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Il cinema di Wim Wenders. Se ne parla in Villa Maria

Una riflessione filosofica sul film “Il cielo sopra Berlino”

Lunedì 17 Febbraio 2020 — 18:02

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Torna l’appuntamento a ingresso libero con il cinema e la filosofia: l’associazione Città Filosofica, con presidente Alessandro Rizzacasa propone infatti un nuovo incontro dedicato a Wim Wenders.
Martedì 18 e giovedì 20 febbraio alle 17 alla Biblioteca di Villa Maria (via Redi, 22 nella foto) si svolgeranno gli incontri dedicati a “Il viaggio e la città nel cinema di Wim Wenders”. L’iniziativa prevede una lezione tenuta da Paolo Lago sul film “Il cielo sopra Berlino” (il giorno 20) premiato al Festival di Cannes nel 1987 come migliore regia, preceduta il giorno 18 da una proiezione relativa alla lezione e introdotta da Giorgio Mannucci. L’idea che propone “Città filosofica” è sempre quella di attivare una riflessione critica partendo da fonti diverse. In questo caso dal cinema di Wim Wenders, seguendo il percorso che il regista ha tracciato nella sua filmografia passando attraverso le idee di “viaggio” e “città”. L’evento vede la compartecipazione del Comune di Livorno.

Paolo Lago, laureato in lettere classiche all’Università di Pisa, è dottore di ricerca in “Letterature Straniere e Scienze della Letteratura” presso l’Università di Verona e in “Scienze linguistiche, filologiche e letterarie” presso l’Università di Padova. Critico letterario e cinematografico, collabora con “Alias”, “Carmilla online”, “Il Pickwick”, “Il lavoro culturale”, “Yawp: giornale di letterature e filosofie”; è autore di numerosi saggi critici fra i quali ricordiamo “L’ombra corsara di Menippo. La linea culturale menippea, fra letteratura e cinema, da Pasolini a Arbasino e Fellini”, Le Monnier, 2007; “I personaggi classici secondo Metastasio”, Fiorini, 2010; “La nave, lo spazio e l’Altro”, Mimesis, 2016; “Il vampiro, il mostro, il folle. Tre incontri con l’Altro in Herzog, Lynch, Tarkovskij”, Clinamen, 2019. Ha pubblicato le raccolte di poesie “I pirati del sud”, Campanotto, 2018 e “La rosa di Pola”, Transeuropa, 2019. Attualmente insegna materie letterarie presso il liceo Federigo Enriques di Livorno.

Giorgio Mannucci si laurea in lettere (con indirizzo artistico) nel 1979. Giovanissimo tiene una docenza presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara sulla cattedra di Storia dell’Arte. Fa parte del team pedagogico che negli anni Settanta progettò e introdusse negli asili nido del Comune di Livorno la strutturazione degli spazi e delle attività secondo la scuola francese di Bernard Aucouturier. Prima di accedere alla scuola media in qualità di docente di lettere, dove si occupa di istruzione agli adulti, fa esperienza come maestro elementare. Per quanto riguarda il mondo della celluloide si è formato come operatore cinematografico presso l’università di Siena con Mario Argentieri, Gianni Rondolino, Lino Miccichè e Vito Zagarrio, per poi, lungo l’arco degli anni, avere esperienze in diversi contesti come il Consiglio Direttivo del Cinema D’Essai di Ardenza, come consigliere presso il Cinema ” Il Grattacielo” e come Operatore del Circuito Regionale Toscano del cinema. Dal 2019 è in pensione.

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