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Interporto Vespucci, anche il bilancio 2019 si chiude con un risultato positivo

Il Pre-consuntivo 2019 conferma il trend positivo intrapreso dalla Società e si chiude con un utile effettivo di €. 55 k

Lunedì 4 Maggio 2020 — 08:25

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Confermati i risultati di una gestione attenta al contenimento dei costi e al contempo proiettata a disegnare il futuro della struttura e a proseguire nel mantenimento degli attuali livelli di qualità raggiunti

Il Cda della Società Interporto nel corso della seduta del 29 aprile ha esaminato ed approvato il Pre-consuntivo 2019 che conferma anche per questo esercizio il trend positivo intrapreso dalla Società e si chiude con un utile effettivo di €. 55 k. Si confermano pertanto  i risultati di una gestione attenta al contenimento dei costi, ma al contempo proiettata a disegnare il futuro della struttura ed a proseguire nel mantenimento degli attuali livelli di qualità raggiunti. Il bilancio 2019 registra una importante conferma sul fronte dei ricavi, un riduzione dei costi pari al  (-7,9%) e la continua e progressiva riduzione dell’indebitamento per ca. €. 3 mil. Il 2019 si è confermato un anno importante per la Società Interporto, che ha visto l’adozione di un nuovo Piano Industriale, nel quale, accanto alla conferma del processo di risanamento con l’azzeramento del debito, sono presenti oltre 12 milioni di nuovi investimenti che vanno nella direzione del potenziamento della struttura. Ampliamento del Terminal ferroviario, un nuovo impianto per merci surgelate (i cui lavori sono in fase avanzata), il Truck Village a Servizio delle Autostrade del mare ed investimenti sull’energia rappresentano infatti i grandi obbiettivi strategici della Società  e certificano la conferma del ruolo centrale che il Vespucci ha oramai assunto nel sistema logistico e portuale livornese; ruolo di centralità ampiamente ricosciuto dagli accordi infrastrutturali recentemente assunti da Regione Toscana, AdSP, RFI e MIT. Infine si registrano importanti avanzamenti nell’iter per l’asseverazione del Piano, la conferma da parte del sistema bancario, la dismissione degli assets non strategici ed il processo per l’aumento del capitale da parte dell’AdSP.

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