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Domenica taglio del nastro del murale simbolo di fratellanza

L’opera presenta un “turco”, ovvero un originario dell’Africa, con un tatuaggio con scritto “Freedom” e una donna con la stella di David, a testimonianza dell’importanza della comunità ebraica nella costruzione di Livorno, oltre ad un’altra donna che soffia fiori di glicine, simbolo di fratellanza

Mercoledì 23 Settembre 2020 — 18:59

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L'inaugurazione dell'opera di Ligama è in programma domenica 27 settembre alle 12 sugli scali delle Pietre

di Lorenzo Evola

Domenica 27 settembre. Data da segnare in agenda per tutti coloro che non vogliono perdersi l’inaugurazione (alle 12, scali delle Pietre) di “Fiori di glicine”, il nuovo murale realizzato dal noto artista catanese, Salvo Ligama (foto Lorenzo Amore Bianco).
La grande opera muraria dedicata alle leggi livornine sarà realizzata grazie alla volontà e al supporto di due realtà importanti della città labronica, i Lions Livorno Host (a Livorno dal 1956) e Uovo alla Pop, (galleria incentrata sulla street-art), con il contributo della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci.

GIANLUCA ZINGONI, PRESIDENTE LIONS LIVORNO HOST (foto Amore Bianco)

Fiori di glicine, appunto, il titolo del murale. Titolo che rimanda all’utilizzo del glicine in molte culture, come simbolo di amicizia, libertà e riconoscenza, virtù tipiche di quelle leggi che trasformarono Livorno da piccolo centro ad approdo di modernità e ricerca, apertura e mescolanza, una sorta di appendice sperimentale della Firenze medicea. Ligama, che ha già arricchito (artisticamente parlando) la città con il murale dedicato a Jeanne e Modigliani, attraverso il suo linguaggio realistico e mai banale rilegge le leggi per ritrovare la stessa illuminante modernità.
“La mia idea è quella di trovare all’interno degli scopi del Lions Club, quello di aiutare la città nell’ambito della riqualificazione urbana, lanciando un messaggio tipico della street-art, cioè quindi riuscire tramite la riqualificazione urbana a dare dei messaggi, attinenti anche all’attività di un Service Club – ha spiegato Gianluca Zingoni, presidente del Lions Club di Livorno – All’interno di questo progetto abbiamo trovato un partner straordinario come Uovo alla Pop, con cui abbiamo deciso il tema del murale, valorizzando un pezzo importante della storia della nostra città, le leggi livornine. Una volta scelto il tema, avevamo bisogno di un artista che desse lustro al nostro progetto e abbiamo quindi virato su Ligama, il quale è stato sin da subito molto disponibile. Ringrazio anche la Banca di Credito di Castagneto Carducci, per la copertura finanziaria e per la collaborazione triennale che intraprendiamo a partire quest’anno”.
“Quest’opera, che da street-art si è declinata in arte pubblica, è importante perché rappresenta un momento di condivisione cittadino – ha aggiunto Libera Capezzone di Uovo alla Pop, che ha poi proseguito – “Ricordarci in questo momento storico da dove siamo venuti, da dove siamo partiti, come è stata voluta la città di Livorno dai Medici attraverso le leggi livornine, è fondamentale. Grazie a questa politica di integrazione, uguaglianza e fratellanza, la nostra città divenne il motore propulsivo della Toscana del Seicento. Ripartire da qui è necessario. L’opera presenta un “turco”, ovvero un originario dell’Africa, con un tatuaggio con scritto “Freedom” e una donna con la stella di David, a testimonianza dell’importanza della comunità ebraica nella costruzione di Livorno, oltre ad un’altra donna che soffia fiori di glicine, simbolo di fratellanza”.
Qualche parola rilasciata anche dal protagonista di questo progetto, Ligama: “Volevo ringraziare tutti per questa opportunità. Sono contentissimo di tornare qui, anche perché questa città mi ha adottato, qua sono a mio agio, per certi aspetti mi ricorda Catania. Spero di aver sintetizzato visivamente le leggi livornine, con il loro messaggio moderno ed universale. Ho cercato di unire la visione contemporanea, figurativa, emblematica di questi soggetti di profilo diverso l’uno dall’altro, con la storia del luogo e dell’area che accoglie quest’opera”.

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