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Consegnati da So.crem 10 defibrillatori per tutelare dipendenti e cittadini

Sabato 11 Aprile 2026 — 12:59

Il progetto Un defibrillatore, un cimitero ideato e realizzato dalla So.crem è stato realizzato con il contributo dell’SVS, in particolare della volontaria Nicoletta Ferrari e del direttore Francesco Cantini, che hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione e nella preparazione dei partecipanti. Aamps ha aderito al progetto installando il Dae al Centro di raccolta in via Cattaneo e ai cimiteri comunali della Cigna e di Antignano

Sabato 11 aprile alle ore 11.00 al Tempio della So.crem si è svolta la consegna di dieci defibrillatori con relativo diploma a dieci strutture cimiteriali cittadine. Il progetto Un defibrillatore, un cimitero ideato e realizzato dalla So.crem a sostegno della sicurezza e della salute dei cittadini. Alla consegna erano presenti i rappresentanti delle strutture cimiteriali di Livorno e Aamps, come ditta addetta alla manutenzione dei cimiteri cittadini. Il Presidente della So.crem, Giampaolo Berti ha evidenziato l’importanza di uno strumento salvavita in luoghi di fragilità e difficoltà, soprattutto per le persone anziane, che si devono misurare con l’assenza e la fragilità dell’esistenza. Spesso l’emotività crea smarrimento e blocco emotivo. Ecco l’importanza di rendere gli spazi cimiteriali dei luoghi ben mantenuti, ordinati con presidi come i defibrillatori, che al di là della loro reale utilità pratica, creano un clima di sicurezza, di confort zone. E’ intervenuto anche il vicepresidente Massimo Nenci, che ha arricchito l’evento con un’esperienza personale riguardante suo figlio, salvato proprio da un defibrillatore. Alla cerimonia sono intervenuti il Consigliere Regionale, Alessandro Franchi e l’assessora del Comune Silvia Viviani, la quale nel suo intervento ha posto in evidenza l’aspetto psicologico di trovare in un luogo pubblico un presidio DAE. Un contributo alla percezione di una città sicura, che si prende cura della salute dei suoi cittadini. Questo progetto è stato realizzato con il contributo dell’Svs e dei suoi operatori, in particolare della volontaria Nicoletta Ferrari e del direttore Francesco Cantini, che hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione e nella preparazione dei partecipanti, all’uso dei presidi DAE. Questo intervento rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica ed il rafforzamento del senso di comunità nei luoghi più cari e sensibili della città di Livorno. Aamps ha così potenziato la dotazione di defibrillatori automatici esterni a favore dell’utenza e del proprio personale. Nei prossimi giorni 3 nuovi DAE, i “salvavita” progettati per essere usati da chiunque in caso di emergenza cardiaca, saranno collocati al Centro di raccolta “Livorno sud” in Via Cattaneo, al Cimitero della Cigna in Via Don Aldo Mei e a quello di Antignano in Via del Littorale aggiungendosi ad altri 3 dispositivi già posizionati nell’area impianti in Via dell’Artigianato, l’area Decoro Urbano in Via dei Cordai e l’area Discarica in Via di Vallin Buio.“Come ho già affermato in altre occasioni in cui sono stati installati defibrillatori, abbiamo necessità di sentirci al sicuro nelle nostre città – dichiara Silvia Viviani, assessora all’Urbanistica del Comune di Livorno. I salvavita, oltre a salvare persone ci trasmettono tranquillità e soprattutto protezione. Il salvavita esterno è un pezzo di città amica, è tecnologia avanzata che si mette al servizio di qualcosa che invece è antico e importante, quella che io chiamo la convivenza urbana. È importante che per questo presidio sociale e sanitario si siano dedicati anche percorsi formativi appositi”. “La responsabilità sociale d’impresa – commenta Aldo Iacomelli, Amministratore Unico di Aamps – è un valore in cui crediamo fortemente che puntiamo a valorizzare nella quotidianità attraverso i tanti servizi che eroghiamo alla cittadinanza. Diventare ‘Azienda Cardioprotetta’ è per noi un valore aggiunto che contribuirà a renderci ancora più performanti a vantaggio della tutela e della salute dei nostri dipendenti e dei livornesi. L’auspicio – conclude Iacomelli – è di risultare come modello virtuoso anche per altre realtà del territorio e contribuire ad estendere la rete sanitaria di protezione locale”.

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