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Chiude lo storico circolo Arci Borgo

Marco Solimano: "Cercheremo una nuova struttura". Francesco Renda (Rifondazione Comunista): "Era impossibile continuare a sostenere i costi"

Sabato 17 Febbraio 2018 — 12:31

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“Un pezzo di cuore”. E’ così che lo ha definito il presidente dell’Arci di Livorno Marco Solimano commentando la sua chiusura con Quilivorno.it. Il circolo Arci Borgo Cappuccini, lo storico circolo Arci Borgo Cappuccini è meglio dire, attivo sin dal 1945, chiuderà definitivamente i battenti a fine febbraio. “Dispiace senza ombra di dubbio – spiega Solimano – Purtroppo è da tempo che discutiamo di questa situazione e non possiamo che prenderne atto, cercando di trarre un beneficio da un intoppo. Come? Trovando un nuovo posto per far continuare e anzi, rilanciare, l’attività sociale e aggregativa di questo circolo. La volontà di andare avanti c’è e ci sarà sempre. Certo non sarà una cosa immediata anche perché dovremo trovare degli spazi adeguati nel quartiere. Ma il circolo di Borgo non morirà”.
Dall’altra parte, e al contempo sullo stesso piano, Rifondazione Comunista, il partito che detiene la proprietà dell’immobile. “Non abbiamo ancora firmato alcun rogito ma abbiamo ufficialmente accettato un’offerta che comprende la vendita del piano terra e del primo piano dove è presente la nostra federazione. Siamo stati costretti a compiere un passo simile – spiega a Quilivorno.it Francesco Renda, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista – la situazione debitoria era importante e per noi mantenere questo circolo diventava davvero oneroso se si considera che in fondo all’anno pagavamo circa la metà dei costi di gestione riscuotendo soltanto un affitto simbolico e accollandoci gran parte dei costi del mutuo. Questo – continua Renda – fa parte anche di un riordino e ripristino della gestione delle spese, con tagli, ridimensionamenti e accorpamenti, che ho fortemente voluto da quando sono entrato alla guida del partito nel 2015. Rifondazione si è anche sobbarcata un’indennità importante per far sì che il circolo Arci possa affrontare le spese per il cambio di destinazione verso una nuova struttura”.

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