Cerca nel quotidiano:


Chiude i battenti nota trattoria

Fabrizio Zanobini, storico titolare della "Trattoria da Izio- Dice si mangia bene" ha dovuto alzare bandiera bianca. Non ci saranno più i pici  salciccia e cacio ad allietare gusto e olfatto dei suoi tantissimi clienti di via del Pastore

Lunedì 8 Febbraio 2021 — 18:56

di Giacomo Niccolini

Mediagallery

Battuto dalla crisi sanitaria-economico-sociale, "Izio" ha detto basta. Addio al suo menù genuino e casereccio, pensato per far star bene i clienti grazie all'ingrediente segreto: la passione e la felicità di fare questo mestiere

Non ha retto l’urto di una crisi iniziata lo scorso marzo a causa dell’emergenza sanitaria. Ci ha provato, in tutti i modi. Si è adeguato, ha tentato l’asporto, le concesse aperture a pranzo. Alla fine Fabrizio Zanobini, storico titolare della “Trattoria da Izio- Dice si mangia bene” ha dovuto alzare bandiera bianca. Non ci saranno più i pici  salciccia e cacio ad allietare gusto e olfatto dei suoi tantissimi clienti di via del Pastore.
La sua trattoria chiude definitivamente i battenti. Lo ha annunciato lo stesso Zanobini sulla sua pagina Facebook. “Siamo una delle tante attività vittime di questa crisi sanitario-economico-sociale. Siamo senza dubbio – continua “Izio” – vittime delle scelte del Governo italiano nei confronti dei ristoratori. Tanti miei colleghi sono alla canna del gas. Io ho deciso di fermare questa emorragia e dire basta. Anche se in tanti, che ringrazio, dicono che non sembra, ho superato i 70 anni. Ed è una vita che faccio questo lavoro. Una vita davvero non per dire: sono oltre 30 anni di attività tra Livorno e Punta Ala. Non nego che una lacrimuccia è scesa alle tantissime telefonate che ho ricevuto in queste ultime 24 ore. Da quando ho scritto che chiudevo definitivamente è stato un continuo, tra messaggi e telefonate. Fa piacere senza dubbio ma non era veramente più fattibile andare avanti a queste condizioni”.
Ci aveva davvero provato in tutte le maniera Fabrizio Zanobini. Aveva anche convinto la proprietà del fondo ad allargare i confini per dare più distanziamento sociale possibile. “Il problema è che con queste regole è veramente impossibile. La nostra zona, qui in via del Pastore, non è adatta per il pranzo al ristorante. L’asporto poi non ha mai funzionato per una trattoria come la nostra dove il piatto forte era proprio la convivialità. E poi vogliamo parlare delle 4 persone massimo a tavolino? E tutte le limitazioni imposte? L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è la bolletta ricevuta dopo praticamente due mesi di completa inattività con frigo spenti e pochissime utenze utilizzate se non per il minimo necessario: 380 euro. Ma ce ne rendiamo conto? Basta ho detto stop”.
Proprio qui, tra quelle quattro mura, suo figlio Paco Zanobini, oggi chef internazionale, aveva iniziato ormai oltre 15 anni fa, la sua prima avventura da cuoco in città. Poi lo sbarco in tandem insieme al figlio in via Benedetto Brin e poi il ritorno in solitaria di nuovo all’Ardenza, fronte gelateria.
Un menù genuino e casereccio, pensato per far star bene i clienti. Una spesa giornaliera con cose buone e selezionate. E l’ingrediente segreto: la passione e la felicità di fare questo mestiere. La potevi respirare in ogni piatto, la potevi vedere ogni volta che Izio veniva fuori dal suo antro, cucinato di odori e fumi, per parlare con i suoi amici-clienti. “Com’è? Vi piace?” e via con la battuta. E poi la strizzata d’occhio all’arte che spesso trovava posto sopra i suoi muri, lui che artista lo era con il pennello in mano un tempo e in fondo lo è sempre stato con il mestolo in cucina. Izio, che dire, mancherai a tanti. E la cosa bella di andare a mangiare da Izio era che c’era sempre un sorriso come contorno. Perché dice si mangia(va) bene, ma si rideva ancora meglio.

Riproduzione riservata ©