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Il direttore dell’ospedale: “Grazie a tutto il personale e a chi ci dimostra affetto”

I ringraziamenti di Luca Carneglia, direttore del presidio ospedaliero di Livorno, non solo per tutti gli operatori ma anche per chi ogni giorno è a fianco di chi combatte con piccoli grandi gesti di beneficenza e solidarietà

Venerdì 20 Marzo 2020 — 08:10

di Giacomo Niccolini

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Il consiglio: "State a casa. Per adesso l'unico modo per diminuire la pressione sul nostro ospedale è di non ammalarsi e questo è possibile solo non venendo in contatto con persone che siano già, magari inconsapevolmente, contagiate"

Luca Carneglia, direttore del presidio ospedaliero di Livorno, tramite QuiLivorno.it, ha voluto ringraziare chi, in questo periodo di emergenza, tutti i giorni è in prima linea con professionalità, sacrificio e senso del dovere. Ma anche chi, da fuori, non manca di far sentire il proprio affetto e contributo tramite le tante donazioni e le piccole grandi attenzioni rivolte agli operatori e ai reparti dell’ospedale. Il direttore poi analizza anche la situazione da un punto di vista di disponibilità di materiale di protezione individuale e non manca poi di dare un consiglio a tutti i livornesi: “State a casa più possibile per diminuire il rischio di contagio”.

In un momento così delicato per la sanità cittadina il più grande grazie va a tutti gli operatori, medici, infermieri, ostetriche, Oss e tutto il personale ospedaliero che ogni giorno si batte in prima linea contro il virus per far fronte all’emergenza. E’ cosi?
“In questi giorni il mondo della Sanità sta dimostrando, ancora una volta, il suo lato migliore: quello composto dai tanti operatori che con professionalità, sacrificio e senso del dovere stanno assolvendo agli impegni richiesti dal proprio lavoro spesso oltrepassandoli. Ad emergere sono non solo le grandi capacità, ma anche quella generosa disponibilità senza la quale anche la migliore organizzazione sarebbe vanificata. A tutti deve andare il ringraziamento, in primis, mio, ma anche di tutta la città. Stiamo davvero percependo l’abbraccio affettuoso della cittadinanza come dimostrano le piccole e grandi attenzioni rivolte ai nostri reparti: penso alle tante raccolte di donazioni in corso, ma anche ai singoli esercenti che mandano caffè, colazioni e pizze in regalo come testimonianza del loro apprezzamento”.

Com’è la situazione all’interno dei reparti più colpiti da questa emergenza? Pronto Soccorso, Rianimazione e Malattie Infettive stanno reggendo il colpo?
“La situazione è sicuramente impegnativa. Il sistema è stato in grado di riorganizzarsi in breve tempo e adattarsi ad una situazione straordinaria. Ad ora, pur nelle inevitabili difficoltà, il sistema sta reggendo. I reparti ospedalieri più coinvolti sono inevitabilmente il Pronto Soccorso, le Malattie Infettive e la Rianimazione, ma tutti gli anelli della catena sanitaria stanno rispondendo nel migliore dei modi: penso al servizio 118 che si occupa di intercettare e gestire le patologie e le tante paure diffuse, l’Igiene Pubblica che gestisce tutte le misure di sanità pubblica, ma anche ai medici di famiglia veri avamposti sul territorio in contatto costante con i nostri professionisti”.

Sappiamo purtroppo, anche a livello nazionale, della carenza di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, guanti, tute e occhiali di protezione; i cosiddetti DPI. A Livorno com’è lo stato dell’arte?
“Nel giro di poco più di mese l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale è letteralmente esploso in Italia e all’Estero, questo ha creato notevoli difficoltà di approvvigionamento. In ogni caso la tutela della salute dei lavoratori è un pensiero costante della Direzione, che in proposito riesce ancora a garantire, nonostante tutto, il rispetto delle raccomandazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità, della Regione Toscana e dell’Istituto Superiore di Sanità, tutte congruenti fra loro”.

I pazienti e le persone che vengono prese in cura in ospedale hanno recepito la gravità della situazione?
“Da parte nostra c’è un duplice sforzo: far capire la gravità della situazione, ma contemporaneamente non diffondere paura e insicurezza che possono alimentari delle psicosi dannose per tutti. Dopo un primo periodo in cui non tutti avevano colto il pericolo, adesso i cittadini hanno cominciato a capire e lo dimostra la grande collaborazione per dei piccoli, ma inevitabili disagi sofferti, come il rinvio di alcune prestazioni non urgenti o la forte limitazione negli accessi alla struttura ospedaliera. In questo chiedo a tutti ancora un poco di pazienza”.

Infine un consiglio che si sente di dare a tutti i livornesi in questo periodo?
“Il consiglio è quello ci sentiamo ripetere tutti i giorni da tutte le fonti possibili: restate a casa. Per adesso l’unico modo per diminuire la pressione sul nostro ospedale è di non ammalarsi e questo è possibile solo non venendo in contatto con persone che siano già, magari inconsapevolmente, contagiate. Con un piccolo sforzo eviterete di mettere voi, le vostre famiglie e il vostro ospedale in pericolo”.

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