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La protesta: “Spinning troppo rumoroso”. La replica: “Stop alle lezioni, ma serve solidarietà”

I residenti del quartiere contro i corsi di spinning outdoor: "La musica è troppo alta non riusciamo a stare in pace". Cecilia Antonini, legale rappresentante della Gemini: "Fermiamo momentaneamente i corsi, ma ci aspettavamo più solidarietà da parte di chi vive in zona"

Lunedì 19 Aprile 2021 — 11:52

di Giacomo Niccolini

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La soluzione, momentanea, è stata trovata dai soci della Gemini Centro Fitness con uno stop alla musica all'aperto. I titolari: "Rimane tanta amarezza per la poca comprensione nei nostri confronti in un momento delicato come questo"

Da circa due mesi, in via Oberdan Chiesa, va in scena un serrato confronto tra residenti del quartiere e i titolari della storica palestra Gemini Centro Fitness, presente sul territorio da 25 anni. Il motivo del contendere sono le lezioni di spinning che, a causa dell’emergenza sanitaria, in zona arancione e gialla, sono state tenute fino ad oggi all’esterno, in quello che un tempo era il campo in cemento di calcio a 5 della struttura (nella foto tratta dalla pagina FB della palestra, le bici da spinning posizionate sullo spazio outdoor prima che inizi il corso).
Una scelta che i residenti del quartiere non hanno gradito molto volentieri. “Da quando le lezioni sono tenute all’esterno – spiega una rappresentanza dei residenti del quartiere – è impossibile tenere le finestre aperte. Il rumore è assordante e il chiasso è insostenibile. E’ al di fuori di ogni tipo di civile convivenza. Abbiamo presentato un esposto in Procura affinché si verifichi che ogni regolamento sia rispettato in ogni sua sfaccettatura, abbiamo chiamato più volte le forze dell’ordine per i controlli. Ma niente. Ogni volta che c’è una lezione di spinning è impossibile stare sereni all’interno delle nostre abitazioni senza subire il frastuono della musica e delle grida dell’insegnante”.
Dall’altra parte della barricata c’è la palestra Gemini che per voce della sua legale rappresentante, Cecilia Antonini, nonché vice-presidente di Confsport Livorno, prova a spiegare i motivi, intuibili tra le altre cose, di questa scelta obbligata. “Come bene sapete tutti siamo fermi da ottobre scorso, non riusciamo a lavorare e dopo esserci adeguati con tutte le norme di sicurezza ci hanno stoppato di nuovo. L’unica cosa che possiamo fare è fare sport all’aperto e ci siamo adeguati alle normative, punto per punto. Siamo consapevoli che possiamo recare del disagio a qualcuno a causa della musica ma lo spinning necessita di questo tipo di ritmo e questo tipo di stimolo altrimenti non può essere praticato. E’ per questo che – spiega Antonini – in accordo con tutti i soci della Gemini abbiamo deciso momentaneamente di stoppare le lezioni all’aperto di spinning e di togliere la musica da ogni tipo di lezione outdoor che teniamo. Sia chiaro, erano tre lezioni a settimana per un massimo di 4 ore di sport. L’amarezza sta proprio in questo aspetto – chiosa delusa Cecilia Antonini – che in un momento di massima emergenza come questa non ricevere comprensione e solidarietà da parte di chi convive con noi da anni come i residenti di questa zona. In un momento storico come questo, dettato dall’incertezza per il futuro, tutti hanno bisogno di poter lavorare seguendo le normative di sicurezza e rispetto anti-covid. Tutti in questi mesi hanno cercato di fare un po’ di beneficenza e tendono la mano verso la solidarietà. Dispiace che da parte dei nostri vicini questo gesto non ci sia stato ma si sia pensato solo a fare esposti e chiamare le forze dell’ordine. Considerando poi che i corsi erano in orari che non ledevano assolutamente la tranquillità se si pensa che due lezioni su tre iniziavano alle 18,30. Lo sport merita rispetto. E in questo ultimo periodo, sinceramente, ne abbiamo ottenuto davvero poco”.

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