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La lettera di Christian: “Amate il più possibile. La vita non può essere mangiata dall’odio”

Le parole del giovane di 22 anni che ha perso le gambe in un incidente: "Secondo i medici io sono un miracolo vivente. Avrò perso qualcosa fuori, ma ho preso tanto dentro"

Lunedì 24 Maggio 2021 — 08:51

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"Imparate ad apprezzare qualsiasi cosa la vita vi ponga davanti, dal più particolare al più banale dei gesti. Un fiore bellissimo, un tramonto, un abbraccio, il sorriso di un bambino. Imparate ad amare signori e signore"

Christian Volpi (nella foto pubblicata sul suo profilo Instagram), il giovane di 22 anni che ha perso le gambe in seguito ad un incidente stradale in via del Levante qualche giorno fa, continua a stupire e a sorprendere per la sua grande forza d’animo. E lo fa ancora una volta utilizzando i social. Questa volta con una lettera aperta sul suo profilo Facebook che pubblichiamo qua sotto integralmente. Ancora una volta un esempio per tutti che speriamo possa arrivare il più lontano possibile. Grazie Christian.

“Spero per una volta di fare un buon utilizzo dei social media, per raccontarvi in parte quel che è la mia storia di queste ultime due settimane. Parliamoci chiaro, sono un miracolo vivente, senza gambe, ma vivente anche se non è questo il punto. Sono sempre stato un ragazzo sorridente, sempre pieno di energie, che ha sempre cercato di farsi in quattro per gli altri e questo non lo dico io, ma chi mi conosce, forse è per questo che la campagna di raccolta fondi per me è salita così vertiginosamente, ma continua a non essere questo il punto. Secondo i medici io sono un miracolo vivente, chiunque quel giorno mi ha soccorso mi aveva dato per spacciato, eppure eccomi qui a scrivere queste due o tre cazzatelle su Facebook. Quel giorno la morte è venuta da me, e forse, con lo stesso modo in cui sorrido a tutti, ho sorriso anche a lei, lasciandola tanto impressionata da darmi una seconda possibilità. Ma perché avrebbe dovuto mi dico io… Boh… Sarà… Però una cosa è certa, sono poche le persone che hanno la possibilità di nascere due volte ed io sono tra queste, quindi cercherò di sfruttare questa seconda occasione al massimo, partendo da qui. Il giorno successivo all’incidente, al mio risveglio, ho scoperto il danno che avevo avuto e non vi nego che è stato un forte trauma. Una sensazione di dolore, di dispiacere e di frustrazione hanno offuscato la mia mente, in preda a così tanti sentimenti negativi che non vi dico nemmeno, perché solo le persone che ci sono passate lo possono provare, soprattutto così giovani come me. Ma poi, dopo poco dal mio risveglio, ho rivisto mio padre e mio fratello, e il mio cervello si è rasserenato, come quando dopo un grande e forte temporale c’è il sole. Mi sono sentito pieno di amore, ce n’era così tanto che lo sentivo emanare da quelle tre tende che facevano da muro. Mi sono subito calmato, e ho piano piano realizzato cosa fosse davvero importante. Quel giorno ho imparato veramente ad amare, quel giorno ho smesso di essere arrabbiato, eppure ho perso le gambe. Si è vero, ho perso le gambe, ma non il cuore. Quindi vorrei cominciare a sfruttare questa seconda vita da qui, dicendovi solo una parola: amate. Amate il più possibile, perché la vita è troppo breve per essere mangiata dall’odio, dall’avidità, da tutti quei pensieri negativi che ognuno si porta sempre dietro come un grosso macigno che pesa sulla schiena. Liberatevene, perché non serve a niente, vi farà solo stare male e stancare senza motivo. Imparate ad apprezzare qualsiasi cosa la vita vi ponga davanti, dal più particolare al più banale dei gesti. Un fiore bellissimo, un tramonto, un abbraccio, il sorriso di un bambino. Imparate ad amare signori e signore, perché questo mondo ha bisogno di amore più che mai oggi. Non voglio che sia io a dirvi cosa fare, sono solo un ragazzo di 22 anni che ha deciso di sfruttare il suo “piccolo incidente di percorso” che mi rende visibile sui social per cercare di mandare un messaggio, un messaggio che reputo importante. Da dopo l’incidente non mi sento un disabile, non mi sento un menomato, non mi sento niente di tutto ciò. Avrò perso qualcosa fuori, ma ho preso tanto dentro. Un piccolo sacrificio da pagare per capire quanto sia importante la vita, e quanto questa non debba essere sprecata. Spero che questo messaggio arrivi più lontano che mai… E non parlo di lontananza fisica, ma che faccia breccia dentro chiunque lo legga, perché è questo il mio obbiettivo. Detto questo, auguro a tutti una buona serata. Che la vita vi sorrida sempre, e se non lo farà lei, potrete sempre contare su di me.
Ps: nei seguenti giorni all’incidente è capitato più e più volte di piangere, ma dalla felicità. Vi voglio bene”.

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