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La Guardia Costiera spegne 30 candeline

Emozionanti filmati e la voce commossa dei protagonisti hanno raccontato i trent’anni di vita della Guardia Costiera

venerdì 19 Luglio 2019 12:06

Nella suggestiva cornice della Fortezza Vecchia  si è tenuta una giornata celebrativa in occasione del 154° anniversario della fondazione del Corpo delle Capitanerie di porto. Emozionanti filmati e la voce commossa dei protagonisti hanno raccontato i trent’anni di vita della Guardia Costiera.
L’obiettivo è stato quello di ripercorrere questo trentennio con storie, immagini ed emozioni – come recitava il titolo – che rievocassero gli eventi più rilevanti che hanno visto impegnata in mare, cielo e terra la componente tecnico-operativa del Corpo dal 1989 ai giorni nostri.
Estremamente significativa la partecipazione all’evento che ha visto la presenza delle massime Autorità civili e militari di Livorno, e la numerosa rappresentanza di uomini e donne della Guardia costiera dell’intera Regione, anche non più in servizio.

A fare gli onori di casa il Contrammiraglio Giuseppe Tarzia, direttore marittimo della Toscana, accompagnato, nelle vesti di moderatore, da Antonio Fulvi, direttore del periodico la Gazzetta Marittima.

Ha tenuto a portare il proprio saluto istituzionale Luca Salvetti, sindaco di Livorno, che nel ricordare il suo passato di militare in servizio presso la Capitaneria di porto, ne ha elogiato la strategica importanza nello scenario marittimo nazionale ed europeo. Anche il prefetto di Livorno, Gianfranco Tomao, ha voluto esternare il suo pensiero, sottolineando come l’equilibrata coniugazione di storia, cultura, tradizioni, professionalità e dedizione consentano di rivestire al Corpo delle capitanerie di porto un ruolo di primissimo piano nell’educazione e prevenzione della legalità, opera in cui ha il merito di riuscire ad avvicinare le Istituzioni alla gente.

L’apertura dei lavori è stata affidata alla proiezione di un videomessaggio che il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, A.I.C. Giovanni Pettorino ha tenuto a far pervenire per porgere i suoi auguri per la sentita ricorrenza a tutto il personale della Toscana ed a tutti gli ospiti.

A seguire, ha preso la parola l’Ammiraglio Tarzia che ha brevemente illustrato il programma dei lavori. Nel suo discorso non è mancato il riferimento, commosso, ai colleghi deceduti in servizio, idealmente rappresentati per l’occasione di Maria Gloria Giani, moglie del compianto Ammiraglio Pollastrini, Comandante generale del Corpo dal 2007 al 2010, da Mario Parmeggiani, padre del pilota del Koala 9-07 precipitato il 17 ottobre del 2001 in una zona impervia del Parco dell’Uccellina, nel grossetano, dove ieri è stata deposta una corona per onorare i caduti, e dalla famiglia di Pier Francesco Dalle Luche, Comandante dell’Ufficio Circondariale marittimo di Porto Santo Stefano coinvolto in un tragico incidente lo scorso 2 marzo.

Antonio Fulvi, che non ha mancato di riportare simpatici aneddoti per stemperare la palpabile emozione dei presenti, ha poi cadenzato lo scorrere delle immagini e delle testimonianze di coloro i quali avevano avuto l’opportunità di vivere in prima persona le varie esperienze narrate, partendo da un breve video che, sulle note di “Angeli del mare” (l’inno della Guardia costiera), ha presentato il Corpo “tra passato e presente”.

Sono poi scorse varie immagini che hanno ricordato la prima pionieristica missione all’estero della Guardia costiera, nel 1991, in Albania, commentate, con un velo di nostalgia, dal Capitano di Fregata Giuseppe Monticelli il quale, avendola vissuta in prima persona, ha raccontato le tante difficoltà ma la grande passione che animava quegli uomini nel voler portare a termine e nel miglior modo possibile la loro missione.

E’ stata poi la volta della storia di uno scampato naufragio. La motonave Rhodanus, il cui ufficiale di guardia in plancia si era addormentato, stava inesorabilmente per andare a schiantarsi alle Bocche di Bonifacio. Gli evoluti sistemi di monitoraggio del traffico marittimo e le varie strumentazioni d’avanguardia in uso alla Guardia Costiera lo hanno scongiurato. Due giovani ufficiali il Tenente di Vascello Ivan Bruno ed il Tenente di Vascello Marco Gonnelli ne hanno descritto sviluppo, pregi e modalità pratiche di impiego.

Davvero pieni d’azione e adrenalina i filmati seguenti che hanno mostrato i soccorsi dall’alto, quelli effettuati con mezzi aerei in condizioni ambientali di estrema difficoltà, come il noto caso del Norman Atlantic, la nave in fiamme partita dalla Grecia e diretta ad Ancona. Al riguardo l’Ammiraglio Lazzari, che tra i propri incarichi ha ricoperto quello di Capo Ufficio mezzi aerei del Comando Generale, ha ripercorso le varie fasi che hanno caratterizzato la costituzione della componente aerea del Corpo che oggi può vantare un apparato altamente performante.

Si è arrivati all’evento che più da vicino ha coinvolto mari, coste e l’animo stesso della Toscana: il naufragio della Costa Concordia. Molto coinvolgente rivedere quelle immagini scolpite nella mente di ognuno. Immagini che sono state fatte rivivere dal racconto di chi quella notte era impegnato nei soccorsi. Il Capitano di Vascello Massimo Tomei, della sala operativa della Guardia Costiera di Livorno che coordinò le complesse operazioni di soccorso, il Sottocapo di 1^ Cl Scelto Marco Restivo, aerosoccorritore che per primo si calò sulla nave ormai inclinata per facilitare e velocizzare l’evacuazione dei passeggeri, ed il Comandante Enrico Mucci della società Fratelli Neri, i rimorchiatori che si adoperarono durante e dopo l’evento per assicurare la logistica delle operazioni e il supporto alle attività antinquinamento e di rimozione del relitto.

Il filmato che è seguito, dedicato alla tutela dell’ambiente marino, altra mission della Guardia Costiera, è culminato in un toccante ricordo del Comandante Natale De Grazia, ufficiale morto durante il servizio mentre indagava su una complessa attività di traffici illeciti di rifiuti tossici nel Mediterraneo. A tracciarne i tratti distintivi ed esaltarne la memoria è stato un relatore di assoluta levatura, l’Ammiraglio Ispettore Capo Luciano Dassatti, Comandante generale del Corpo dal 2004 al 2007. Dense di significato le sue parole, rotte da una commozione che ha inevitabilmente coinvolto tutta la platea, soprattutto quando ha dato lettura della motivazione della concessione della Medaglia d’oro al Merito di Marina che, alla memoria, è stata concessa al Comandante De Grazia.

La giornata si è conclusa con un breve video sulle gesta eroiche che, negli anni, sono state ritenute meritevoli di concessione di medaglia d’oro al personale della Guardia Costiera e che culminava con una frase che ci piace riportare perché rappresenta la sintesi più autentica dell’animo della Guardia Costiera: “Quello che siamo lo dobbiamo al sacrificio e alla dedizione di chi ha operato nel passato. Quello che siamo lo dobbiamo agli uomini e alle donne che oggi operano con lo stesso impegno, la stessa passione. Quello che siamo ci permette di guardare al futuro certi di quello che saremo.”

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