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Il Capo della Polizia intitola la sede di v.le Boccaccio a Labate, eroe della Resistenza

Il Capo della Polizia Giannini ha scoperto la targa commemorativa accompagnato da Duccio Incagli, nipote di Vittorio Labate, al quale ha anche consegnato il decreto di intitolazione

Martedì 13 Luglio 2021 — 17:26

Si è svolta martedì 13 luglio a Livorno, alla presenza del Capo della Polizia, il prefetto Lamberto Giannini, la cerimonia di intitolazione della sede distaccata della questura di viale Boccaccio al sottotenente del Corpo della Guardie di Pubblica Sicurezza, Vittorio Labate (foto in pagina di Lorenzo Amore Bianco).

Nel 1944 nel capoluogo toscano le milizie germaniche intensificarono le azioni repressive: numerose retate e conseguenti eccidi. La situazione è catastrofica e molti si danno alla fuga. Il sottotenente Labate, da poco divenuto padre, comanda la tenenza agenti di polizia di Ardenza. Sente di dover far qualcosa per liberare l’Italia e decide di combattere il nazifascismo unendosi alle brigate partigiane. Verrà fatto prigioniero dopo un’aspra battaglia dal nemico tedesco insieme ai compagni con i quali viaggiava. Dopo due giorni di torture sarà fucilato. A distanza di qualche settimana la città di Livorno verrà liberata.

Il Capo della Polizia Giannini ha scoperto la targa commemorativa accompagnato da Duccio Incagli, nipote di Vittorio Labate, al quale ha anche consegnato il decreto di intitolazione. “Noi, noi tutti siamo il frutto del nostro passato e la famiglia della Polizia di Stato si è forgiata sull’esempio dei nostri caduti – ha sottolineato Giannini durante la cerimonia – Sono loro che ci hanno trasmesso il vero significato di spirito di servizio, di senso del dovere, di sacrificio e di umiltà. E la volontà di migliorarsi sempre e di migliorare la nostra Amministrazione è alimentata anche dal desiderio di dimostrare che i sacrifici di chi ci ha preceduto non sono stati vani”.
A ricordare il valoroso poliziotto c’erano anche il prefetto Paolo D’Attilio, il questore Roberto Massucci ed il sindaco Luca Salvetti.
La benedizione di monsignor Paolo Razzauti e l’esecuzione da parte del trombettiere della polizia del silenzio d’ordinanza hanno concluso la cerimonia.
Il sacrificio di quel valoroso poliziotto, morto a soli 25 anni, esempio di attaccamento al dovere e di amore per la Patria, grazie all’iniziativa di oggi, rimarrà vivo nei ricordi di tutti i livornesi, anche dei più giovani.

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