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In centinaia per l’addio a “Fabino” sotto la “sua” Curva Nord

In circa cinquecento per dire "ciao" allo storico tifoso amaranto del gruppo Fedayn. Tra i tanti presenti anche il sindaco Luca Salvetti, Cristiano Lucarelli, Andrea Luci e Luca Mazzoni

Lunedì 20 Luglio 2020 — 18:12

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Fumogeni e cori al cielo per l'ultimo addio allo storico Fedayn stroncato da una malattia all'età di 46 anni. Momenti di commozione all'interno dello stadio Armando Picchi. Poi l'ultimo viaggio al cimitero dei Lupi

Erano centinaia, nonostante il caldo, nonostante l’assolato pomeriggio di un lunedì di luglio. Erano in centinaia per lui, Fabio Bettinetti, per tutti solo e soltanto “Fabino”, storico tifoso della Curva Nord amaranto del gruppo “Fedayn” (foto in pagina di Lorenzo Amore Bianco).
Un addio prematuro il suo, arrivato sabato 18 luglio all’età di 46 anni, dopo aver lottato come un leone con una malattia che alla fine non gli ha lasciato scampo. Questo lunedì 20 luglio l’abbraccio della sua gente, quella della curva, quella che con e per i colori amaranto ha sofferto e cantato sotto pioggia, sole e vento. Erano in tanti per dirgli anche un solo “ciao”, con gli occhi rossi e l’amaranto nel cuore.
All’interno dell’Armando Picchi anche il sindaco Luca Salvetti che è voluto essere lì, accanto al feretro, per un ultimo saluto da parte di tutta la città. Presente anche la società del Livorno Calcio con due suoi dirigenti e anche gli storici calciatori amaranto come il capitano Andrea Luci, l’ex portiere Luca Mazzoni, la bandiera Corrado Nastasio e il bomber Cristiano Lucarelli il quale, nelle scorse ore, gli ha anche tributato un commovente post sulla sua pagina Facebook: “Ciao Fabino, purtroppo oggi inizia la tua trasferta più lunga e il nostro dolore più grande, sei stato un esempio per tutti di cosa vuol dire essere ultras fino alla fine 24 ore su 24, ci mancherai! Ciao amico mio”.
L’insolita cerimonia è iniziata intorno alle 15 quando tanti, tantissimi tifosi e amici di “Fabino” si sono radunati sulla pista di atletica dello stadio Armando Picchi sotto alla Curva Nord. Dall’altra parte dello stadio, sotto la gradinata, è entrata la macchina con a bordo la bara di “Fabino” seguita dagli amici più stretti e i parenti. Il passaggio davanti alla Sud, poi il silenzio assordante in cui solo le lacrime fanno rumore rigando le guance.
“Fabino” arriva davanti alla tribuna e due ali di tifosi costruiscono in cielo un tunnel fatto di fumogeni e lamperogeni sotto al quale passa il feretro che arriva lentamente sotto alla “sua” Nord. Qui il muro del doloroso silenzio è rotto dai centinaia di cuori che battono all’unisono al ritmo dei cori che lo stesso Fabio cantava a squarciagola qualche anno fa su quei gradoni. La macchina si ferma, Fabio esce per l’ultima volta a salutare quello spicchio di paradiso fatto di cemento ed emozioni. Tutti intorno a lui ad abbracciarlo come quando segnava il Livorno e la Nord impazziva. Le lacrime vanno forte, non si fermano. La macchina invece riparte. La Curva la segue verso il cimitero dei Lupi. Tutti insieme, per l’ultima volta sulla terra ma per sempre nello spirito. Chissà se in cielo c’è una balaustra dalla quale sporgersi per gridare forte la passione amaranto. Se c’è, ne siamo sicuri, “Fabino” sarà già lì.

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