Cerca nel quotidiano:


Chiusure Covid. Il flash mob “caraibico” della scuola Otra Emocion

re piccoli momenti di ballo latino americano che hanno preso piede in tre spot tipicamente livornesi: Terrazza Mascagni, moletto S. Jacopo in Acquaviva e Rotonda d'Ardenza

Domenica 1 Novembre 2020 — 20:00

Mediagallery

"Un lavoro consente di mantenere delle famiglie e solo per questo è da considerarsi come fondamentale. Dietro la parola ballo non c'è solo divertimento ma c'è anche sacrificio"

Alessandra Pagliara e Bruno Scalone sono i due responsabili della famosissima scuola di balli caraibici Otra Emoción nome rinomato per professionalità e competenza. Gli allievi della scuola si sono resi protagonisti di un flash mob andato in scena intorno all’ora di pranzo di domenica 1 novembre per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle chiusure imposte dal nuovo Dpcm del 24 ottobre nei confronti di palestre, centri fitness e scuole di danza. Tre piccoli momenti di ballo latino americano che hanno preso piede in tre spot tipicamente livornesi: Terrazza Mascagni, moletto S. Jacopo in Acquaviva e Rotonda d’Ardenza.
“Con i nostri allievi abbiamo voluto organizzare questo flash mob domenica 1 novembre in tre spot di Livorno per far sentire la nostra voce in seguito delle dichiarazioni che hanno accompagnato l’ultimo Dpcm – ha spiegato Alessandra Pagliara a QuiLivorno.it – Nessuna polemica da parte nostra. Ma ci teniamo a far sentire la nostra energia e a lanciare dei messaggi che per quanto pacifici forse aiuterebbero tante persone in questo momento. Sono state chiuse le attività cosiddette non essenziali, tra cui la nostra: il ballo. Il nostro slogan che abbiamo scritto sulle nostre magliette è il seguente: iniziate a ballare e poi ci dite se non è essenziale“.
“La prima cosa che vorrei dire – prosegue Pagliara – è che non esistono lavori essenziali o non essenziali. Un lavoro consente di mantenere delle famiglie e solo per questo è da considerarsi come fondamentale. Dietro la parola ballo non c’è solo divertimento ma c’è anche sacrificio e tanti investimenti economici e anche da un punto di vista emozionale ed emotivo e soprattutto c’è tanto tanto lavoro. Ma una cosa soprattutto che ci teniamo a dire è quanto sia essenziale per noi avere quel punto di riferimento per tante persone. La nostra scuola di ballo è considerata una famiglia per chi magari una famiglia non ce l’ha. E’ un punto di ritrovo di amici per condividere momenti felici. E’ un momento in cui poter ritrovare anche se stessi. Crediamo fortemente che il ballo sia avere e dare alle persone la loro possibilità di credere in qualcosa di sconfiggere le proprie paure e i propri limiti. In questo momento c’è tanta paura. Il Covid ci ha messo tutti in ginocchio. E non vogliamo fare polemica sulle norme applicate dal Governo. Ma non ci sembra giusto toglierci il ballo quando noi abbiamo rispettato i protocolli specifici per le scuole di danza e abbiamo saputo mantenere le distanze affinché i contagi non avvenissero e infatti così è stato. In questo momento c’è voglia di diffondere una sana energia. Proprio come facciamo noi ballando. Non dobbiamo far diventare la paura un ostacolo. Convivere con la paura ma non deve essere la paura a fermarci”.

Il flash mob alla Rotonda d’Ardenza:

Il flash mob alla Terrazza Mascagni: 

Il flash mob al moletto di S. Jacopo: