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Economia, crescono turismo e imprese ma il lavoro resta il nodo

Martedì 6 Ottobre 2026 — 14:54

Il Rapporto 2025 della Camera di Commercio: +4,6% di presenze turistiche e +1,9% di unità locali, ma quasi un candidato su due resta difficile da trovare. Il presidente Riccardo Breda: “Le province di Livorno e Grosseto hanno saputo dimostrarsi preziose isole di resilienza”

di Giulia Bellaveglia

“Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele”. La citazione di Seneca sintetizza il Rapporto strutturale sull’economia delle province di Livorno e Grosseto nel 2025 (Clicca qui per consultare il report completo) presentato dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. “Navigare l’incertezza” è il titolo dell’analisi realizzata dall’Area studi e ricerche del Centro Studi e Servizi, che fotografa un sistema economico alle prese con l’instabilità. “L’economia locale deve affrontare la sfida dell’inverno demografico e un clima di forte incertezza globale, tra conflitti, crisi della logistica e ritorno al protezionismo – spiega il presidente Riccardo Breda –. Nonostante questo, il sistema produttivo delle province di Livorno e Grosseto si mostra resiliente. A fronte di una lieve flessione delle sedi d’impresa (-0,3%), crescono le unità locali (+1,9%) e le società di capitali (+2,2%). Le nostre province hanno saputo dimostrarsi preziose isole di resilienza”. Il quadro varia tra i settori. In agricoltura la costa registra un aumento del valore aggiunto del 9%, mentre la maremma segna -5,1%, condizionato dalle spese di produzione e dal calo delle semine. Il manifatturiero risente delle difficoltà logistiche e dell’aumento dei costi, mentre l’edilizia ha beneficiato del Pnrr sulle opere pubbliche, ma guarda con preoccupazione al futuro. Nel turismo emergono dinamiche opposte: Livorno cresce del 4,6% nelle presenze, trainata dall’extralberghiero, mentre Grosseto registra un calo dell’11,3% dei flussi complessivi e del 13,3% di quelli stranieri. “Abbiamo scelto questo titolo perché dal 2020, dopo la pandemia, si sono succeduti eventi che hanno reso l’incertezza una condizione strutturale per le imprese – aggiunge Raffaella Antonini dell’Area studi e ricerche –. Le aziende hanno imparato che non possono cambiare il vento, ma possono orientare le vele e reagire a un contesto che cambia continuamente”. Antonini ha evidenziato anche le differenze tra i territori, con Livorno sostenuta da produzioni agricole ad alto valore aggiunto e Grosseto penalizzata dai costi dell’agricoltura estensiva. Il principale nodo resta il lavoro. Se il 67,9% delle aziende livornesi e il 72,4% di quelle grossetane prevedono assunzioni, quasi un candidato su due risulta introvabile. “Se le imprese non sapranno adattare la propria organizzazione offrendo flessibilità e welfare reale – conclude Breda – continueremo ad assistere alla drammatica fuga dei cervelli dei nostri giovani”.

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