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Intitolato a Gino Calderini il parco RSA Coteto

Salvetti: "Era giusto che la città trovasse un luogo per ricordare Gino Calderini"

Mercoledì 6 Aprile 2022 — 18:20

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A dieci anni dalla scomparsa è stato intitolato a Gino Calderini (Livorno, 9 febbraio 1948 – 6 aprile 2012), atleta, dirigente, simbolo e protagonista per anni dello sport livornese, il parco RSA Coteto, in via Piemonte 52/A. L’Amministrazione Comunale ha deciso di ricordarlo Gino Calderini affinché il suo nome rimanga nella memoria di tutti, non a caso con un parco, un luogo all’aria aperta dove si può passeggiare, giocare e fare attività sportiva. La cerimonia si è svolta stamani alla presenza del sindaco Luca Salvetti, del questore Roberto Massucci, di Giovanni Giannone delegato provinciale CONI, del presidente regionale Coni Simone Cardullo, del vescovo vicario don Paolo Razzauti, delle istituzioni sportive cittadine e regionali, della presidente della Coppa Barontini Monica Bellandi, oltre ai familiari ed amici e sportivi che hanno conosciuto Gino Calderini e hanno collaborato con lui. presenti anche numerosi ospiti della RSA.

“Era giusto – ha esordito il sindaco Luca Salvetti – che la città trovasse un luogo per ricordare Gino Calderini. Un livornese che, sempre con gentilezza e squisitezza ha dato l’anima per lo sport livornese e per il sociale, ma soprattutto ha cementato la comunità, ha fatto stare bene le persone e le ha fatte stare insieme. Ritengo che questo parco sia un luogo giusto per ricordarlo, è vicino alla sede del Coni,dove stanno i giovani,frequentato da sportivi. Questa intitolazione rientra pienamente in quello che è il nostro cammino di ricordo e valorizzazione delle personalità di coloro che in vario modo hanno dato tanto alla città di Livorno, penso a Mascagni e Modigliani, e a chi più di recente, come Calderini, è stato importante per la vita della nostra comunità”.

“Gino Calderini – ha detto il garante delle persone con disabilità del Comune di Livorno Valerio Vergili – per me è stato un mentore, perchè quando ho iniziato a fare il mio tirocinio di psicologia dello sport l’ho fatto al Coni. E’ stato una figura molto importante per Livorno e l’iniziativa di intitolargli un parco pubblico è fondamentale per ricordare una persona emerita. Per me è una grande emozione”.

Gino Calderini era “figlio d’arte”, il padre Francesco era stato uno dei padri dell’atletica labronica e negli anni ’50 aveva fondato l’Atletica Livorno. In giovane età Calderini era stato un buon calciatore, ma si è distinto soprattutto come organizzatore. Per dieci anni (1983-1992) è stato presidente provinciale della Uisp, e vice presidente il suo caro amico Mario Tinghi, per otto (1990-1998) vice-presidente regionale per poi passare nei primi anni del 2000 alla direzione del Coni provinciale per due legislature. Gino Calderini insieme ad altri livornesi si è adoperato per la rinascita della Coppa Barontini e dal 1992 al 2002 diventa presidente del Comitato di gara, rimanendone vice-presidente fino alla fine della sua vita. Il lavoro di Gino Calderini nei confronti dello sport livornese è stato determinante per la rinascita dello sport cittadino e per il legame con le istituzioni della città.

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