Igor Protti, via libera della Prefettura: autorizzata l’intitolazione
Firmato il provvedimento che autorizza, in deroga ai termini ordinari di legge, l'intitolazione a Igor Protti. Il Prefetto: “La sua eredità morale appartiene non solo a Livorno, ma all'intero Paese”
Con un provvedimento sottoscritto nella giornata di oggi, la Prefettura di Livorno ha autorizzato, in deroga ai termini ordinari previsti dalla normativa, l’intitolazione di una porzione di Piazzale Montello alla memoria di Igor Protti.
L’autorizzazione è arrivata al termine dell’istruttoria amministrativa condotta sulla documentazione trasmessa dal Comune di Livorno, dalla quale – si legge nella nota della Prefettura – “è emerso il profilo di una personalità che, oltre ad avere scritto pagine di assoluto prestigio nella storia dello sport italiano, ha saputo rappresentare, con il proprio comportamento e con il proprio esempio, valori autentici di lealtà, correttezza, umiltà, rispetto della persona e profondo senso di appartenenza alla comunità”.
La Prefettura sottolinea inoltre come “il prestigioso percorso sportivo di Igor Protti si sia accompagnato, nel corso degli anni, a un costante impegno umano e sociale, a uno straordinario legame con la città di Livorno e alla capacità di diventare un punto di riferimento per intere generazioni di cittadini e di sportivi, ben oltre i risultati conseguiti sui campi di calcio”.
Un passaggio particolarmente significativo del provvedimento è dedicato agli ultimi mesi della sua vita. Secondo la Prefettura, Protti ha offerto “un esempio di straordinaria dignità, coraggio e generosità”, scegliendo di condividere pubblicamente il proprio percorso di malattia e “trasformando una vicenda personale in un messaggio di speranza, di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e di vicinanza a quanti affrontano analoghe sofferenze”.
Sono stati proprio questi elementi, insieme al grande affetto manifestato dalla città, a consentire il riconoscimento delle particolari benemerenze richieste dalla legge. Come si legge nella delibera, “lo straordinario patrimonio di affetto e riconoscenza espresso dalla comunità livornese”, unito al ruolo ricoperto da Protti “quale simbolo di attaccamento alla città e ai suoi valori più autentici”, ha reso possibile il rilascio dell’autorizzazione in deroga.
La Prefettura rende inoltre noto che, nella giornata di oggi, 16 luglio, il Prefetto ha contattato il figlio di Igor Protti, Nicholas Flavio Protti, per esprimergli la propria vicinanza per la grave perdita e spiegargli le ragioni dell’iter amministrativo, precisando che questo è stato “reso necessario esclusivamente dall’applicazione della normativa vigente”.
Durante il colloquio è stato evidenziato come il procedimento sia stato seguito “con la massima attenzione e nel più breve tempo possibile”, arrivando a completare l’istruttoria e definire il provvedimento “in meno di ventiquattro ore dall’acquisizione della documentazione necessaria”, nella piena consapevolezza del valore simbolico che Igor Protti rappresenta per Livorno.
Il Prefetto ha infine voluto esprimere anche a titolo personale la propria riconoscenza nei confronti dell’ex capitano amaranto, sottolineando che il suo esempio “trascende ampiamente i confini della città e dello stesso mondo dello sport”. Nella nota viene ricordato come Protti abbia saputo incarnare “i valori più autentici dello sport e della vita: lealtà, correttezza, umiltà, rispetto degli altri, senso del dovere, amore per la propria comunità, coraggio e straordinaria dignità umana”.
La conclusione del provvedimento assume il valore di un vero e proprio tributo istituzionale: “L’esempio lasciato da Igor Protti costituisce un patrimonio morale che appartiene non soltanto a Livorno, ma all’intero Paese”. Un’eredità che, prosegue la Prefettura, “continuerà a indicare, in particolare alle giovani generazioni, la strada dei valori più alti dello sport, della responsabilità, del rispetto della persona e del servizio alla comunità”.
Con il provvedimento adottato oggi, conclude la Prefettura, viene reso omaggio “alla memoria di un uomo che, attraverso il suo talento sportivo, le sue straordinarie qualità umane e il profondo amore dimostrato verso la città di Livorno, ha lasciato un’eredità morale e civile destinata a rimanere patrimonio della comunità livornese e dell’intero Paese”.
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