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E’ livornese il “Bugiardino d’argento” d’Italia

Un titolo del tutto particolare quello vinto dal livornese Carlo Banchieri, portuale di 39 anni, che si è aggiudicato il "Bugiardino d'Argento" all'interno del campionato italiano della bugia

Domenica 2 Agosto 2020 — 07:30

di Giacomo Niccolini

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La competizione si divide in bugie grafiche, bugie verbali e bugie letterarie. Ed è proprio in quest'ultima categoria che il nostro concittadino è andato ad un passo dalla medaglia d'oro

Un titolo del tutto particolare quello vinto dal livornese Carlo Banchieri, portuale di 39 anni, che si è aggiudicato il “Bugiardino d’Argento” all’interno del campionato italiano della bugia che si svolge ogni anno a Le Piastre in provincia di Pistoia. Una competizione tesa a scovare i migliori “bugiardi” d’Italia e non solo che si dividono in tre categorie: bugie grafiche, bugie verbali e bugie letterarie. Ed è proprio in quest’ultima categoria che il nostro concittadino è andato ad un passo dalla medaglia d’oro rivisitando la fiaba “La rana e lo scorpione” (clicca sul link al pdf in fondo all’articolo per leggere integralmente la bugia letteraria di Banchieri).
Ogni anno infatti la giuria del concorso indice un tema nuovo per gli aspiranti “bugiardi” e quest’anno Carlo Banchieri, che aveva già provato a partecipare anche nel 2019, ha trovato la chiave giusta per far breccia tra i giurati il cui presidente era, per questa edizione, lo scrittore Sandro Veronesi, Premio Strega 2020 con il libro “Colibrì”.
“Il mio racconto breve, una sorta di poesia-filastrocca per bambini, che è dovuto rimanere per regolamento entro 1800 caratteri, nasce come fiaba rivisitata per mia figlia Benedetta di sei anni che inizia a scrivere e leggere proprio quest’anno – spiega Carlo a QuiLivorno.it – Così ho approfittato di questa manifestazione per riscrivere le storia della rana e dello scorpione inserendo un terzo elemento: una biscia che, dalle sponde del fiume, vede la scena e prova ad intervenire. Non vi svelo come va a finire sennò addio suspense, tanto la storia la trovate integralmente anche in fondo a questo articolo”.
Carlo, padre oltre che di Benedetta anche di Enea di tre anni, è uno che con la penna in mano ci sa fare davvero e che non è alla sua prima esperienza letteraria. “Mi diverte scrivere racconti brevi. Altre volte mi è capitato di inviare qualche mio scritto a qualche premio letterario ricevendo anche segnalazioni e premi. E’ un hobby che mi piace molto”.
Tra le particolarità di Carlo c’è anche quella di non essere proprietario di alcun account social. “Non uso Facebook né Instagram – spiega Carlo – Sono fuori dal mondo dei social. Preferisco fantasticare e scrivere racconti che passare il tempo sui social network”.
Per Carlo Banchieri è una bella soddisfazione. “Eravamo 62 partecipanti ed essere arrivato al secondo posto mi riempie di gioia e orgoglio considerato che tutto nasce come fiaba per mia figlia e quindi per tutti i bambini a cui idealmente è dedicata questa storia”.
Uno stile che somiglia molto, per certi versi, allo stile di Rodari. “Questa storia è per grandi e piccini. Perché la fiaba originale è molto bella ma anche molto triste e vera, purtroppo. Lo scorpione non può fare a meno di seguire la propria indole e quindi di fare del male a sé stesso e alla rana. Per una volta ho voluto cambiare le cose”.

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