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Frode fiscale nelle sanificazioni: denunciata imprenditrice

A conclusione dell’indagine, sono stati contestati alla società costi indeducibili, derivanti dal presunto utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,3 milioni di euro e un’Iva dovuta per 300mila euro

Venerdì 29 Ottobre 2021 — 08:14

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L’azione di prevenzione delle frodi ha indirizzato le Fiamme Gialle del Gruppo di Livorno a svolgere indagini su una società attiva nel settore delle pulizie e delle sanificazioni di edifici. Cospicua l’evasione fiscale quantificata dai finanzieri, avendo riscontrato l’utilizzo di fatture false per documentare costi milionari, così abbattendo sensibilmente le imposte maturate sugli incassi relativi alle sanificazioni, particolarmente elevati in tempi di pandemia.

L’articolata ricostruzione della GdF, come si legge in un comunicato stampa inviato alle redazioni la mattina di venerdì 29 ottobre, ha evidenziato, in particolare, otto persone completamente sconosciute al fisco, tutti con sede a Livorno i quali avrebbero emesso a favore della stessa azienda, pure di Livorno, fatture per spese mai sostenute, rendendosi responsabili, “a monte”, del reato di emissione di documenti contabili fittizi.

La regia delle operazioni però sarebbe stata nella “testa” dell’imprenditrice alla guida della società di pulizie e sanificazioni. Quest’ultima, nel corso di diverse annualità, si sarebbe avvalsa delle otto ditte individuali, tutte caratterizzate da significativi indici di pericolosità fiscale poiché prive di dipendenti e con strutture aziendali incompatibili con la tipologia e l’ammontare delle cessioni di beni e prestazioni di servizi fatturate, tra le quali fasulle attività di vigilanza privata e improbabili consulenze relative a ricerche di mercato.

Le 8 ditte, i cui rappresentati sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Livorno, avrebbero permesso alla società di creare crediti Iva inesistenti con l’abbattimento delle pertinenti imposte sui redditi, proprio grazie alla contabilizzazione di spese fittizie.

A conclusione dell’indagine, sono stati contestati alla società costi indeducibili, derivanti dal presunto utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (F.O.I.) per oltre 1,3 milioni di euro e un’Iva dovuta per 300mila euro.

Attese le ripetute e gravi condotte illecite rilevate, la rappresentante legale della società è stata anch’essa denunciata per frode fiscale alla Procura della Repubblica di Livorno e ora rischia una reclusione da 4 a 8 anni, oltre che un sequestro di beni di valore equivalente ai tributi evasi.

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