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Incendio in raffineria, sopralluogo di Arpat

Per quanto riguarda la valutazione ambientale le centraline non hanno evidenziato alcuna variazione rispetto ai dati medi registrati in questo periodo dell’anno. Distrutto il forno F2, l'unico impianto in quel momento in marcia

Venerdì 3 Dicembre 2021 — 17:39

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Dopo le prime verifiche sugli impatti ambientali effettuate dal personale di ARPAT per l’incendio avvenuto martedì 30 novembre all’interno della raffineria Eni di Stagno, l’agenzia ha fornito in un comunicato del 3 dicembre una breve ricostruzione e un aggiornamento con alcuni approfondimenti sulla qualità dell’aria rilevata dalla centraline e su altre verifiche che l’Agenzia sta svolgendo. Al momento dell’evento incidentale, come si legge nel comunicato, l’intera raffineria era in fermata per manutenzione programmata, come comunicato dalla società all’Agenzia il 16 novembre 2021, e l’unico impianto in marcia era l’impianto Hot Oil, mantenuto in esercizio per garantire il solo riscaldamento degli stoccaggi e la movimentazione dei prodotti petroliferi pesanti.
L’esplosione, che si è verificata intorno alle 14 di martedì 30 novembre all’interno della camera di combustione del forno F2 dell’impianto Hot Oil, ha determinato la fuoriuscita dall’impianto dell’olio caldo (Hot Oil) che ha immediatamente preso fuoco. L’effetto delle onde d’urto derivante dall’esplosione ha determinato un collasso strutturale della parte metallica relativa al forno F2 e l’incendio che ha coinvolto l’impianto Hot Oil ha quindi generato una densa nube di fumo nero. In seguito all’evento il forno F2 è risultato completamente distrutto così come tutte le tubazioni ad esso connesse poste nelle immediate vicinanze. La raffineria ha attivato il piano di emergenza interno dello stabilimento per fronteggiare con le proprie squadre l’incendio conseguente all’esplosione e sono stati attivati anche i vigili del fuoco che sono intervenuti con le proprie squadre. Come comunicato dalla Società, prosegue il comunicato, l’incendio è stato completamente spento alle 14,45 e l’emergenza è stata dichiarata conclusa alle 16,30. Tutto il personale di raffineria, compreso il personale delle ditte esterne, è stato fatto evacuare con verifica della presenza nei punti di raccolta. L’area del forno è stata sottoposta a sequestro penale a cura del personale dei vigili del fuoco e dei carabinieri del NOE di Grosseto.
Attività di ARPAT per la valutazione degli impatti ambientali
Come precisato nel comunicato stampa di martedì 30 novembre, il personale ARPAT di Livorno ha potuto accedere all’impianto intorno alle 15,20 quando l’incendio era già domato e sotto controllo ed una volta sul posto si è mantenuto in contatto con il personale degli altri Enti presente in raffineria e con i rappresentanti della società per le prime valutazioni sui possibili impatti ambientali legati all’evento, nonché sulla corretta attuazione delle operazioni di gestione dell’emergenza, di ripristino e messa in sicurezza dei luoghi. Per quanto riguarda l’impatto ambientale sulla matrice aria, si legge ancora nella nota stampa, il Centro Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria dell’Agenzia ha monitorato lo stato di qualità dell’aria rilevabile dalle centraline di QA della rete regionale più vicine alla raffineria, dall’inizio dell’evento, alle 14, fino al tardo pomeriggio, al termine dell’emergenza. Le centraline prese come riferimento sono Li-ENI-Stagno  e Li-La Pira che per l’andamento degli inquinanti gassosi, misurati come valori orari, non hanno evidenziato alcuna variazione rispetto ai dati medi registrati in questo periodo dell’anno. I dati delle polveri PM10 e PM2.5, essendo dati mediati sulle 24 ore, sono stati disponibili nella tarda mattina di mercoledì 1 dicembre, e anche in questo caso non si sono registrate alterazioni misurabili dei parametri in esame.
Parallelamente, il Settore specialistico regionale Modellistica previsionale di ARPAT ha verificato i dati anemologici rilevati dalle due stazioni meteorologiche locali, una ubicata presso il Porto Mediceo di Livorno, facente parte della Rete Mareografica Nazionale (gestita da ISPRA) e l’altra collocata presso l’Istituto Nautico di Livorno, gestita dal Consorzio LaMMA. La direzione di provenienza è risultata da Ovest Sud Ovest con una l’intensità tra 2 e 3 m/s presso la stazione ISPRA e tra 3 e 5 m/s presso la stazione LaMMA (differenza attribuibile alla diversa quota di monitoraggio delle due stazioni). Fermo restando che la breve durata dell’evento, le condizioni meteo locali e le alte temperature dei fumi che hanno favorito l’innalzamento degli stessi e la loro dispersione ci induce a ritenere che gli effetti della deposizione al suolo delle sostanze inquinanti siano piuttosto modesti, sono attualmente in corso da parte di Arpat ulteriori approfondimenti tecnici necessari per stimare i flussi di inquinanti emessi in atmosfera nelle varie fasi dell’evento incidentale quali esplosione del forno, incendio di prodotti sversati e contestuale emissione dalla ciminiera del forno. A tal fine personale Arpat ieri ha effettuato un ulteriore sopralluogo in Raffineria per l’acquisizione di dati utili allo scopo.
Per quanto riguarda le acque non ci sono stati impatti sull’ambiente esterno in quanto le acque di spegnimento dell’incendio sono regolarmente confluite all’interno del sistema fognario della raffineria e sono state avviate all’impianto di trattamento delle acque reflue (TAE). Nell’ulteriore sopralluogo gli operatori presenti hanno verificato  anche l’operatività di quest’ultimo impianto. La società ha provveduto ad inviare agli Enti preposti un’informativa relativamente all’evento come previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. Con tale comunicazione la società ha fornito informazioni preliminari, impegnandosi ad inviare ulteriori aggiornamenti in accordo alla suddetta normativa in relazione alle attività di ripristino dei luoghi e di identificazione delle cause dell’evento. Considerato che la Raffineria di Livorno è inoltre classificata come stabilimento a rischio di incidente rilevante ai sensi del D.lgs.105/2015 (normativa “Seveso”), anche il Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco effettuerà i necessari approfondimenti con la collaborazione degli Enti che ne fanno parte, tra cui ARPAT. Durante il sopralluogo del 2 dicembre sono state inoltre richieste informazioni in merito alla gestione dei rifiuti prodotti a seguito dell’incendio nonché sulle azioni poste in essere dalla Società per sopperire al fuori esercizio dell’impianto Hot Oil, necessario per il riscaldamento dei serbatoi e delle tubazioni dei prodotti petroliferi pesanti.

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