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La Misericordia di Montenero al confine ucraino per salvare Marina e i suoi due figli

Anche la Misericordia di Montenero non è rimasta impassibile davanti alla richiesta di aiuto che proviene dalle zone di guerra. E così con i suoi volontari è arrivata fino al confine ucraino per una missione davvero speciale

Lunedì 14 Marzo 2022 — 08:14

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Anche la Misericordia di Montenero non è rimasta impassibile davanti alla richiesta di aiuto che proviene dall’Ucraina e dalle zone di guerra. E così con i suoi volontari è arrivata fino al confine ucraino per una missione davvero speciale.
“Tutto è iniziato quando siamo stati contattati da una famiglia montenerese chiedendoci di aiutarli a trovare una soluzione per far venire Marina, ragazza che vive a Kiev – spiegano dalla Confraternita – e i suoi due figli in Italia. Anni fa erano molto attivi i progetti di ospitalità dei bambini ucraini nelle famiglie monteneresi e Marina veniva appunto ospitata all’età di 10 anni a Montenero da questa famiglia. Poi Marina si è sposata, ha avuto due figli e i contatti con la famiglia di Montenero non sono mai stati interrotti. Finché la richiesta di aiuto, purtroppo in seguito alla guerra in atto nel suo paese e la decisione di fuggire”.
L’incontro è stato organizzato al confine Romania/Ucraina, accompagnata dal marito che poi è dovuto ritornare a Kiev per combattere. E così i volontari sono partiti, la mattina all’alba di mercoledì 9 marzo, percorrendo 1500 km, facendo sosta a Nyiregyhaza (160 km dal confine) e arrivando al punto di ritrovo nel pomeriggio del 10 marzo alle 15.
Al momento dell’incontro c’è stato il commovente abbraccio di Marina e dei suoi figli sul “Ponte dell’Amicizia” nella località di Sighietu Marmaţiei. “Poi il viaggio di ritorno – spiegano ancora dalla Misericordia di Montenero – verso Montenero dove sono arrivati venerdì 11 marzo intorno alle 18 e dove hanno trovato l’accoglienza dei nostri confratelli. Ora Marina e i suoi figli saranno ospitati da questa famiglia e riceveranno anche l’aiuto della nostra Associazione. Grazie ad Angelo e Sandro che si sono proposti per questa missione faticosa ed impegnativa”.

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