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Il popolo dello skateboard: “Dateci il nostro skatepark, vi spieghiamo perché”

Parla Paolo Ciriello, insegnante di skateboard dell'associazione Kiss The Rail: "Abbiamo bisogno di uno spazio sicuro e certificato per fare questo sport. E' impensabile che una città come Livorno ne sia sprovvista"

Mercoledì 18 Novembre 2020 — 12:31

di Giacomo Niccolini

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La zona in cui dovrebbe essere costruito il parco dedicato agli amanti della "tavola a quattro ruote" è quella del Parco Lenci a Banditella a pochi passi dal mare

Una tavola che viaggia veloce e acrobatica su quattro ruote. Dietro questa immagine semplice, banale e per certi versi a volte ruvida si nasconde un mondo, una filosofia di vita fatta di stimoli a crescere, sfide a non mollare mai, aggregazione sociale, feeling con la natura, musica da ascoltare mentre si fa sport, design e gusto per la fotografia e l’immagine (foto in pagina gentilmente concesse da Paolo Ciriello). Dietro il mondo dello skateboard si nasconde un vero e proprio mood, un way of life che i nostri skaters locali interpretano al massimo ritrovandosi la dove la conformazione del territorio lo consente e più si avvicina al loro modo di concepire questo sport. Perché sport lo è a tutti gli effetti entrando di diritto tra le discipline olimpiche in quello che sarà, Covid permettendo, Tokyo 2021.
E in tutto questo, a Livorno, l’associazione che rappresenta questo popolo attualmente privo di una “Terra Promessa” è la “Kiss The Rail” (affiliata Acsi e afferente al Coni) capitanata tra i tanti da Paolo Ciriello, Davide Giuliani e Lorenzo Frati. “Siamo un gruppo di quarantenni che nel 2015 ha deciso di costituirsi in associazione – spiega Ciriello a QuiLivorno.it – per cercare di far contare il nostro peso e far ascoltare ancora di più le nostre esigenze. In questi cinque anni abbiamo tesserato in tutto 342 ragazzi. Dal 2016 poi sono anche uno degli istruttori della nostra scuola di skateboard cittadina. Ci ritroviamo la mattina del sabato al Parco Pertini dove facciamo allenamenti in quella fantastica pista di pattinaggio che però nel pomeriggio e in altri orari della settimana è giustamente presa d’assalto da i tanti ragazzi a cui non interessa questo sport e che vogliono trascorrere del tempo libero all’aria aperta. Quello che noi chiediamo da quando siamo nati praticamente è uno spazio a noi dedicato. Un vero e proprio skatepark che potrebbe richiamare in città centinaia di persone anche da fuori e creare così un indotto”.
E quale sarebbe la collocazione ideale? “La collocazione ideale sarebbe proprio vicino al mare – prosegue Ciriello – proprio per la natura dello skaters in se e per il fatto che Livorno si trasforma volentieri in LivornAngeles con un lungomare così. Lo skatepark, tra le altre cose è già stato appaltato e i fondi, circa 350mila euro, sono già stati stanziati. Ma nel corso degli anni sono sorti alcuni problemi. La passata amministrazione aveva trovato l’ubicazione alla Rotonda d’Ardenza ma, in seguito ai lavori per la ristrutturazione dei Tre Ponti in ordine di renderli sicuri in fatto di rischio idrogeologico in seguito all’alluvione, la collocazione è saltata. E’ stato quindi individuato un altro spazio che sarebbe perfetto ed è quello del Parco Lenci a pochi passi dalla Rotonda nella zona di Marilia. Quello che ci interessa è che venga realizzato il prima possibile perché chi ha vinto questo appalto – spiega Ciriello – nel frattempo si è portato avanti con altri lavori e lo skatepark di Livorno è finito in coda. Questo comporta dei problemi di sicurezza notevoli in quanto, non essendoci un luogo costruito ad arte e adibito per questo sport che ricordo è uno sport olimpico, chi lo pratica rischia di farlo non in sicurezza e quindi, tradotto in soldoni, rischia di farsi male ogni giorno. La collocazione più giusta sarebbe vicino al mare, qualcuno ha parlato anche della Ceschina all’ippodromo, a questo punto noi della Kiss The Rail diciamo che va bene ovunque basta avere uno spazio consono e adeguato ad un’esigenza sportiva e di salute psicofisica dei nostri, tanti ragazzi, che si divertono facendo tricks sulla tavola. Questo – chiosa Ciriello – porterebbe indotto, turismo e gente in città se considerate che spesso noi siamo costretti ad andare a Rosignano o a Lucca per avere uno skatepark con cui divertirci. E lo volete sapere il bello di questo sport? Che non c’è invidia. Che la competizione qui è solo stimolo. Quando vedi una persona che va meglio di te sullo skate godi. E cerchi in tutti i modi di imitarlo mettendoti costantemente alla prova. Non è meraviglioso?”.

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