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Violenza sulle donne, carabinieri in prima linea: la caserma si illumina di arancione

A Livorno, aderendo all’invito della presidente del club di Livorno di Soroptimist International, professoressa Maria Raffaella Calabrese De Feo, a partire dal tramonto di mercoledì 24 novembre sarà illuminata di arancione la facciata del Comando Provinciale di viale Fabbricotti, dove è presente la “Stanza tutte per sé"

Mercoledì 24 Novembre 2021 — 17:47

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In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, nell’ambito di un progetto di collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e il “Soroptmist International d’Italia”, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e tutti i Comandi Provinciali del territorio nazionale illumineranno di arancione le proprie sedi quale tangibile segno di vicinanza alla tematica.

A Livorno, aderendo all’invito della Presidente del club labronico, prof.ssa Maria Raffaella Calabrese De Feo, per i prossimi giorni sarà illuminata la facciata del Comando Provinciale di viale Fabbricotti.

La sensibilità dell’Arma livornese alla delicata tematica è quotidianamente dimostrata dalla particolare attenzione dedicata alle donne, vittime della violenza di genere, che si rivolgono alle Stazioni Carabinieri.

A questi presidi di prossimità sempre più si rivolgono donne che subiscono violenze, minacce o azioni di disturbo da parte di uomini. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state 84 le donne che hanno denunciato ai Carabinieri di questa provincia di essere vittime di atti persecutori o di maltrattamenti in famiglia.

Nell’83,5% dei casi l’attività dell’Arma ha portato all’emissione da parte dell’Autorità Giudiziaria di un provvedimento nei confronti dei responsabili: dal divieto di avvicinamento all’obbligo di dimora, sino agli arresti domiciliari ed alla custodia in carcere.

In questo contesto, presso la sede del Comando Provinciale di Livorno e di quelle delle Compagnie di Cecina e Portoferraio, grazie al Protocollo d’Intesa firmato dall’Arma dei Carabinieri e dall’”Unione Italiana Soroptimist”, è presente la “Stanza tutta per sé”: una stanza che ha lo scopo di sostenere la donna nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona.

L’aula, realizzata proprio grazie al sostegno del Soroptimist, per l’audizione della donna che denuncia atti persecutori, maltrattamenti, stalking e ogni altro atto violento è un ambiente protetto e dedicato che tende a un approccio meno traumatico con gli investigatori e a trasmettere una sensazione di accoglienza della persona e attenzione per le sofferenze subite. Anche durante la pandemia le “stanze” hanno sempre continuato a contrastare la violenza e ad offrire un porto sicuro con interventi di contrasto e prevenzione.

Presso il Comando Provinciale sono in servizio militari, formati presso l’I.S.T.I. (Istituto Superiore Tecniche Investigative) dell’Arma, che assolvono le funzioni di interlocutori qualificati e di supporto ai comandanti di vario livello nell’adempimento delle attività – non solo investigative ma anche preventive – nel delicato settore: facilitatori delle relazioni tra vari operatori sul territorio ed operatori qualificati per la “raccolta dei dati necessari all’analisi criminologica del fenomeno”. Referenti qualificati per la trattazione dei casi più delicati di violenza di genere, questi ufficiali di polizia giudiziaria compongono la “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere” che fa capo al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.). La devoluta Sezione “Atti persecutori” provvede a sviluppare studi e ricerche di settore rivolti all’approfondimento del fenomeno e all’aggiornamento delle strategie di prevenzione e contrasto agli atti persecutori, riconducibili a condotte di stalking, anche attraverso collaborazioni con la comunità scientifica ed avvalendosi di uno specifico archivio per l’analisi statistica dei dati.

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