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Flash mob, gli artisti suonano sul sagrato del Duomo

Sullo sfondo dello spettacolo improvvisato alle porte della cattedrale cittadina uno striscione: "In chiesa sì, in teatro no"

Sabato 31 Ottobre 2020 — 13:01

di Giacomo Niccolini

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Alcuni artisti cittadini hanno dato vita ad un happening musicale durato una manciata di minuti per sensibilizzare tutti sulle problematiche legate alle chiusure per l'emergenza Covid che stanno mettendo in ginocchio il mondo dello spettacolo

“In chiesa sì, in teatro no“. E’ questo lo striscione che ha fatto da cornice al flash mob andato in scena la mattina di sabato 31 ottobre sul sagrato del Duomo di piazza Grande (foto Amore Bianco) dove alcuni artisti cittadini si sono esibiti, cantando e suonando due canzoni, per esprimere tutto il loro disagio al riguardo delle chiusure imposte dal nuovo Dpcm del 24 ottobre nei confronti di teatri, cinema e sale spettacolo (clicca qui per rivedere la diretta del flash mob).
L’appuntamento era stato dato intorno alle 11,30 e pochi minuti più tardi un “manipolo” di chitarristi, percussionisti, cantanti, coristi e operatori dello spettacolo si sono palesati in piazza Grande, rispettando le distanze di sicurezza come da disposizioni anti-covid, e hanno fatto quello che di solito fanno come professione: intrattenere. Solo che questa volta il loro canto era un canto di dolore. “Siamo fermi praticamente da marzo scorso – ha spiegato al termine dell’happening musicale uno degli organizzatori, Emiliano Geppetti, a QuiLivorno.it – Prima di muoverci in questo senso abbiamo chiamato il parroco del Duomo che ha accettato di buon grado di ospitarci per qualche minuto sul sagrato della sua chiesa per questa manifestazione pacifica e simbolica. Ci hanno chiesto di adeguarci, ci hanno chiesto di distanziarci, di rispettare i protocolli e poi ci hanno imposto la chiusura di teatri e sale spettacolo quando in realtà sono posti più che sicuri e controllati. Chiediamo solo di poter fare quello che sappiamo fare per vivere: fare spettacolo. Ecco il senso di questo flash mob che non ha niente a che vedere contro la chiesa ma vuol far riflettere su come tutto il nostro mondo, con queste regole, sia veramente in ginocchio. Speriamo di poterci rivedere il prima possibile dal vivo tutti insieme, rispettando chiaramente le regole,  nei posti adibiti agli spettacoli”.

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