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I carabinieri celebrano la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma

Ricorre, inoltre, la "Giornata dell'Orfano", concreto momento di vicinanza alle famiglie dei Carabinieri scomparsi che l’Arma manifesta quotidianamente attraverso l’attività dell’Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri

Giovedì 18 Novembre 2021 — 16:16

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La mattina di giovedì 18 novembre, al Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero i carabinieri di Livorno hanno celebrato la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma. Alla sobria cerimonia religiosa, officiata dal Vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, svolta in forma ristretta per rispettare pienamente le misure connesse al contenimento della pandemia, alla presenza del Colonnello Massimiliano Sole, comandante provinciale, e del sottotenente in congedo Giuseppe Lignola, presidente della Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Livorno, hanno partecipato il prefetto di Livorno, Paolo D’Attilio, il comandante dell’Accademia Navale, l’ammiraglio di squadra Flavio Biaggi, l’assessore Gianfranco Simoncini, in rappresentanza del sindaco di Livorno, le altre autorità civili e militari ed una rappresentanza dei Carabinieri in servizio ed in congedo.

La commemorazione della Patrona dell’Arma dei Carabinieri coincide con il ricordo della Battaglia di “Culqualber”, di cui quest’anno ricorre l’80° anniversario, combattuta in Abissinia (l’attuale Etiopia) fra italiani e britannici, tra il 6 luglio e il 21 novembre del 1941.

Il I° Gruppo Carabinieri mobilitato in Africa Orientale si immolò quasi al completo con tale valore che ai pochi sopravvissuti gli avversari tributarono l’onore delle armi. Qualcuno definì quel sacrificio «le Termopili dei Carabinieri». Come gli spartani guidati da Leonida sacrificarono la vita per difendere la loro patria, i Carabinieri nella sella di Culqualber, nella lontana Etiopia, si immolarono per tenere la postazione. Come sottolinea Gianni Oliva: «la battaglia di Culqualber fu l’atto finale della presenza italiana in Africa Orientale». Per l’eroico sacrificio di quei valorosi Carabinieri, la Bandiera di Guerra dell’Arma fu insignita della seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel 1949, Sua Santità Pio XII, con Breve Apostolico datato 11 novembre, decise di proclamare “….la Beatissima Vergine Maria invocata con inno alla Virgo Fidelis massima Patrona Celeste presso Dio dell’intera famiglia militare italiana che è chiamata Arma dei Carabinieri d’Italia”, stabilendo che “….questa festa si possa ogni anno celebrare proprio nel giorno 21 novembre, in pio e santo ricordo, sia della suprema consacrazione della Vergine Maria a Dio, sia di quel Battaglione di Carabinieri, che, divampando anche in Africa Orientale l’ultima guerra, fece tutto intero, nel predetto giorno, il supremo sacrificio della vita nella località di Culquaber”.

Nel 2015, nel Comune di Incisa Scapaccino (AT), che deve il suo nome al Carabiniere Giovanni Battista Scapaccino, primo militare dell’Armata a essere insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare nel 1834, è stato canonicamente eretto il Santuario Diocesano della Beata Vergine Maria Virgo Fidelis patrona dell’Arma dei Carabinieri presso la locale Chiesa di S. Giovanni Battista.

Ricorre, inoltre, la “Giornata dell’Orfano“, concreto momento di vicinanza alle famiglie dei Carabinieri scomparsi che l’Arma manifesta quotidianamente attraverso l’attività dell’Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri, meglio nota come O.N.A.O.M.A.C..

L’Opera dalla fondazione ad oggi ha assistito oltre 35.000 ragazzi, 15.000 dei quali in quei collegi che ormai non esistono più, poiché con il passare degli anni si è passati all’assistenza indiretta.

L’attività assistenziale che l’Opera realizza in favore degli orfani è resa possibile prevalentemente tramite contributi volontari mensili elargiti dai Carabinieri di ogni grado: l’assegnazione di borse di studio, premi di laurea o vacanze d’istruzione, sono testimonianza concreta del legame ideale che unisce l’Istituzione alle famiglie meno fortunate dei colleghi.

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