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Darya Majidi è tra le 100 donne che cambiano il mondo

Ex assessora all'Innovazione, imprenditrice, scrittrice, creatrice della community "Donne 4.0". Ecco chi è Darya Majidi che, nell'edizione di sabato 22 agosto di D di Repubblica, compare tra i nomi illustri di "super women" internazionali

Sabato 22 Agosto 2020 — 12:33

di Giacomo Niccolini

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Tra grandi nomi come Michelle Obama, la cantante Billie Eilish e la ginnasta pluricampionessa del mondo Simone Biles, ecco che spunta anche il nome della livornese d'adozione e fondatrice, tra le tante cose, del coworking DaxoLab

Una goccia nell’oceano. E’ così che si sente Darya Majidi, nata a Tehran e livornese d’adozione, classe 1968 e “imprenditrice 4.0″, nonostante il grandissimo riconoscimento internazionale arrivato proprio sabato 22 agosto con il nuovo numero di D di Repubblica dove è stata inserita tra le “100 donne che cambiano il mondo”. Sono loro per il settimanale al femminile di Repubblica le protagoniste dei cambiamenti di questo pianeta ma non per questo forzatamente e maledettamente forzate sotto i riflettori mondiali. Suddivise in quindici sezioni, come Arte, Economia, Scienza, Moda, Politica, Diritti Umani, e poi Impresa, Letteratura, Sport, Ecologia, Food, Musica, Spettacolo, Media, Società.
Così tra grandi nomi come Michelle Obama, la cantante Billie Eilish e la ginnasta pluricampionessa del mondo Simone Biles, ecco che spunta il nome dell’ex assessora all’Innovazione nella giunta Cosimi, ex vice presidente di Confindustria Livorno, nonché scrittrice, imprenditrice e fondatrice del coworking DaxoLab e della community internazionale “Donne 4.0”.
Nata in Iran, dove ha vissuto la rivoluzione di Khomeini in giovanissima età, arrivata a Livorno a soli dodici anni nel 1980 e qui rimasta e cresciuta, Darya Majidi con umiltà e lentezza costruttiva ha veramente cambiato il modo di vedere le cose imprimendo una spinta inesorabile e inarrestabile alla visione femminile di fare impresa dettata anche dalle due anime che vivono in lei: quella occidentale del mondo in cui ha vissuto e dove ha cercato di lasciare la sua firma e quella del mondo mediorientale che le ha dato i natali e l’imprinting consentendole di avere una visione a 360 sul mondo che le gira intorno e quella famosa marcia in più.
“Sono veramente onorata di essere finita tra questi nomi illustri di donne di fama mondiale. Quando mi chiamarono per questa intervista da D di Repubblica non avevo capito che sarei stata inserita tra le 100 donne che cambiano il mondo. Trovarmi in edicola stamani in questa lista di donne di prestigio internazionale mi riempie di orgoglio”.
Cosa Le hanno detto in famiglia quando hanno avuto in mano la copia di D di Repubblica?
“Mio padre si è commosso. E mia figlia mi ha detto scherzando, ma con una punta di orgoglio: adesso so cosa rispondere quando mi chiedono: che lavoro fa tua madre? La mia mamma cambia il mondo“.
Come è arrivato questo successo mondiale?
“Tutto è partito dal mio libro Donne 4.0 in cui spiegavo come è necessario rendere consapevoli tutti che le tecnologie stanno plasmando il nostro futuro e il mondo intero e che non possiamo escludere il 50% della conoscenza mondiale, quella  femminile, dalla creazione del mondo. Dobbiamo coinvolgere le donne ai tavoli che contano, darle posizione apicali là dove se lo meritino, ma soprattutto dobbiamo dare empowerment alle giovani generazioni di donne. Dare consapevolezza tecnologica e digitale alle donne di tutto il mondo”.
E poi?
“Come una goccia che muove altre gocce, piano piano si sono smossi tanti ingranaggi dopo l’uscita del mio libro… sono stata invitata al TedX di Bologna, poi un’intervista su Sky, poi Radio 24 e infine il flash mob Dateci Voce che incoraggiava il premier Conte a mettere in evidenza le potenzialità femminili nelle task force governative”.
Qual è l’errore che non devono commettere le donne oggi?
“Avere paura. Non dobbiamo avere paura. Né tra le mura domestiche dove spesso si consumano violenze e soprusi ma neanche sul posto di lavoro dove dobbiamo sempre più ricercare una parità che passa dal diritto alla maternità il quale non deve essere visto come una scelta tra la famiglia e la carriera. Il tutto deve essere coadiuvato da una consapevolezza digitale e una cultura in questo senso ampia e condivisa sempre di più per ogni donna del pianeta”.
Progetti in vista?
“Il 30 settembre uscirà “Sorellanza Digitale” dove si parlerà proprio del diritto e di accesso digitale per tutti in tutti gli angoli della Terra. Nel frattempo questo riflettore mondiale offerto dal settimanale di Repubblica impone un upgrade di questo mio percorso”.
Esatto… adesso sarà sempre più difficile “nascondersi”. Adesso ci aspettiamo che Lei cambi davvero il mondo…
“Lo so. E’ vero. E questo click mentale ormai lo ho intrapreso due anni fa. Quando mi sono detta: mi do voce, mi devo dare voce. E ho iniziato questo cammino con la community e con il libro Donne 4.0. Adesso lo step successivo è internazionalizzarsi. Il prossimo libro è infatti pensato con una visione internazionale. E sarà subito tradotto in lingua inglese”.

La rivoluzione delle Donne 4.0, iniziata ufficialmente un paio di anni fa, è oggi sancita con tanto di “bolla papale” da questa benedizione che pone l’imprenditrice locale al comando di un ingranaggio che difficilmente, specialmente adesso, sarà difficile fermare. E, lo possiamo dire con orgoglio… ben vengano queste rivoluzioni nate all’ombra dei Quattro Mori da donne capaci di cambiare il mondo.

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