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“Ciao, mi presti 550 euro?”. Ma la richiesta non era vera

Lunedì 12 Ottobre 2026 — 10:40

Nell'immagine la finta richiesta da parte dell'amico inviata ad uno dei suoi contatti che ha risposto senza "cascarci"

Il lettore ha ricevuto una richiesta urgente di denaro da un contatto conosciuto. Ma qualcosa non tornava. La Polizia mette in guardia dai profili WhatsApp compromessi dai cosiddetti "attacchi zero-click" e spiega come proteggersi

“Ciao, potresti prestarmi 550 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e ho dei problemi con la carta. Te li restituisco stasera”. È il messaggio ricevuto su WhatsApp da un lettore di QuiLivorno.it, che ha segnalato l’episodio dopo aver avuto il sospetto che dietro quella richiesta si nascondesse qualcosa di anomalo. A rendere la situazione particolarmente insidiosa è il fatto che il messaggio arrivi da un contatto conosciuto, con tanto di nome e fotografia del profilo. La richiesta fa leva sulla fiducia, sull’urgenza e sulla promessa di restituire il denaro nel giro di poche ore. Il destinatario, però, ha risposto mettendo subito in dubbio l’identità dell’interlocutore: “Ma cosa dici? Sei te?”. Il lettore che ha subito la violazione dell’account whatsapp spiega di aver poi ricevuto decine di telefonate da parte di amici e conoscenti ai quali era arrivata la stessa richiesta e che gli chiedevano spiegazioni. L’episodio potrebbe essere riconducibile a una delle modalità di compromissione degli account WhatsApp sulle quali la Polizia di Stato ha recentemente richiamato l’attenzione: i cosiddetti attacchi zero-click. Come spiegato dalla Polizia, questi attacchi possono sfruttare vulnerabilità presenti in versioni non aggiornate del sistema operativo iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple, consentendo in alcuni casi di compromettere un account senza che l’utente debba cliccare su un collegamento o compiere altre azioni. Il caso rappresenta un’occasione per ricordare le precauzioni da adottare.

I consigli della Polizia di Stato per difendersi
Verificare sempre le richieste di denaro. Prima di effettuare un pagamento, contattare direttamente la persona attraverso un altro numero o dispositivo oppure, quando possibile, incontrarla di persona.
Aggiornare smartphone e WhatsApp. Installare le versioni più recenti del sistema operativo e dell’applicazione, così da beneficiare degli aggiornamenti di sicurezza.
Controllare i dispositivi collegati. Nelle impostazioni di WhatsApp, aprire la sezione «Dispositivi collegati» e disconnettere eventuali sessioni che non si riconoscono.
Attivare la verifica in due passaggi. Una protezione aggiuntiva per il proprio account WhatsApp. È inoltre consigliabile attivare l’autenticazione a due fattori per l’account Apple.
Limitare il download automatico di contenuti e allegati e proteggere l’accesso allo smartphone con un codice, Touch ID o Face ID.
Se si sospetta che il proprio account sia stato compromesso, è importante avvisare tempestivamente i contatti, invitandoli a non rispondere a eventuali richieste di denaro, e avviare la procedura di recupero del profilo. Per dubbi o segnalazioni è possibile rivolgersi alla Polizia Postale attraverso il portale ufficiale Commissariato di PS Online.
La raccomandazione vale per tutti: non basta riconoscere un nome o una fotografia per essere certi di parlare con la persona giusta. Di fronte a una richiesta improvvisa di denaro, anche se arriva da un amico o da un familiare, una telefonata di verifica può evitare di cadere nella trappola.

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