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“Cittadella della carità, ricordiamoci di don Nesi”

Appello degli abitanti affinché almeno un luogo, il Salone La Pira o la Casa dello studente, sia riconvertito in auditorium o museo dove poter esporre materiale documentaristico e fotografico

Giovedì 7 Luglio 2016 — 06:39

di Letizia D'Alessio

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Non far perdere la memoria di don Alfredo Nesi e di ciò che ha fatto durante i venti anni trascorsi nel quartiere Corea, dal 1962 al 1982, dove creò il Villaggio scolastico. Proprio per non dissolvere quest’eredità alcuni abitanti del quartiere che hanno conosciuto il sacerdote, ma anche chi non l’ha conosciuto direttamente, hanno promosso un appello, a cui hanno già aderito molte persone sia in Italia sia all’estero, in cui si chiede al direttore della sovrintendenza, al vescovo Simone Giusti e al sindaco Filippo Nogarin di salvaguardare e tutelare la struttura creata dal prete fiorentino. Il complesso di Corea fu tra i primi, se non addirittura il primo, ad avere il riconoscimento di “Istituzione Sperimentale” da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, con una risonanza nazionale e internazionale. Senza dimenticare i molti incontri organizzati nel quartiere con importanti personaggi del mondo religioso, della politica (ricordiamo il presidente della Camera Pietro Ingrao e a livello locale Edda Fagni) e del sindacato a cui parteciparono molti livornesi. Anche per la sua conformazione fisica il Villaggio scolastico fu una vera e propria novità: in un’area periferica isolata si realizzò un complesso di edifici prefabbricati, ancora oggi in piedi, immersi nel verde. Dove sorgeva il villaggio voluto da Alfredo Nesi a breve dovrebbe nascere la Cittadella della carità della Caritas, i cui lavori sono già partiti da tempo (l’area infatti è di proprietà della diocesi). L’obiettivo degli abitanti del quartiere tuttavia non è bloccare il centro di accoglienza ma mantenere il ricordo di Nesi: l’idea proposta durante l’incontro che si è svolto presso la sede dell’Associazione don Nesi/Corea è quella di richiedere che sia mantenuto almeno un luogo, che sia il Salone La Pira o la Casa dello studente (il nucleo originario del villaggio scolastico) da poter riconvertire o a un auditorium oppure a una struttura di tipo museale dove poter esporre materiale documentaristico e fotografico, da aprire magari anche alle scuole. “Secondo me a Nesi non dispiacerebbe l’idea di vedere trasformato il suo villaggio in luogo per aiutare i bisognosi – ha affermato Giovanni De Peppo, che con Nesi ha trascorso molto tempo – sono favorevole al progetto di richiedere che sia mantenuto un luogo per creare un Centro studi”. “Quando a capo dell’amministrazione provinciale c’era Claudio Frontera – ha ricordato Rocco Pompeo, presidente della Fondazione Nesi – si era già parlato della possibilità di creare un museo di libri di testo, l’idea a mio avviso rimane ancora valida. Ora però c’è da capire cosa intendono fare il vescovo e la sovrintendenza”. Lanciato l’appello, dovrebbe ora partire una campagna di raccolta firme che potrà essere sottoscritta sia on-line sia presso la sede dell’Associazione don Nesi/Corea e della Fondazione Nesi in via La Pira.

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1 commento

 
  1. # èfinita

    Don Nesi ha fatto un unico errore : quello di lasciare tutto in eredità alla Diocesi . E si sà che la gestione della Diocesi camba seondo che Vescovo arriva !