bicicletta come il bus è un mezzo scomodo e non è in grado di trasportare eventuale spesa e compere varie come invece asseriva qualcuno e quindi chi viene in città in bicicletta lo fa per sport e non per vivere il centro anche perchè puntualmente sparisce la sella o una ruota e quindi meglio usarla per scopi sportivi. Inoltre l’uso della bicicletta è soggetto al clima e da noi l’estate non è piacevole pedalare sotto il solleone con le gore di sudore sotto le braccia,come non è piacevole quando fa freddo e siamo belli imbottiti con abiti pesanti e quando piove non ne parliamo. Riguardo alle piste stesse direi che sono ridicole,che non rispecchiano gli standard che devono rispettare e quindi in linea di massima è più sicura la strada. Oggettivamente la passeggiata dal cantiere fino a san Jacopo è mista ciclopedonale e alla domenica con migliaia di persone a passeggio è veramente pericoloso vedere i ciclisti che devono fare zig zag tra le persone. Purtroppo ogni epoca ha i suoi mezzi e dovevamo averlo capito studiando la ciclicità di queste sortite che ogni volta sono arrivate al solito epilogo.

    1. # elit

      Bravo hai centrato in pieno il problema! Concordo pienamente

  3. # Adriano

    Mi spiegate perché la maggioranza dei ciclisti non utilizza le piste a loro riservate sarebbe il caso di sanzionare anche loro ?

    1. # orso

      Sarebbe il caso di …..
      e qui mi cheto.

    2. # Lilliputz

      In base alla mia personale esperienza (anche se io, sulle piste, ci vado comunque) è che le piste sono piene di pedoni. Specialmente sul lungomare, è difficoltosissimo utilizzarle. Sanzionare i ciclisti che non le usano ?? Benissimo ! Sanzionare anche i pedoni che ci camminano nel bel mezzo!

      1. # patrizia

        vrissimoper non parlare della ciclabile alla rosa ci posteggiano le macchine all’interno e il bello è che a du metri ci sono i vigil.

    3. # Olmo

      Perchè le piste in questione non rispecchiano gli standard di omologazione ai sensi del codice della strada e quindi sono da ritenersi facoltative.

  4. # GIACOMO PICCHI

    il mio non vuole essere ne un commento ne una critica, mi astengo da questo. Voglio fare una SERIA PROPOSTA, anche se mi auguro che sia il comune che ATL la abbiano sicuramente gia’ studiata.

    spostando la fermata in piazza mazzini lato cantiere di 50 metri (di fronte al parruchiere) , si evita l’ingorgo di auto che alle 13 arriva QUOTIDIANAMENTE ai macelli ben oltre il ponte di santa trinita…
    la strada in quel punto torna a due corsie e quindi non creerebbe ingorghi…

    per piacere datemi una risposta in merito.
    grazie

    1. # ugo

      noo un l’hanno studiata perchè sono ottusamente arroccati sulle loro idee……….se l’avevano capito lo avevano già fatto….

    2. # orso

      Idea sensata,per questo e’ difficile venga accolta.

  5. # ugo

    Ci si sposta meno, almeno in auto…e ci si sposterà sempre meno con questa miseria…
    Piange il pedale….ma no..ma dai cosa dite le piste ciclabili sono tutte piene…ci vole i semafori anco li..
    ma che ci sono un branco di motorini nun l’avete detto…è il nostro record

  6. # Giusy

    Giorni fa ho fatto notare a un ciclista che avendo a disposizione la pista ciclabile (quella che corre dal porto a p.zza Mazzini) poteva andarci senza che io ed altri in fila lunghissima sugli scali Cialdini (fossi) aspettassi che lui passasse per girare a destra. La risposta è stata che lui non era obbligato ad andarci (dopo tutti i disagi che abbiamo sopportato per la creazione) e poi mi ha anche aspettato dandomi della testa di c—o. Bell’educazione davvero. Ho telefonato ai vigili al Municipio e loro mi hanno confermato che i ciclisti NON SONO OBBLIGATI a percorrere le piste ciclabili e possono tranquillamente viaggiare in strada.Ma allora per cosa è stata fatta?

    1. # IO_VOTO_SI

      “…Ma allora per cosa è stata fatta?”

      La risposta è semplice: per nulla!

    2. # asino

      La prossima volta che telefona ai Vigili gli dica che l’art. 182 c. 9 prevede in caso di pista ciclabile l’uso OBBLIGATORIO della stessa da parte del ciclista ! E’ stata sfortunata a trovare una persona che non conosce il Codice della Strada !

      1. # Paolo

        Articolo molto interessante la cui lettura renderei obbligatoria sia ai ciclisti che ai vigili urbani Labronici che evidentemente hanno una versione del codice stradale mal rilegata.
        http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/11/27/bici-sul-marciapiede-multe-fino-euro_UqF9UcavxdXDdKRZutPioI.html

        Parla di alcuni aspetti banali quali: ciclisti che DEVONO circolare in fila indiana, non sul marciapiede, non contromano e che in presenza di piste ciclabili SONO OBBLIGATI ad usarle !!!
        Ah credo che le bici da corsa non siano neanche omologate per viaggiare su strada in quanto non hanno le dotazioni minime necessarie…. catarifrangenti, fanale anteriore, CAMPANELLO Obbligatorio per legge, etc..

        Però si sa siamo a Livorno e tutto è permesso.

    3. # Carlo

      Io ho 60 anni e mi sposto spesso con una vecchia bicicletta da passeggio e devo dire che è molto più sicura la strada che quella linguina giorno asfalto che chiamano pista. Quella va bene per imparare ai bimbi e non certo per spostarsi.

  7. # ely

    Perché i ciclisti non usano le ciclabili? Semplice..perché sono occupati da quegli asini dei pedoni..ah già..ma siamo a Livorno

  8. # ecomania

    Le piste ciclabili livornesi sono progettate da disturbati mentali. L’ideologia ecologista è la peggior disgrazia dopo l’ideologia comunista. E dopo 70 anni di comunismo non ci voleva… Povera Livorno.

  9. # Ciuellai

    I cinesi sono famosi per l’uso della bici, quelli che importiamo noi peró non la usano, mai visto uno in bici …

  10. # Chiara

    Tra marzo e ottobre usavo spesso la bici per andare a lavoro (fino a che non mi hanno rubato una ruota ma questo è un altro discorso). Devo dire che la pista ciclabile è molto comoda nonostante tutti vogliano dire il contrario. Il tragitto che eseguo più spesso va dal nautico ad Antignano. A mio parere è rilassante quando stacco da lavoro vedere il tramonto del sole e godermi tutto il lungo mare, che poi è il bello di Livorno. L ‘unico problema è la maleducazione delle persone. I pedoni non capiscono che sulla pista ciclabile non ci devono camminare e invece ci trovo sempre mamme coi passeggini, gente col cane, gente che corre e così via. Per strada peggio ancora perché gli automobilisti si sentono autorizzati a cercare di buttarti sotto e/o offenderti se non ti sbrighi ad attraversare l’incrocio. In altri paesi Europei, ad esempio l’Austria, c’è molto più rispetto per le regole e per i ciclisti. Quando ero in Carinzia potevo anche lasciare la bici un attimo fuori dal negozio e la ritrovavo perfettamente lì dov’era. E se tenti di attraversare le auto iniziano a rallentare appena ti avvicini al bordo della strada. Quindi ribadisco il mio pensiero: il problema non sono le piste ciclabili, ma l’italiano medio con poca educazione e poca capacità di rispettare le regole.

    1. # Dredd

      aggiungerei che in altri paesi vieni sanzionato se non ti fermi a far passare un pedone, qui da noi SEEEEEEEEEE.
      E’ una vita che chiedo le statistiche ai vigili urbani sulle multe fatte per non precedenza ai pedoni, quindi la colpa è tanto di chi trasgredisce quanto di chi non sanziona. Inutile dire che l’amministrazione sta miseramente fallendo il suo compito di migliorare la viabilità installando assurde rotatorie quando mai ce ne era bisogno, piste ciclabili che nessuno frequenta ed ora anche facendo pagare chi è residente, ah..ovviamente se hai targa straniera fai quello che ti pare..pliisss…visit itallly…

      1. # Chiara

        A dir la verità l’altro giorno ho visto un’auto con targa polacca senza permesso di sosta in un delle traversine di Via Cairoli ed aveva lo scontrino della multa… Anche per le rotatorie la gente non ha ancora capito come funzionano. Chi sta a destra poi vuole andare a sinistra e viceversa per tutto il pezzo della doppia corsia cercando di indovinare quella con meno fila, poi c’è quello che si butta in mezzo per passare a tutti i costi senza aspettare il proprio turno… per non parlare di tutti coloro che sostano ai bordi delle strade dove non si potrebbe, tipo Borgo dei Cappuccini. Quando arrivo al semaforo per girare a destra è impossibile perché c’è sempre pieno di nulla-facenti parcheggiati nella corsia per transitare a destra. Però lì non dice nulla nessuno e se suono sono io quella che rompe. Fate voi…

  11. # mary

    In piazza Mazzini hanno fatto una pista ciclabile esagerata ma la gente continua a usare la strada e poi che dire dei ciclisti che attraversano le strisce pedonali in sella alla bici … un pò più di educazione civica da parte di tutti eviterebbe tanti incidenti e discussioni.

  12. # Cittadina

    Il problema non sono le piste ciclabili ma tutti coloro che non rispettano le regole e in questa città purtroppo ce ne sono tanti.

  13. # Davide72

    A Livorno l’ottusita’ è troppo grande per capire e sfruttare i cambiamenti, cosa vogliamo pretendere da persone che parcheggiano in terza fila, che parcheggiano nei posti dei disabili, che sostano nei divieti di sosta, tanto le multe non si pagano, se si prende l’auto anche per andare all’edicola sotto casa, si vuol parcheggiare dentro i negozi…e pensare che in tutto il resto del mondo dove ci sono centri pedonalizzati il commercio è piu’ rigoglioso perche’ piu’ godibile, e dove c’è piu’ uso dei mezzi pubblici e delle piste ciclabili il centro è piu’ vivibile…ma noi siamo Livornesi!

  14. # leo

    cominciamo a multare tutti quelli che continuano a transitare per strada in presenza della ciclabile
    mancano i cartelli è vero , ma il codice dice così

  15. # Argia

    E SULLA TERRAZZA MASCAGNI(IL NOSTRO PIU’ BEL PALCOSCENICO DEL MONDO) DOVE CICLI, SKATE, PATTINI, SCACAZZONI(CANI), NE HANNO FATTO UNA PISTA DA CIRCO….POVERA LIVORNO COM’ERI BELLA!!!….

  16. # Giuggiola

    Il problema è semplice: a Livorno il 90% della forza lavoro attiva lavora o in periferia o in città limitrofe (Pisa, Pontedera etc..). Quindi non ha un c…o di interesse nella pista ciclabile che dal lungomare va in città. Quella la usano solo quelli che lavorano in città: tra quelli che la usano, la possono usare solo i dipendenti comunali, che lavorano 3 ore al giorno e poi si godono la bicicletta col sole in faccia anche al ritorno a casa. Il resto non sa quando esce, lavora in negozi fino a tardi e quindi non usa mai la bicicletta.
    La pista ciclabile è un lusso privilegiato per chi c’ha la poltrona bella sicura col culo caldo statale.
    Il resto della gente, che viene da lavorare fuori o dalla periferia, la sera alle 7-7.30 si trova imbottigliato per quella c…o di pista ciclabile, vuota.

  17. # caponi ugo

    anche se era già stabilito di fare la pista ciclabile al ponte nuovo, ora che avete visto che non funziona, levatela, grazie. non lo dico solo io ma la maggior parte dei cittadini

  18. # Giusy

    Oggi in via Cattaneo alla Rosa dove c’è una bella pista ciclabile sia all’andata che al ritorno ho trovato gente in bici sulla strada. Ma non la vedono la pista che è proprio fatta per loro? Oltretutto la strada è più stretta e non si possono neanche superare così vai lento dietro alla bici la quale dovrebbe stare sulla pista e non lì.

  19. # orso

    Anche oggi pomeriggio,pista ciclistica degli Scali completamente deserta .
    Ciclista in mezzo alla strada …Ti vengono delle idee in testa da codice penale…