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Giacomo e Francesco ripartono per l’Ucraina. “Chi può venga con noi”

Dopo essere tornati a casa il 7 marzo, Giacomo Monti e Francesco Cetorelli torneranno al confine con l'Ucraina venerdì 11 portando soprattutto medicinali. La mamma e i due bambini sono ripartiti da Livorno verso Napoli

Martedì 8 Marzo 2022 — 17:22

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di Giulia Bellaveglia

Ripartiranno nel pomeriggio di venerdì 11 marzo Giacomo Monti, 45 anni, e Francesco Cetorelli (questa la pagina Fb di Francesco attraverso la quale prendere contatto con i cugini), 37, i cugini livornesi che hanno guidato fino al confine con l’Ucraina (17 ore di viaggio solo andata, leggi qui l’articolo-intervista), a Przemyśl, dove hanno portato un sacco di aiuti come cibo, vestiti e medicinali e da dove sono ripartiti portando a Cracovia sei profughi e a Livorno, il 7 marzo, una mamma con due bambini. “Alina e i due bambini, il figlio e la nipote del fratello di Alina rimasto in Ucraina – racconta Giacomo – li ho ospitati una notte io. Alina ci ha raccontato un po’ la sua storia e ci ha detto che non finirà mai di ringraziarci per quello che abbiamo fatto. Alla fine ha voluto regalarci, in segno di ringraziamento, alcuni dei dolcetti che porta con sé di scorta. Stamattina (8 marzo, ndr) abbiamo organizzato loro, grazie ad un mio amico, il viaggio verso Napoli dove Alina raggiungerà la mamma”. Archiviata questa impresa, Giacomo e Francesco sono pronti per affrontare un nuovo viaggio. L’intento stavolta è quello di non partire da soli: “Stiamo spargendo la voce – spiega Francesco – affinché chi ne ha la possibilità di tempo e mezzi si unisca a noi venerdì (chiunque volesse mettersi in contatto con loro lo può fare scrivendo un messaggio a Francesco sulla sua pagina Facebook, ndr). Vogliamo riuscire a portare in salvo ancora più persone della prima volta. Colgo l’occasione per invitare pubblicamente chi può e vuole a mettersi in contatto con noi. Che cosa ci spinge? Un sentimento di umanità. Il pensare che questa cosa sta accadendo a civili innocenti che hanno bisogno di aiuto. E poi nella sfortuna queste gente ha una fortuna, cioè avere parentele e amicizie sparse un po’ in tutta Europa, anche in Italia appunto”. Intanto è iniziata la raccolta di medicinali. “Dalle persone che abbiamo incontrato al confine – prosegue Cetorelli – ci è stata data una lista. In questo momento abbiamo capito che sono la cosa di cui c’è più bisogno. Perciò invitiamo chi vuole a fare delle scatole con medicinali e a portarceli mettendosi in contatto con noi”.

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