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Confcommercio: “Saldi invernali, fiducia nel commercio di prossimità”

Venerdì 2 Gennaio 2026 — 11:27

Spesa media di 137 euro a persona. Pieragnoli di Confcommercio: "Fase importante per le imprese"

Partono il 3 gennaio e dureranno per 60 giorni i saldi invernali 2026, appuntamento tradizionale molto atteso sia dai consumatori sia dalle imprese del commercio, perché rappresenta una fase importante per il bilancio delle attività, in particolare nel settore moda. “Arriviamo ai saldi dopo una stagione invernale non semplice per abbigliamento, accessori e tessile – sottolinea il direttore provinciale di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli – segnata da un calo dei consumi e da un aumento dei costi fissi che continua a pesare sui margini delle imprese. Le aspettative sono quindi prudenti, ma i saldi restano un’occasione fondamentale per dare respiro alle vendite e rimettere in circolo liquidità”. Secondo Confcommercio, continua a incidere sull’acquisto dei beni durevoli il costo dell’energia che, nonostante il calo dei prezzi a fine anno, rimane un punto critico rispetto ai livelli pre-crisi. I consumatori si confermano sempre più attenti e selettivi, orientati verso acquisti mirati e di qualità. “Proprio per questo – aggiunge Pieragnoli – il commercio di prossimità può fare la differenza, grazie a professionalità, consulenza e rapporto diretto con il cliente. È un valore che va riconosciuto e sostenuto, anche attraverso politiche che favoriscano la competitività delle imprese fisiche rispetto all’online”. Secondo Federmoda Confcommercio in Italia saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro,  Confcommercio invita i consumatori a scegliere i negozi di vicinato, ricordando che acquistare sotto casa significa sostenere l’economia locale, l’occupazione e la vitalità dei centri urbani. L’associazione di categoria ricorda infine alcune semplici regole per la vendita e l’acquisto sicuro, un vademecum curato da Federazione Moda Italia-Confcommercio e Confcommercio Imprese per l’Italia:

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto;

Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante;

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless;

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo;

Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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