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Incontro europeo a Livorno per confrontarsi su carcere e lavoro

Giovedì 26 Maggio 2022 — 15:27

Dal progetto Self design ai progetti di Livorno per le persone detenute

Nella sede del Palio Marinaro si è tenuta la conferenza stampa che ha ospitato 22 delegati del progetto europeo Self Design provenienti da 4 paesi europei. La presentazione del progetto Self Design, proposto dal partner francese ISC (Institut Saumurois de la Communication) e coordinato in italia da Linc (acronimo di Lavorare Insieme Nella Comunità), è stata l’occasione per un confronto che ha messo attorno al tavolo istituzioni e associazioni che si occupano di esecuzione penale. Per l’amministrazione comunale ha salutato gli ospiti europei l’assessore Andrea Raspanti. L’assessore ha ribadito l’importanza di percorsi come quello presentato per sostenere l’impegno profuso dalla città di Livorno e questa amministrazione sui temi dell’integrazione sociale e del benessere della comunità. Maurizio Quercioli, presidente del comitato organizzatore Palio Marinaro, che da tempo si spende in progetti di inclusione sociale, ha ringraziato gli ospiti ricordando come “Livorno sia una città nata sull’inclusione e quindi votata alla costruzione di nuove opportunità. Uno spirito che proviamo a portare avanti anche con le iniziative del nostro comitato”. Il progetto è stato uno spunto per allargare la collaborazione tra chi opera a Livorno e altre organizzazioni europee analoghe: “Con Linc da anni ci spendiamo nella progettazione e realizzazione di interventi di comunità ed il lavoro con le carceri rientra pienamente nella nostra mission. Costruire opportunità per le persone detenute, per i giovani, per i quartieri di periferia, o per le scuole ha per noi la stessa importanza: sono tutti pezzi inscindibili che una comunità deve curare per potersi dire in salute.” dichiara Guido Ricci, psicologo di comunità e referente livornese di Linc.

Dopo la presentazione degli obiettivi e delle attività del progetto europeo è intervenuta Cristina Necchi, direttrice di UEPE Livorno, che ha sottolineato l’importanza che l’integrazione tra comunità e istituzioni ha per tutti i percorsi rivolti alle persone che stanno scontando una pena. Hanno chiuso la giornata gli interventi di Marco Solimano, garante delle persone private della libertà per il comune di Livorno, e il direttore Carlo Mazzerbo che in questi giorni hanno accompagnato gli ospiti europei nelle visite presso la Casa di reclusione “Le Sughere” e la sezione di Gorgona. Per Solimano “progetti come questo sono importanti per costruire percorsi che siano in grado di riempire in senso positivo il tempo della pena, per essere già pronti nel momento dell’incontro con il territorio. Un lavoro che facciamo tutti i giorni con fatica e che ci ha portato a siglare un’importante patto di collaborazione tra carcere, amministrazione, garante ed alcune realtà produttive livornesi per garantire un percorso di formazione permanente in carcere”. Il direttore Mazzerbo ha concluso sottolineando “quanto sia centrale per la casa di reclusione un costante rapporto con “il fuori”. Bisogna aprire il carcere alle energie che possono arrivare dal mondo esterno: associazioni, cooperative, mondo produttivo, tutto ciò che può riempire e dar senso al tempo della reclusione. E nello stesso tempo è importante che il dentro dialoghi con l’esterno, attraverso percorsi di volontariato, inserimento lavorativo, opportunità formative”. Il progetto Self design si dà quindi appuntamento all’autunno con nuovi incontri e una collaborazione ancora più stretta con Uepe, Casa di Reclusione e Amministrazione comunale.

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