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Dogana d’acqua, ok alla riapertura dell’antico bacino

La Giunta Municipale ha approvato, in linea tecnica, nella sua ultima seduta, il progetto definitivo per la riapertura del bacino est della Dogana d’acqua: costo complessivo di oltre un milione di 400 mila euro

Mercoledì 19 Ottobre 2016 — 15:21

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All’interno del più ampio intervento di riqualificazione della Dogana d’Acqua, già in parte attuato nell’ambito del programma Piuss, la Giunta Municipale ha approvato, in linea tecnica, nella sua ultima seduta, il progetto definitivo per la riapertura del bacino est della Dogana d’acqua. Si tratta della realizzazione di uno specchio d’acqua, in collegamento diretto con il Canale dei Navicelli, che verrà realizzato nell’area interrata, a fianco della Dogana, in cui oggi ha sede una vasta area recintata e inutilizzata. “Una grande opera di rigenerazione urbana, di recupero e di valorizzazione del nostro patrimonio storico – tiene a sottolineare l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi – che consentirà di riaprire l’antico bacino est della Dogana d’acqua completamente interrato dall’ultimo conflitto mondiale”. “L’intero comparto della Dogana d’acqua –aggiunge l’assessore- riacquisterà così parte del suo disegno originario quando l’edificio monumentale, basato sul ponte a tre archi, era collegato tra due darsene, una interna ed una esterna.” “Il progetto genera nuove prospettive urbane che sicuramente valorizzeranno i monumenti restaurati dell’antica Dogana e della Caserma Lamarmora e rappresenta un ulteriore tassello all’arricchimento del sistema delle vie d’acqua che – conclude l’assessore – è la peculiarità distintiva della città di Livorno”.
Il progetto definitivo per la realizzazione del bacino prevede una spesa complessiva di 1.435.800 euro ed include vari interventi. La realizzazione dello specchio d’acqua in collegamento con il Canale dei Navicelli comporterà infatti una serie di lavori di banchinamento delle sponde, di scavo dei terreni che attualmente occupano la darsena e di demolizione di alcune opere. Sarà recuperata la banchina storica disposta lungo il lato parallelo a via della Cinta Esterna, mentre lungo i rimanenti lati si procederà a nuove banchine con rivestimento in pietra.

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1 commento

 
  1. # Nerd

    Riportre alla luce quello specchio d’acqua non avrebbe alcun significto per una serie di motivi e vorrei cominciare da quelli pratici; dopo l’interramento del tratto più antico del canale dei Navicelli avvenuto negli anni 80 per motivi di modernità (volevano essiccare tutti i fossi per ricavarne aree di parcheggio) come si potrebbe ricreare una parte di esso quando la parte che lo univa al mare non esiste più? Gli abbiamo sputato in faccia in tutti i modi ad un pezzo di storia che era intatto e adesso si vuole fare il bacino di acqua putrida in quanto è un moncone morto?
    Poi che significato avrebbe tale fedele ricostruzione quando sopra la dogana d’acqua è stato costruito un edificio inguardabile affiancato da uno scatolone di cemento? Srebbe come dare le perle ai porci e creare una cattedrale nel deserto.
    Per fare una cosa fatta bene andrebbero fatti abbattere immediatamente i due edifici prima di incignarli e magari ricostruire la dogana sulle orme della struttura originale,come hanno fatto per quelle che erano le case bombardate in fortezza vecchia e in questo modo tutto riprenderebbe forma e magari in futuro riaprire il canale di via delle cateratte che a mio ricordo era bellissimo e molto suggestivo.