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Confcommercio, Carraresi presidente

Venerdì 16 Settembre 2016 — 15:45

Il nuovo consiglio direttivo di Confcommercio ha scelto un nuovo assetto di vertice: come presidente Alessio Carraresi e come vicepresidente vicario Francesca Marcucci

Duemilacinquecento soci in meno di 9 mesi, quindici sindacati di categoria con altrettanti presidenti di settore, quattro delegazioni territoriali, una struttura giovane e motivata. Il nuovo consiglio direttivo di Confcommercio ha scelto, esaurendo la fase “costituente” guidata brillantemente da Andrea Palumbo, un nuovo assetto di vertice. Al timone della rappresentanza labronica della più importante associazione di categoria nazionale arrivano i quarantenni: come presidente Alessio Carraresi, titolare del negozio Buffetti gestito da generazioni dalla famiglia, e come vicepresidente vicario Francesca Marcucci, titolare di aziende nel settore dei servizi alle imprese e una solida tradizione familiare nelle attività portuali.
Nelle prossime settimane sarà poi nominata la giunta esecutiva e si completerà quindi il quadro direttivo della nuova Confcommercio Imprese per l’Italia di Livorno, nata sul finire dello scorso anno dopo la radiazione dalla Confcommercio nazionale della vecchia associazione provinciale. Il compito della ricostruzione, affidato alla Confcommercio Toscana, è così stato portato a compimento probabilmente con tempi inferiori e risultati superiori alle attese. “Il lavoro compiuto dal direttore regionale Franco Marinoni e dallo staff è stato eccezionale” ha commentato il presidente Carraresi dopo la nomina. “Mi impegnerò con tutte le energie per il consolidamento di una grande realtà associativa. La nostra base chiedeva una rappresentanza forte e credibile, in pochi mesi gliela abbiamo messa in piedi”.

francesca_marcucci

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente vicario, Francesca Marcucci: “Ho trovato nella nuova Confcommercio qualcosa di nuovo e diverso da quello che il panorama della rappresentanza d’impresa livornese ha offerto finora, un clima effervescente, un entusiasmo ed un dinamismo contagiosi. Sono convinta che riusciremo a fare bene. Anche perché sono tante le emergenze economiche con le quali misurarsi. Situazioni e particolarità di sistemi economico-produttivi che, mentre nel meridione della provincia di Livorno è naturale che guardino alla Maremma, nella parte settentrionale, a Livorno, non possono non trovare unità di intenti con quell’area vasta che comprende il comprensorio pisano, la meccanica pontederese e i settori dei trasporti, della logistica, del porto, dell’aeroporto e dell’interporto. Per questo si deve evitare che la pur giusta decisione di accorpamento delle camere di Livorno e di Grosseto, non si trasformi in una visione strabica perdendo di vista questa realtà fondamentale”.

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