Cerca nel quotidiano:


Ecco il tortello d’oro:
23 carati da mangiare

"Questa creazione ha l'obiettivo di mettere Livorno in risalto anche all'estero - spiega Valerio Chiesa - Ci ho messo l'anima nel realizzarlo e nonostante le difficoltà incontrate posso dire di avercela fatta".

Martedì 29 Novembre 2016 — 00:57

Mediagallery

di Jessica Bueno

Valerio Chiesa è un maestro pastaio che con grande passione e dedizione lavora da anni al pastificio di famiglia all’interno del Mercato Centrale, operativo da 47 anni.
In occasione di questa ricorrenza, ha deciso di presentare il suo “Girasole”, anche chiamato “The King Gold”. Si tratta di un tortello con un impasto di farina di semola di grano duro, Manitoba, uova, zafferano abruzzese ed un ingrediente del tutto innovativo: oro commestibile a 23 carati. Questa particolarità apporta al tortello una particolare lucentezza che viene mantenuta inalterata anche dopo la cottura. La ricetta è stata creata dopo un anno di studio e approfondimenti. Lo chef Gualtiero Marchesi è stato uno dei punti di riferimento per Valerio, con le sue decorazioni a base di oro realizzate in svariati tipi di pietanze, dai risotti ai dessert. “Il cibo ormai si muove verso il lusso – afferma il maestro pastaio – Ho effettuato molte ricerche per capire se esisteva nel mondo una pasta laminata in oro e mi sono accorto che non era mai stata realizzata, era una tipologia inesistente. Questa creazione contiene tutta l’emozione che ho messo nel farla ed è un modo per rilanciare il Mercato in tutta la sua bellezza”.
chiesa1Il “girasoli” saranno disponibili in commercio a partire da metà febbraio e verranno realizzate delle apposite scatole per contenerli. Il ripieno sarà personalizzabile, in base alle esigenze del cliente. Già da gennaio cominceranno invece le sue presentazioni in alcuni ristoranti esclusivi italiani e all’estero: le tappe di questo viaggio includeranno anche Dubai e il Principato di Monaco.

“Questa creazione ha l’obiettivo di mettere Livorno in risalto anche all’estero – continua Valerio Chiesa – Ci ho messo l’anima nel realizzarlo e nonostante le difficoltà incontrate posso dire di avercela fatta”.
Conclude la presentazione il nutrizionista milanese Luca di Tolla: “L’oro contenuto nell’impasto è assolutamente commestibile e possiamo assumerlo senza alcun problema. Siamo in presenza di un prodotto atipico ma totalmente valido.  Le proprietà dell’oro sono da sempre sfruttate per combattere gli stati depressivi e per l’effetto di catalizzatore biologico: qui possiamo goderne grazie alla presenza di micronanoparticelle all’interno dell’impasto”.
Era presente anche la proprietaria del ristorante più esclusivo di Milano “I parioli” Francesca Leggieri, da Roma l’Onorevole Antonio Paris e l’Astrologa “dei vip”, Terry Alaimo. 

Riproduzione riservata ©

20 commenti

 
  1. # Tonio Cartonio

    Spendere fior di vaini per mangiare i tortellini placcati d’oro 23 carati è deplorevole, un insulto alla dignità e all’intelligenza umana, altro che lusso!. È proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

  2. # Adriano

    Crea emozione?
    Si probabilmente a chi prende la pensione minima e deve camparci tutto il mese e anche un semplice tortello sarebbe un lusso

  3. # Mario

    il prezzo di 250 euro cadauno è reale?

  4. # stefano

    Per mangiarne una porzione ci vorrà un mutuo!!!

  5. # France

    Se c’è gente talmente annoiata dalla vita è dai troppi soldi da ritenere “cool” i tortelli d’oro fanno bene i nostri amici livornesi a strizzargli un po’ i portafogli.

    1. # salvatore favati

      In ogni manifestazione un artista, in qualsiasi campo, alimentazione e lusso compresi, può pretendere di farsi pagare il prezzo dell’impegno e del tempo che ha impiegato per realizzare una propria creatura. In fondo Picasso sporcava tele, Utrillo era un povero idiota avvinazzato, Mark Jacobs un mezzo tossico, Peggy Guggenheim una depravatella americanazza che sculettava per Parigi collezionando tele scommettendo sul valore che avrebbero acquisito dopo dieci anni, Amedeo Modigliani un alcoolizzato che rappresentava gente con il collo lungo e la testona, e per restare in casa nostra Peruzzi rappresentava donne verdi-giallo-blu rifiutandosi di vederle rosee… se quel tortello vale una fortuna ci sarà un motivo che prima o poi chi lo mangerà potrà scoprire, e tanti auguri all’artista.

      …e, per inciso, ognuno è libero di comprarlo o no, non è una tassa imposta…

      1. # ALF

        Se vuoi all’elenco degli aventi problemi possiamo aggiungere: Ligabue, Van Gogh, Louis, Munch, Grebing, Corbaz, Wain ecc. ecc. Questi artisti con i loro pregi ed i loro limiti mentali, sono riusciti a creare l’arte. Sono d’accordo sul fatto che chi vuol comprare ed assaggiare i tortelli all’oro è libero di farlo. Ma a me questa non sembra arte. Mi sembra soltanto, in questo periodo, uno schiaffo ai problemi delle persone.

  6. # argent fait tout

    Vergogna la gente muore di fame. Mangiare l’oro? Infamia.

  7. # Franz

    E’ proprio il tempo giusto. La vecchietta che va a frugare nella spazzatura ve ne sarà grata.

  8. # beppe

    È la dimostrazione del mio pensiero: la crisi non ha fatto sparire i soldi, li ha solo messi nelle tasche sbagliate.

  9. # ALF

    Voglio provare. Magari ci grattugio la fede

  10. # ema

    Ora tutti nelle fogne coi retini,alla ricerca della deiezione d’oro

  11. # Libero

    Andatelo a spiegare a chi, ogni giorno, va alla Caritas ad elemosinare un piatto di bombolotti per poter cercare di sopravvivere!!!

  12. # liuk

    ma come vi piace dare aria alla bocca,,,,, poi tutto con l’ultimo smartphone in tasca, 2 vacanze l’anno, tutti firmati da testa a piedi, l’ultimo suvve sotto il sedere….e poi tutti a mangiare al ristorante! ehhhh? Invece centinaio di euro per il concerto di Adele o dei Coldplay sì! Vero? Quello non è uno schiaffo alla miseria vero?
    E poi non c’avete mille in tasca…

    un plauso invece a chi nella vita rincorre una passione e ne riesce a trarre i frutti dopo anni di sacrifici e sudore.

  13. # Libero

    Andatelo a spiegare a chi, ogni giorno, va alla Caritas ad elemosinare un piatto di bombolotti per poter cercare di sopravvivere!!!

  14. # lev

    “Il cibo ormai si muove verso il lusso….” questa frase basta e avanza….

  15. # Mauro 67

    Io certi discorsi mica li capisco. Si grida alla vergogna e allo scandalo per cosa? Perchè un raviolo costa diverse carte da 100? Mica dobbiamo comprarlo noi. E’ destinato ad un mercato del lusso che solo pochi si possono permettere,gente che paga più di cento euro per bere una bottiglia d’acqua della Groenlandia,5-10.000 mila euro per dormire una notte in una stanza d’albergo,e così via. Fa bene il buon Chiesa a cercare di entrare nelle grazie di questi spendaccioni,un po’ per soddisfazione personale,per ambizione e uno po’ per scucirgli un bel gruzzoletto. Potessi lo farei anch’io.

  16. # Gilberto Gibi

    E’ una vergogna ed un insulto alla povertà anche il solo pubblicizzare una simile notizia !!! E poi perché non avete scritto che il ripieno è a base di FOIE GRAS la cui produzione è vietata in italia dal 2007 per VIOLENZA SUGLI ANIMALI ???

  17. # salvatore favati

    …paese di ciechi.-

    Se il buon Chiesa decide di strappare fogli da mille dalle tasche di chi non aspetta altro che lo faccia, noi godremo delle tasse che pagherà; un bicchiere di Sassicaia d’annata mica costa meno, ma nessuno si dispera se vien pagata una bottiglia 550 euro in una enoteca, o in un ristorante. Un filetto di pesce pregiato consumato un ristorante TOP non costa meno, ma nessuno si dispera per questo…però l’invidia ne ammazza più dell’Daesch, e fa fare a persone varie discorsi da pontefici del ”politically correct”, malattia questa che sta rovinando l’Italia da troppo tempo, permettendo a chi senz’arte né parte vuole indicarci cosa è ”giusto e opportuno” e cosa no. Francamente tenderei a fregarmene….

    IO non comprerò quei tortelli ( ho un diverso e profondo rispetto per i soldi, e cerco di farne un uso più proficuo ) ma questa è una decisione mia, non cerco di fare proseliti né di far nascere un movimento del bon ton alimentare…

  18. # MIKI

    Secondo me dire “oggi il cibo si muove verso il lusso” e poi ridurre tutto ad usare l’oro come ingrediente per esaltare la pasta alimento pregiato della nostra tradizione da centinaia di anni, e’ solo il modo per giustificare una trovata pubblicitaria in vista del Natale…io preferirei in un alimento trovare qualità, valorizzazione del territorio e della biodiversità italiana, tracciabilita’ e sicurezza alimentare.
    Una domanda alla giornalista: e’ proprio sicura che il ristorante citato sia il più esclusivo di Milano?????